cerca

Salvini sonda gli investitori: il due per cento è il limite massimo

Il leader della Lega lascia a Di Maio la guerra alle agenzie di rating. Sui conti Tria è il garante: “Se molla lui, salta il governo”

3 Settembre 2018 alle 20:47

Salvini sonda gli investitori: il due per cento è il limite massimo

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Roma. Dacché perfino la dolcezza è diventata un valore per la Lega di governo, Matteo Salvini ha deciso di lasciare a Luigi Di Maio il compito di lanciare la crociata contro le agenzie di rating. Lui, invece, gli investitori li sta sondando. E ai suoi emissari ha chiesto di capire quale sarebbe il limite massimo di tenuta, in vista del Def. Risposta: “Solo restando intorno al 2 per cento nel rapporto deficit pil – meglio l’1,8, e comunque non oltre il 2,4 – hai la certezza di non innescare l’Armageddon”. Ed è per questo che, in vista dell’incontro di oggi tra i vertici del partito, un ministro leghista garantisce: “Stiamo facendo ragionamenti di responsabilità, non abbiamo alcuna intenzione di mandare il paese a bagno”.

 

E il bagno, nello scenario distopico tracciato a Salvini dai suoi consulenti, sta più o meno intorno a quota 400: “Se lo spread arriva lì, saltano sia la Popolare di Bari sia Carige”. E siccome il memento mori è quanto mai efficace, in queste settimane, ad ammansire l’animo esuberante del capo, c’è perfino chi gli ricorda l’infausta sorte di Matteo Renzi: “Lui aveva una contingenza favorevole (Qe, petrolio ai minimi… ) eppure si è bevuto quattro banche”. Insomma, non scherziamo. E del resto anche Giancarlo Giorgetti, al di là di alcune dichiarazioni un po’ azzardate, predica prudenza: meglio lavorare per il trionfo alle europee del 2019, e poi ottenere lo scomputo degli investimenti dal calcolo del deficit. “E siccome alle europee bisogna arrivarci in piedi, meglio evitare di dar credito agli apprendisti stregoni come Borghi o la Castelli”, ragiona un colonnello leghista. “Il vincolo non lo detta l’Ue, il vincolo sono i mercati”: che è del resto la linea della cautela di Tria. “Se cade lui, salta il governo” è una frase che nel quartier generale leghista si sente ripetere con una frequenza inimmaginabile, fino a pochi giorni fa. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi