Protesta dei deputati del M5S contro il dl Banche (foto LaPresse)

La questione della (doppia) morale

Da anni il M5s chiede le dimissioni di tutti i non grillini sfiorati da indagini. Non di Salvini. Ripasso e risate

“Alfano indagato per abuso d’ufficio. Le nostre forze dell’ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti!”.

Luigi Di Maio, 25 febbraio 2016

  

  

“Maroni non ha esercitato alcun controllo sul meccanismo corrotto della sanità in Lombardia. Si dimetta subito”.

Luigi Di Maio, 26 febbraio 2016

 

“Governo Renzi chiarisca perché i vertici di Banca Italia sono ancora al loro posto. Chiediamo dimissioni e invitiamo Padoan a fare lo stesso”.

Luigi Di Maio, 11 maggio 2016

 

“Capito perché Renzi ha sabotato il referendum sulle trivellazioni? Dimissioni Ministro Guidi non lasciano più dubbi. Si dimetta anche lui”.

Luigi Di Maio, 31 marzo 2016

 

 

“Aspetto ancora le dimissioni di Dambruoso (Deputato Questore della maggioranza), protagonista dell’unico caso accertato di violenza in Aula ai danni della collega Loredana Lupo (M5S). Presto dovremo audirlo in Ufficio di Presidenza per l'atto compiuto: uno schiaffo ad una Deputata Cinque Stelle (una donna. Le distinzioni di genere valgono anche per i cinque stelle o sono solo prerogativa della sinistra?). Loredana ha in ogni caso depositato denuncia formale alla Polizia. Anche i suoi colleghi questori (nell’istruttoria) hanno accertato che abbia assunto un comportamento ‘estraneo alle sue funzioni’. La figura del Questore è una figura di garanzia. Dambruoso non può più garantire nulla”.

Luigi Di Maio, 8 febbraio 2014

 

“Le minacce di De Luca sono assolutamente intollerabili e inconciliabili con il suo ruolo istituzionale. Cosa vuol far ‘ringoiare’? La valigetta piena di soldi? Deve dimettersi immediatamente e mi aspetto che Renzi e Gentiloni prendano subito le distanze!”.

Luigi Di Maio, 19 febbraio 2018

   

“Inaccettabile Soru continui ad essere europarlamentare, dopo sua condanna deve dimettersi. #Sorudimettiti”.

Luigi Di Maio, 6 maggio 2016

 

  

“Non credo che la Cancellieri abbia fatto una telefonata per tutti e 65.000 detenuti italiani. Deve dimettersi e basta”.

Luigi Di Maio, 1 novembre 2013

 

“Renzi dovrebbe chiedere a De Luca di dimettersi e lasciare in pace la Campania, che in questi giorni è di nuovo su tutti i media a causa dell’ennesimo pessimo governatore del Pd. Come è stato per Marino, così anche per De Luca abbiamo chiesto le dimissioni sin dall’inizio e anche in questo caso il Pd vuole arrivare al punto di non ritorno. Quando la Campania avrà raggiunto il ridicolo, allora forse decideranno di mandarlo a casa. Ma i danni d'immagine, come per Roma, saranno incalcolabili. Se Renzi avesse una coscienza parlerebbe e lo sfiducierebbe (sic! ndr). Invece tace e acconsente. Come sempre più dei cittadini, contano le dinamiche politiche dei partiti. Ma non per noi. #votiamoliVia”.

Luigi Di Maio, 12 novembre 2015

  

“#IoSonoUnRompicoglioni Questo è il Movimento di cui faccio parte. Oggi Mirella Liuzzi - Portavoce M5S alla Camera le ha cantate al Ministro Lupi. Deve dimettersi. Via i corrotti dallo Stato”.

Luigi Di Maio, 18 marzo 2015

  

   

“Sulla salute delle persone non si scherza. Roberto Maroni, è ora di dimettersi. #FuoriDaiMaroni”.

Luigi Di Maio, 28 febbraio 2016

 

   

“Il Presidente della Regione Campania Caldoro si dimetta, sciolga il Consiglio Regionale”.

Luigi Di Maio, 3 luglio 2013

 

 

“Direttore @mariocalabresi, o tira fuori le prove o si dimette. La fake news questa volta è più grande di lei. #MetodoRepubblica”.

Luigi Di Maio, 15 giugno 2017

 

 

“Ministro @robertapinotti @matteorenzi disse ‘niente auto-blu’ ai sottosegretari ma il Sottosegr. Rossi ci è andato allo stadio. Dimissioni?”

Alessandro Di Battista, 6 aprile 2017

  

  

“O il Generale Toschi dimostra di non essersi fatto pagare le vacanze dal socio occulto di Verdini o farebbe bene a rassegnare le dimissioni”.

