cerca

Renzi fa sua la proposta del Foglio e torna in campo con la Quinta Repubblica

L'ex segretario del Pd, ospite di Fabio Fazio, spiega quali sono le condizioni per rimettere il Pd al centro dei giochi: ripartire dalla riforma costituzionale e dal doppio turno

29 Aprile 2018 alle 21:45

Renzi fa sua la proposta del Foglio e torna in campo con la Quinta Repubblica

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Matteo Renzi torna di nuovo in campo a Che Tempo che fa. L'ex premier, ospite di Fabio Fazio, spiega quali sono le condizioni per rimettere il Pd al centro dei giochi: ripartire dal 3 dicembre 2016, ripartire dalla riforma costituzionale, ripartire dal doppio turno, scommettere sulla Quinta Repubblica.

 

 

“Dal 4 dicembre 2016 questo Paese è bloccato - ha detto Renzi escludendo la possibilità di formare un governo Pd-M5s -. Sono nella fase delle confessioni: io ho fatto degli errori e abbiamo perso il referendum, ma è da quel momento lì che l’Italia non è più capace di rimettersi in piedi. Avete visto Macron? Ha vinto al secondo turno e ora è il punto di riferimento in Europa. Il problema non nasce il 4 marzo 2018, ma il 4 dicembre 2016. È un contrappasso dantesco. Salvini e Di Maio avrebbero avuto tutto l’interesse a fare un ballottaggio per far scegliere ai cittadini chi mandare al governo. O fanno il governo i populisti che hanno vinto o siano loro a proporre una riforma elettorale”.

 

  

E ancora: “Se non riescono ad accordarsi allora forse è arrivato il momento di dire che la proposta del Pd di Renzi è stata bocciata con il 41%, però che il sistema in Italia non funzioni, lo vogliamo dire o no? È la dimostrazione che avevamo ragione allora a dire ‘eliminiamo la parola inciucio dal vocabolario e facciamo decidere al cittadino arbitro’. Se non riescono a fare il governo, facciano una proposta per la legge elettorale e la riforma costituzionale, perché il doppio turno funziona solo se c’è una Camera sola. Così se andare con Salvini, Di Maio o Gentiloni lo decide il cittadino e non una corrente di partito che ha paura. A noi hanno detto che Renzi ha sbagliato perché voleva farsi le regole da solo. Allora noi adesso diciamo va bene, fatele voi le regole se volete davvero far partire la Terza Repubblica. Ma sono disponibili a prendersi una responsabilità davanti ai cittadini? Ci saranno un anno-due di attività parlamentare con un governo deciso dal Presidente della Repubblica a seconda della maggioranza che si è creata. O loro si mettono d’accordo oppure scriviamo le regole insieme per il bene dei cittadini” 

 

  

È la proposta del Foglio, lanciata il 9 aprile dal direttore Claudio Cerasa. Se il piano A, un governo tra centrodestra e Movimento 5 Stelle dovesse fallire, l’unico piano alternativo possibile è quello di ripartire dalla Quinta Repubblica francese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    30 Aprile 2018 - 10:10

    Le reazioni un po' isteriche dei vertici pentastellati alle parole di Renzi di ieri dimostrano come i "casaleggios" stiano entrando nel panico. Vedono il centrodestra sempre più forte e dominante. Se si dovesse andare a nuove elezioni probabilmente il centrodestra aumenterebbe il proprio vantaggio elettorale e d'altra parte se si dovesse invece arrivare ad un "qualsiasi" accordo fra centrodestra e PD si formerebbe una compagine di governo che avrebbe ampi numeri per governare.

    Report

    Rispondi

  • 17FG67

    30 Aprile 2018 - 08:08

    La frattura del 4/12/16 con un 41% d'italiani pronti a cavalcare l'onda del cambiamento e della modernizzazione e un 59% d'italiani pavidi e attaccati ai propri miseri privilegi , sarà difficile da sanare. Pensare che un paese profondamente provinciale e conservatore possa copiare il modello francese è per il momento un sogno, che comunque i veri riformisti sono chiamati a rendere realtà. Da parte mia lo auspico, ma non riesco in questo momento a immaginare un percorso di questo tipo, se non guidato da Renzi, che oggi non mi sembra così popolare.

    Report

    Rispondi

    • lorenzo tocco

      lorenzo tocco

      30 Aprile 2018 - 16:04

      Faccio parte di quel 59% di italiani che il 4 dicembre ha contribuito ad evitare un cambiamento in peggio della costruzione, non sono né pavido né attaccato a privilegi che non ho, miseri o non miseri. Veramente non capisco cosa abbia il sistema francese da farsi invidiare, visto che lo applicano solo lì, e in Europa gli stati si guardano bene dall'introdurlo. Tutti fessi? Non credo. Ma per modernizzare le nostre istituzioni abbiamo sotto gli occhi un modello che funziona bene, quello delle regionali, che ha appena consentito 2 risultati chiari, in Molise ed in Friuli, in cui dal giorno seguente si può governare. In più risparmiando i soldi del secondo turno. Certo anche in questo caso sarebbero necessarie modifiche costituzionali, con il vantaggio di un sistema da noi collaudato e che costerebbe molto meno. Infine non dimentichiamoci che Macron è presidente con meno del 25% dei votanti. È vera democrazia?

      Report

      Rispondi

  • carlo.trinchi

    30 Aprile 2018 - 00:12

    Meno male che Renzi ancora c’è. Se si truducessero le paeole in fatti forse, anzi niente forse, avremmo una democrazia compiuta e sotto a chi tocca. Questo è il percorso da fare subito, domani e basta con le finte intese di governi di coalizione che non hanno mai convinto e che a questo punto ci hanno portato.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Aprile 2018 - 00:12

    Regola numero uno, come direbbe Gibbs: "Quanto più una cosa sarebbe od è giusta per tutti, tanto più non la vuole nessuno" Why? Perché ci perderebbero tutti. Nel paese dei balocchi, poi.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi