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"Basta proroghe senza garanzie sulla sicurezza". La Lega contro Autostrade & Co.

Parla Benvenuto, presidente della commissione Ambiente alla Camera. "D'ora in poi vogliamo certezze sui fondi investiti in manutenzioni". I salviniani contro Benetton, e nel Carroccio sale l'insofferenza verso Toninelli

14 Agosto 2018 alle 20:47

"Basta proroghe senza garanzie sulla sicurezza". La Lega contro Autostrade & Co.

Foto LaPresse

Per certi versi era fatale, che nell'ansia un po' spasmodica della politica di additare il responsabile di turno, poche ore dopo il crollo del ponte Morandi, sul banco degli imputati allestito dal governo grilloleghista ci finisse anche Autostrade, titolare della concessione del tratto di strada crollata. “E' ad Austostrade – ha infatti detto, immediatamente, Danilo Toninelli – che compete la manutenzione a qualsiasi livello. E compete ai tecnici del ministero seguire gli interventi straordinari”, ha spiegato il titolare dei Trasporti, quasi a voler subito mettere le mani avanti.

 

Matteo Salvini, più o meno nelle stesse ore, ci è andato giù ancora più duro: “I responsabili di questo disastro, con nomi e cognomi, dovranno pagare, pagare tutto, pagare caro”. Parole che a prima vista sembravano un po' il frutto di una indignazione di maniera, tanto caparbia quanto vaga: il tentativo di ipotizzare già le colpe e promettere, ovviamente, pene esemplari. E però a parecchi parlamentari leghisti, quelle allusioni devono essere sembrate abbastanza precise, se è vero che ci hanno visto un chiaro riferimento: “Matteo ce l'ha coi concessionari”. E c'è poi chi ha fatto di più. Lucio Brignoli, ex membro dei giovani padani, salviniano di ferro – fatto fuori dal cerchio dei fedelissimi di Roberto Maroni a dicembre 2016 proprio perché troppo vicino al pensiero del “Capitano”, e ora riammesso nella squadra dei collaboratori più stretti di Attilio Fontana – ieri ha postato una immagina icastica in cui, accanto al moncone del ponte crollato, campeggiava la scritta bianca su sfondo verde “United Colors of Benetton”. Rimproveri? Macchè. Anzi, in parecchi consiglieri comunali e attivisti lombardi hanno rilanciato e condiviso il post.

 

Il tema, insomma, nel Carroccio è sentito. E lo dimostrano anche le parole di Alessandro Benvenuto, deputato torinese scelto da Salvini alla guida della commissione Ambiente a Montecitorio. “Un incidente come quello di Genova deve richiamare la politica alle sue responsabilità. Ed è per questo che credo sia arrivato il momento di affermare con chiarezza – dice Benvenuto al Foglio – che d'ora in avanti bisognerà vigilare attentamente sulla gestione delle nostre autostrade. Che si tratti di nuove gare, o di semplici proroghe di concessione come più spesso avviene, pretenderemo che ci siano garanzie certe sugli investimenti che i gestori intendono fare per finanziare la manutenzione delle tratte”. Insomma, l'intenzione è quella di stringere le maglie.

 

E anche per questo, nel Carroccio, comincia a circolare una certa insofferenza per il ritardo con cui Toninelli sta affrontando la questione delle concessioni. Tema delicato, che per abitudine consolidata viene infatti assegnato in modo specifico ad uno dei sottosegretari: e invece il ministro grillino, al momento, non ha ancora assegnato la spinosa delega. Ormai, evidentemente, se ne riparlerà dopo la pausa agostana, anche se la Borsa ha già messo sotto osservazione Atlantia, la società che controlla Autostrade il cui titolo ieri è stato più volte sospeso per eccesso di ribasso prima di chiudere con un passivo del 5 per cento.

 

E sempre a settembre, sono previste le audizioni dei responsabili di tutti e 23 i concessionari autostradali italiani, dai maggiori a quelli più piccoli. “Come presidente della commissione Ambiente – spiega Benvenuto – mi attiverò per fare chiarezza sulla materia. Voglio capire se ci sono posizioni consolidate, capire il perché di alcune proroghe avallate, mi pare, con eccessiva facilità. E ribadire, insomma, un concetto: d'ora in avanti, basta concessioni di alcun tipo senza la certezza di investimenti in sicurezza”.

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Commenti all'articolo

  • robyv73

    15 Agosto 2018 - 10:10

    Un azione possono farla da subito i signori politici, rendere pubblici i contratti di concessione in tutte le parti e rendere pubblici annualmente i documenti con i quali gli enti concessionari danno evidenza di ciò che hanno eseguito per giustificare gli aumenti dei pedaggi che richiedono e puntualmente vengono concessi.

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    • Skybolt

      16 Agosto 2018 - 13:01

      Egregio, lo faranno. Ma guardi che molti di quei dati sono già pubblici, il problema è che se qualcuno li pubblica (vedi Giordano, fatto fuori per quello, mica per l'aiuto ai populisti) non li riprende nessuno. Nelle tratte liguri di competenza ASPI, gli impegni di investimenti e spesa promessi sono stati effettuati al 25%. Come inizio non è male, no?

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