Alessandro Di Battista, 22 luglio 2016

 

“Sindaco @ignaziomarino non siamo incapaci di dialogare, siamo incapaci di RUBARE! E’ giunto il tempo delle sue dimissioni. Buona giornata”.

Alessandro Di Battista, 7 dicembre 2014

 

 

“@angealfa Espulsione Shalabayeva illeggittima per cassazione. Ancora al suo posto ministro? Non si vergogna? Dimissioni adesso!”.

Alessandro Di Battista, 30 luglio 2014

 

La notte avrà portato consiglio Ministro #Boschi? Prima le banche ora il petrolio. Quando le sue dimissioni? #notriv #referendum17aprile

Alessandro Di Battista, 1 aprile 2016

 

 

“La macchia di petrolio si allarga. Lo scandalo è enorme. Fatevi da parte traditori dei cittadini. Maria ‘Etruria’ Boschi dimissioni subito!”.

Alessandro Di Battista, 2 aprile 2016

 

“Rispetto ad Alfano il M5S chiede le sue dimissioni per molte questioni. Eccone 10”.

Alessandro Di Battista, 17 luglio 2015

  

 

“La #Guidi si è dimessa per un emendamento che ha avuto OK dalla Boschi. Ora Maria Elena che fa? Prima banche ora petrolio. Dimissioni!”

Alessandro Di Battista, 31 marzo 2016

  

 

“#RenzieSapevaDiGenova: dimissioni subito!”

Alessandro Di Battista, 14 ottobre 2014

   

 

“#FuoridaiMaroni Ciao @matteosalvinimi. Onestamente, se ci fosse stato un governatore PD al posto di Maroni avresti chiesto le dimissioni?”

Alessandro Di Battista, 25 febbraio 2016

 

“Se il Direttore di Repubblica non fornirà dettagli sull'incontro (mai avvenuto) Casaleggio-Salvini dovrebbe dimettersi. #CalabresiRispondi”.

Alessandro Di Battista, 16 giugno 2017

  

 

“La vergogna non basta @orfini. Chi ha fatto da palo e non da commissario dovrebbe dimettersi all’istante #MafiaCapitale”.

Alessandro Di Battista, 4 giugno 2015

  

 

“Il Ministro #Boschi deve dimettersi e il Paese ha diritto di sapere se le misure del governo su Banca Etruria abbiano favorito suoi parenti”.

Alessandro Di Battista, 12 dicembre 2015

   

 

“#TirrenoPower Sottosegretario De Vincenti lei suggerisce ‘come eludere le leggi’ noi le suggeriamo di dimettersi e chiedere scusa!”.

Alessandro Di Battista, 15 luglio 2015

 

 

“Lupi deve chiedere scusa, dimettersi e scomparire. Non si deve più far vedere”.

Alessandro Di Battista, 17 marzo 2015

 

“@ignaziomarino, prima di essere messo alla porta dal PD (costretto a farlo dall'opposizione M5S), abbia un sussulto di dignità. Si dimetta!”.

Alessandro Di Battista, 16 giugno 2015

  

“Alfano, Ministro indecente, si dimetta!”.

Alessandro Di Battista, 27 dicembre 2013

  

“Prima #mafiacapitale. Ora #sospensioneANAC. Cos’altro deve accadere perché Zingaretti si dimetta?”.

Alessandro Di Battista, 26 settembre 2015

 

 

“.@meb dimettiti, hai mentito al Parlamento, hai mentito al Paese, hai mentito ai risparmiatori. Ti sei occupata di banche e sei bugiarda! #etruria”

Alessandro Di Battista, 14 dicembre 2017

 

“Nel 2024 magari tutti i coinvolti di mafia capitale saranno nuovamente liberi e attivi. In tempo per spartirsi una torta olimpica. Hanno fatto i conti senza il M5S. Non glielo permetteremo. Marino: vergognati e dimettiti!

Hanno mangiato su Italia ’90 (lo stadio Delle Alpi, oggi demolito, costò il 214 per cento in più del previsto). Morti sul lavoro, sprechi, opere non concluse (chi è romano conosce la vergogna della stazione di Vigna Clara). Hanno mangiato per i mondiali di nuoto del 2009. la Città dello Sport di Tor Vergata (che doveva sorgere nel 2009) è un’incompiuta da 400 milioni di euro (considerate che a Genova, in Sardegna e sul Gargano con 400 milioni di euro si sistemerebbero molti danni causati dalle alluvioni). Oggi, in pieno scandalo ‪#‎MafiaCapitale‬ questi amici dei LADRI pensano a lanciare le Olimpiadi di Roma. Questa gente non se ne andrà mai via da sola. E’ compito nostro liberare la Repubblica italiana dai ladri, dai corrotti e dagli inetti”.

Alessandro Di Battista, 15 dicembre 2014

 

“#mafiacapitale Malore per il sindaco e malori per i romani (insicurezza, traffico, corruzione, mondezza). Marino rimettiti e poi dimettiti!”

