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Bianca Berlinguer è ascit’ pazza. Come si fa a perdonarla? 

L'ossessione per il cavernicolo Mauro Corona e il flirt con i gialloverdi

23 Novembre 2018 alle 06:00

Bianca Berlinguer è ascit’ pazza. Come si fa a perdonarla? 

La conduttrice di "Cartabianca" Bianca Berlinguer (Foto LaPresse)

Ma cazzo è la figlia di Enrico. Enrico Berlinguer, l’ultimo comunista. L’ultimo serio, l’ultimo malinconico, l’ultimo duro e puro di una tradizione che si è spalmata su tutta la sinistra. Che poi era comunista ma con lo strappo in favore di Danzica, più o meno, l’eurocomunismo isolato eroico, lo spirito sassarese che durissima coquit, e comunque dopo compromesso storico e accordi con la Dc, al riverbero del delitto Moro, altro grande malinconico finito male dopo la fatidica stretta di mano, aveva gridato il suo “basta con la Dc!”, aveva svoltato e si è immolato in un comizio, col rio destino di essere abbracciato da Pertini nell’agonia, contro il solito referendum, peraltro l’unico vinto, dei destri riformisti della “trippa alla Bettino” (scala mobile ovvero mutazione antropologica). E per sovrammercato aveva aggiunto che i comunisti sono diversi dagli altri antropologicamente, e lo credo bene, che dovevano abbracciare l’austerità come visione, ma anche come consumi e sistema e di vita, e lo credo bene (tienimi-da-conto-Monti è un mio tardo riflesso rap di ex berlingueriano). 

 

Ora, vedete che l’attacco di questo pezzo è indecente. Che c’entra la paternità? Bianca è Bianca, punto. Va rispettata la sua professionalità. È una giornalista televisiva di grido (degli altri), allieva di Sandro Curzi, e non so se mi spiego. È un mito iconico, si dice così, di una sinistra inconcussa, a prescindere dal babbo e magari dal nonno Mario (anch’io ho un nonno Mario). Insomma, mi faccio schifo da solo e mi pento e mi ripento prima che mi facciate pentire voi.

 

Lei ha tutto il diritto di dirigere un talk seriale, che è un po’ come la musica seriale, quella che bisogna lasciare le orecchie a casa quando si va ad ascoltarla, e un po’ come il serial killer, in scena nel talk sei sempre un po’ Donato Bilancia, infatti è arrivato Walter Siti sul Fatto & Rifatto quotidiano a illustrare le gioie perverse del genere educational-shitshow (Siti in queste cose di sadomasochismo hard non sbaglia mai, è meglio di Michel Foucault). Alla fine, via, non bisogna stare tanto a sottilizzare, men che meno buttandola su una lite in famiglia.

 

Ci sarebbero però due dettagli imperdonabili. Dolce & Gabbana hanno mostrato a tutti che a non rispettare il pubblico, nel caso una miliardata di cinesi, si perde il gruzzolo. E vabbè. Ma per rispettare il suo gruzzolo di pubblico, che non sarà una miliardata ma è sempre esposto alla variabilità dell’auditello o share of voice, la Bianca Berlinguer è ascit’ pazza per un menestrello dei boschi che fa leggermente senso, un ecomostro pieno di psicofarmaci e alcol, uno che se lo prende Burioni ha finito de campa’, un Mauro Corona che trasmette in diretta dal fetore benedicente di una caverna non platonica.

 

Come si fa a perdonarla? Eppoi, non contenta, ha deciso di fare il suo bel kokettieren con i gialloverdi, sparlando dei numeri finanziari e pillisti di Renzi e Gentiloni e Padoan davanti a un giornalista tedesco di genio e di smorfia, Udo Gümpel, e facendolo sbertucciare malamente in nome della Nazione tutta da Maurice, il direttore, un beau o un bulldog della bergamasca in foia salvinocratica. Ma come si fa dunque a perdonarla? 

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Commenti all'articolo

  • armando.dasdia

    28 Novembre 2018 - 14:02

    Infatti, io non la perdono.

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  • carlo.trinchi

    23 Novembre 2018 - 18:06

    Infatti non la perdoniamo, ma non per la trasmissione banale e ripetitiva ma per aver detto all’ottimo Gumper che non lo invita più. E Belpietro? Entrambi giallo verdi? Aiuto.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    23 Novembre 2018 - 14:02

    Ah, Ferrara, la gentile Bianca fa per mestiere o sogno di vita un’attività, che la inchioda all’effimero dei tempi correnti. Un effimero in cui il “populismo” diventa “popolare”, in cui il significato delle parole, la semantica, ha perso ogni senso proprio, in cui “ignorare” equivale a “pensare”. Il Corona impersona lo strumento più consono per vivacizzare la peristalsi intestinale e gli ascolti. Non l’avrebbe escluso nemmeno Sandro Curzi. La corteccia cerebrale ha cambiato collocazione anatomica. Ma non è un inedito. Il mantra della superiorità antropologica lo dimostra. Olim si pensava che comprare le indulgenze abbreviasse la strada per il Paradiso. Notre ètonnante vie.

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  • DBartalesi

    23 Novembre 2018 - 11:11

    Per sventura il popolo è tornato ad essere rivoltante e populista nella testa, come il di cui sopra. Il fatto che Bianca Berlinguer accetti il dialogo, le fa meritare in premio un Corona. Non un rimbrotto.

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