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I populisti aggrediti dalla realtà. Spasso

Ilva, Tap, vincoli, vaccini, Libia. La svolta di Salvini e Di Maio c’è, le ragioni per esultare, no. Quanto sono costate all’Italia le chiacchiere sfasciste e perché un governo che trasforma la normalità in eccezione è un pericolo per il nostro paese

6 Settembre 2018 alle 06:00

I populisti aggrediti dalla realtà. Spasso
Per capire il genere di approccio scelto da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio per condurre il paese verso la prossima legge di Stabilità, bisogna fare uno sforzo di fantasia e immaginare un pilota su una macchina da corsa che sceglie di gareggiare contromano, e con gli occhi bendati, e che una volta arrivato in prossimità del traguardo, alla guida di una vettura ormai gravemente danneggiata, mostra inspiegabilmente un grande entusiasmo per essere riuscito ad arrivare vivo alla fine...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    06 Settembre 2018 - 23:11

    Perciò, gli "antipolulisti" sarebbero quelli che da secoli governano e impongono "in nome del popolo", costruiscono Costituzioni sul "popolo sovrano", eliminano chi non ci sta come "nemico del popolo": davvero che spasso, sentire i buoi dar del cornuto agli asini. La realtà è che da secoli non vediamo l'ombra di uno statista, ma solo riproduzioni di "travicelli governanti". La verità è che il populismo ideologico - sinonimo di sinistrismo ideologico - si è suicidato perdendosi nel radicalismo più assurdo aberrante e disgustoso, rigettato dal voto delle stesse masse che per generazioni nascevano vivevano e morivano nel sinistrismo. Ora, qui, siam sempre ai "travicelli", ma almeno questi non impongono utopismi, fanno i conti con la realtà, che cambia ogni mattina. Come tutte le persone di questo mondo, in cui nessuno può più permettersi di fare il furbo su tutti gli altri. E i confini di stato sono sacrosanti per tutte le nazioni, solo le idee e gli ideali non debbono trovare mai confini

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  • Carlo A. Rossi

    06 Settembre 2018 - 15:03

    Mi permetto un paio di osservazioni. Pur vero è che Salvini è un po' gretto e Di Maio un po' citrullo, e che questo governo su alcuni punti non sembra vere le idee troppo in chiaro. Ma i predecessori, erano davvero così migliori? L'Europa a cui Cerasa si appella come ad un nume tutelare, è davvero quanto di meglio ci sia, una vacca sacra intoccabile? Ma al di là di queste domande, che rimangono sempre senza risposte soddisfacenti, mi perdonerà Cerasa, un aspetto di tutte queste geremiadi che il Foglio ci propone ogni giorno mi perplime: ovvero, la malcelatissima soddisfazione di cercare cosa non funzioni in qualunque cosa faccia questo governo, il gusto di sperare che i mercati puniscano l'Italia, i commenti malevoli ad ogni costo. Non è proprio da persone sensate, indipendentemente dal fatto che si apprezzi o meno questo governo. A me Renzi, Monti etc. non piacevano, ma non per questo auguravo loro di fallire. Qui invece abbonda la "Schadenfreude", e non è segno di maturità politica.

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  • ancian99

    06 Settembre 2018 - 14:02

    Egregio Direttore, la sua brillante metafora si adatta perfettamente alla spavalderia, incongruenza e temerarietà di un governo, non-governo, incostituzionale dalla sua nascita, che con estrema faciloneria è capace di dire tutto e il contrario di tutto. Sono d'accordo con lei nel ritenere che questo improvviso cambio di rotta non è da accogliere favorevolmente come segno di una nuova capacità di governare secondo giudizio. Quel che manca è la presenza di un vero Capo di governo, non assediato come l'attuale premier da due vice-premier, di cui solo uno sembra aver colto l'occasione per detenere il potere.

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  • lorenzolodigiani

    06 Settembre 2018 - 13:01

    Caro Cerasa, era prevedibile l’aggressione della realta’ al governo del “cambiamento”. I temi economici sono implacabili e non consentono scappatoie. Bene, pero’, anche la svolta sui vaccini. E presto per ostltentare ottimismo, ma il lamento non sordo delle classi produttive del nord devono aver fatto comprendere ai nostri che, per il momento, e’ consigliabile rimanere nell’euro E rinviare la guerra alla Francia. Non sara’ facile per di Maio far digerire ai potenziali aventi diritto al reddito di cittadinanza l’affievolimento delle loro aspettative proprio mentre Salvini ha superato i 5 stelle nei famigerati sondaggi.

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