Calenda chiude il tavolo per Roma: "Raggi arrogante, abbiamo perso tempo"

Il ministro dello Sviluppo economico elenca i fondi stanziati e i progetti saltati per il disinteresse dell'amministrazione: “Uno spreco di risorse”

Calenda chiude il tavolo su Roma: "Raggi arrogante, abbiamo perso tempo"

Virginia Raggi e Carlo Calenda (foto LaPresse)

Il tavolo per Roma è chiuso. È l’annuncio del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che dopo mesi di polemiche, rimpalli e assenze della controparte – il sindaco di Roma Virginia Raggi – ha annunciato su Twitter: “Dopo l’ennesima risposta arrogante al documento che allego mi ritiro in buon ordine. Lavorare per Roma a dispetto dell’amministrazione comunale è assurdo, abbiamo molte altre cose urgenti da fare”.

 

 

Il documento di cui parla Calenda è una lettera firmata il giorno di San Valentino, ieri, e “la risposta della Sindaca conferma che l’unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse è chiudere il tavolo. Evidentemente la Raggi ritiene di non aver bisogno di aiuto e noi speriamo che per la città sia così”. 

 

Nel documento inviato dal ministero dello Sviluppo economico si citano i fondi stanziati e i progetti non ancora attivati perché non seguiti dall’amministrazione comunale. Un totale di 3 miliardi di euro stanziati da Mise, comune, regione e altri enti. Di questi, 1.256 milioni erano già stati destinati a 19 progetti operativi. Ma per il disinteresse dell’amministrazione e “l’arroganza” del sindaco, spiega Calenda, questi fondi rischiano ora di andare perduti.

 

Il tavolo era stato lanciato “su richiesta dei sindacati con spirito propositivo”. Il primo incontro si era tenuto il 17 ottobre scorso, dopo 4 mesi si chiude tra le polemiche, con Raggi che si dice stupita che “a due settimane dal voto si torni a promettere un miliardo per Roma, dopo cinque anni in cui il Governo si è dimenticato della Capitale”. Sarà, intanto nel documento inviato da Calenda si elencano concretamente le aree di intervento proposte, stilate, in alcuni casi condivise e tutte le criticità. 

 

Come quelle sulla mobilità, con il comune che, scrive il ministro, sbaglia i conti sugli autobus da richiedere (59,5 e non 72) e per aggiornare la richiesta ci mette due settimane, o proposte “decontestualizzate” come, per esempio, i 2 milioni per 180 nuove biglietterie automatiche, che non considerano “soluzioni innovative” come il mobile.

 

Insomma, “mentre al ministero un team di 20 persone erano state messe a lavorare per lei e per Roma”, il sindaco Raggi si distingueva per “una totale assenze, proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde”. O, peggio ancora, affermazioni senza riscontro: come quando ha dochiarato di aver finanziato con risorse proprie gli interventi di priorità semaforica, quando in realtà erano stati stanziati 14 milioni dalla Regione. Lo stesso è avvenuto con i 162 milioni di euro che il ministero ha reso disponibili per la riqualificazione scolastica, che però non si possono spendere fino a che il comune non ne aggiungerà 88 come partner del progetto. Da aggiungere all'elenco stilato dal ministero anche i 4 interventi di rigenerazione urbana stralciati dai lavori del Tavolo nella riunione del 23 novembre e il rifiuto del comune posto alla disponibilità del Mise di intervenire per ridurre i tempi di appalto, attraverso Invitalia. Rinvio su rinvio, si è arrivati a un nulla di fatto. Uno “spreco di tempo e risorse” che, come ha detto Calenda, non può più proseguire oltre.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    15 Febbraio 2018 - 22:10

    Basterebbe fare una proporzione fra il Comune di Roma e la Stato italiano per capire quale sarebbe il livello di catastrofe che un governo, basato sull'incompetenza, il dilettantismo e la totale assenza di idee dei grullini, provocherebbe all'Italia. Sono grato al Foglio per la sua battaglia tesa a dimostrare la pericolosita' dei cinque stalle.

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  • p.mastrantoni

    15 Febbraio 2018 - 20:08

    la poverina non è arrogante è che non sa e, probabilmente, non vuole sapere. eppure ha a disposizione 23 comunali.

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