Una mucca nel corridoio di nome Grasso

Il nulla ideologico, culturale, politico. Auguri sinceri al presidente del Senato

Una mucca nel corridoio di nome Grasso

Foto LaPresse

Chiamare “articolo 1” un partito, passi. Ma chiamare Pietro Grasso alla sua guida, questo è più dubbio. Io lo avrei chiamato “Bandiera rossa”, e alla guida o un boss riconoscibile come D’Alema o Bersani oppure una bella operaia di Gambettola o un giovane strafico molto diverso dal professionista triste che allude alla Speranza escatologica ma produce Velleità verbali malinconiche. Cuperlo forse no, per via dell’eccesso “povetico”, a parte che sta soffrendo in un altro partito. Ma Grasso.   Primo, non...

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  • giantrombetta

    03 Dicembre 2017 - 21:09

    La Repubblica delle Procure e’ da tempi remoti il programma politico di tanta sinistra. Indicare a leader il procuratore dei procuratori non poteva che essere la Logica conclusione di una lunga parabola. Discendente.

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  • gl_gssn

    02 Dicembre 2017 - 13:01

    Sono pienamente d'accordo con Ferrara! Mi chiedo: quanto dureranno ancora questi personaggi?

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  • carlo.trinchi

    01 Dicembre 2017 - 16:04

    Il tremendo è che non possono mettere la loro faccia. Da sempre si camuffano dietro un parvenue che li nasconda. D’Alema che fa tanto il teologo sfascia partiti e ammazza rivali, copi Veltroni, come disse Craxi, in politica non ne azzecca una. Il povero Bersani ha già dato e riprovare sarebbe diabolico. Quello che fa caso è Speranza, oltre a non dire mai nulla di politicamente interessante non è nemmeno fotogenico e gli tocca sempre rimanere terzo. Questi comunisti non hanno faccia politica e ancora meno quelli non comunisti che prendono a prestito. Prodi fu una marionetta in mano ai Turigliatto e ai Bertinotti. Grasso sarà l’essenza di quel che resta di magisttati che non avendo attributi politici propri si appoggiano a residui politici del secolo scorso fuori tempo e storia, fregandosene della logica politica che portano avanti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    01 Dicembre 2017 - 16:04

    Uno sguardo asettico al clima politico nostrano, ai protagonisti “de la politique a l’italienne”, alla immaturità politica e culturale delle italiche masse, i voti, caro Ferrara sono lì, porta a concludere che “la botte dà il vino che ha”. Il niente del presidente del Senato, v’è organicamente implementato. Conclusione non degna della prosa e dell’acume dell’Emerito, ma descrive bene la pervicacia infantile con cui abbiamo mescolato le peggiori annate. Il metodo è stato quello di dare a tutti un posticino nella botte. Lo abbiamo chiamato il democratico arricchimento reciproco tra culture diverse. Bah!

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