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Sui rider Di Maio prende tempo

Nessun accordo al termine del tavolo al ministero del Lavoro. Il ministro annuncia un contratto collettivo nazionale per la categoria e un nuovo incontro in settimana 

2 Luglio 2018 alle 19:30

Sui rider Di Maio prende tempo

Un gruppo di rider fuori dal ministero del Lavoro durante l'incontro tra aziende e sindacati. Foto LaPresse

Sui rider Luigi Di Maio prende tempo e rimanda tutto a un contratto collettivo nazionale, che per la verità esiste già, visto che la figura del rider è stata inserita nell'ultimo rinnovo del contratto del settore Logistica e Trasporti. Dopo il secondo incontro del tavolo voluto dal ministro, a cui hanno partecipato aziende e sindacati, non si è arrivati come previsto a definire un quadro comune per tutte le piattaforme, che differiscono sia il per tipo di contratto offerto sia per la forma dei compensi. Per questo in settimana ci sarà una nuova riunione, durante la quale si tenterà di raggiungere un accordo minimo. 

  

    

  

Gli obiettivi a cui Di Maio punta, come ha spiegato durante la conferenza stampa al termine della riunione, sono "un compenso minimo orario, una copertura soddisfacente Inail e Inps, il non essere dipendenti da un algoritmo reputazionale e un contratto che preveda chiari dettagli del rapporto contrattuale". La Carta dei valori firmata da Foodora e Moovenda venerdì scorso – non sottoscritta invece da Deliveroo, Glovo, Just Eat e UberEats – copre tutti questi aspetti e dal punto di vista contrattuale garantisce che i fattorini siano inquadrati come lavoratori parasubordinati attraverso co.co.co.. Non è chiaro se questo tipo di proposta lavorativa sia sufficiente o meno per Di Maio, che in conferenza stampa ha detto: "Le piattaforme discutono della natura del contratto come ne discutono i rider. La discussione tra natura di collaborazione e natura subordinata farà parte della concertazione. Io lavorerei cominciando prima dalle tutele per poi arrivare alla natura del contratto". Su questo i sindacati autonomi dei fattorini però non sembrano voler scendere a compromessi e continuano a chiedere che venga riconosciuto loro un contratto di lavoro dipendente: "Adeguare la qualifica di subordinati ai rider ci sembra l’unico modo per rispettare pienamente quanto richiesto dai lavoratori stessi". Mentre le piattaforme accolgono con soddisfazione il passo indietro di Di Maio sulla forma contrattuale, che non sembra più essere una priorità. "Il nostro obiettivo resta invariato, garantire le più importanti tutele ai rider, mantenendo la flessibilità vitale per il nostro business. Importante quindi il tema della forma di contratto che definisce la sostenibilità del nostro settore", ha detto Foodora in serata.

   

La trattativa dunque proseguirà ancora, perché come ha spiegato Di Maio "la strada privilegiata per arrivare a questo risultato è quella della concertazione e, se ce ne sarà bisogno, si potrà eventualmente inserire un 'supporto legislativo' nel decreto Dignità", approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, nei sessanta giorni di tempo che restano prima di convertirlo in legge.

 

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