Alessandro Di Battista, 30 giugno 2015

  

     

“Alfano si dimetta. La gestione del caso della famiglia Ablyazov, dissidente kazako, in cui una donna e la sua figlioletta sono state strappate a forza dal loro letto e tradotte immediatamente in un Cie per essere rimpatriate in tempi record in base alla falsa informazione di passaporti non validi è stata imbarazzante. Il Viminale non poteva non sapere e, se non sapeva, significa che nel nostro Paese c’è una polizia parallela che agisce a propria discrezione e all’insaputa dei vertici soprattutto considerando che la notizia era online fin dal 5 Giugno scorso. La dignità italiana è stata calpestata, nell’ignorare brutalmente i diritti umani di una bambina e della sua mamma. E tutto solo per obbedire agli ordini di uno Stato straniero”.

M5S Camera e Senato, 15 luglio 2013

   

“Sono state chieste le dimissioni di Josefa Idem, le ha date. forse le sono state imposte. Ha commesso un errore? Ha pagato. Però, chi può scagliare la prima pietra? Chi nei partiti può giudicare la Idem? Non Capitan Findus Letta del pdmenoelle che ha incassato centinaia di milioni di euro di finanziamento pubblico contro un referendum contrario. Come si chiama questo? Scippo? Appropriazione indebita? Truffa? Non possono giudicarla i giannizzeri dello psiconano in Parlamento, nominati da un condannato in secondo grado per frode fiscale a quattro anni di carcere e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Né la Lega di Belsito e della progenie di Bossi. Chi può scagliare la prima Idem? Ci sono in questa vicenda due pesi e due misure intollerabili. La morale e l’etica ormai si pesano. Dipende dal soggetto che viene giudicato. Non voglio fare il difensore d’ufficio, anzi, della Idem, eletta per meriti sportivi come donna immagine di un partito che non ha più né immagine, né reputazione, ma infastidisce, irrita, ti fa incazzare l’ipocrisia di personaggi che hanno sequoie giganti nel fondo schiena che si chiamano Unipol e MPS e che si indignano per l’Ici della Idem. Se ha sbagliato è giusto che paghi, i partiti osservino però almeno un dignitoso silenzio per non farci vomitare”.

Beppe Grillo, 25 giugno 2013

  

“Berlusconi ha ritirato i ministri dal governo. L'impalcatura costruita da Napolitano a colpi di rielezione, di saggi comprati al mercato della politica, di gestione presidenziale del Parlamento, è crollata. Non era necessario un indovino per prevederlo. L’Italia non può più reggersi sulle spalle di un ultra ottuagenario che sta, volontariamente o meno non importa, esercitando poteri da monarca che nessuno gli ha attribuito. Napolitano deve rassegnare le dimissioni. E’ a lui che dobbiamo questo impasse. Alle sue alchimie va attribuito lo sfacelo istituzionale attuale. Napolitano non poteva non sapere che un governo di larghe intese con un potenziale delinquente finisse nel peggiore dei modi. Vi ricordate l'entusiasmo e il sorriso di Berlusconi, i suoi applausi felici alla nomina di Napolitano alla Camera? Lo aveva eletto lui, lo aveva votato il pdl composto da suoi impiegati. Berlusconi sembrava ringiovanito, aveva evitato gli iceberg, per lui mortali, rappresentati da Rodotà e Prodi, quest'ultimo fottuto dagli uomini di D'Alema e Renzi dietro il rifugio vergognoso del voto segreto. Napolitano bis è una creatura di Berlusconi. Qualcuno può negarlo? E Letta, che passerà alla storia minima del nostro Paese per non aver mai deciso una cippa, è stato scelto dalla coppia Napolitano&Berlusconi. Un fiasco colossale. L'Italia ha perso un anno a gingillarsi mentre l'economia stava precipitando. Rinvio dopo rinvio questi parassiti hanno tirato a campare mentre l’Italia tirava le cuoia. L’ultimo regalo l’assurdo aumento dellIVA che colpirà le classi sociali più deboli. Un cambiamento immediato è necessario. Bisogna tornare al voto. Gli italiani devono poter decidere se vivere o morire. Rien ne va plus. Le nostre aziende stanno morendo. Telecom Italia è stata comprata da Telefonica con un pugno di euro nel silenzio del governo e della Consob, Cosa rimane? Eni, Enel e Finmeccanica messe all'asta da Capitan Findus Letta per rimandare la fine del Sistema. Poco altro. Bisogna andare al voto per vincere e salvare l’Italia. E’ l’ultimo treno. Napolitano non si opponga. I prossimi mesi saranno per cuori forti. In alto i cuori”.

Beppe Grillo, 28 settembre 2013

 

“Bersani è uno stalker politico. Da giorni importuna il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi”.

Beppe Grillo, 27 febbraio 2013