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I pugnali di Massimo D'Alema

Lessico, aneddotica e fenomenologia dell’uomo che non tollera che un progetto di sinistra non si chiami “sinistra dalemiana”

3 Dicembre 2017 alle 06:00

I pugnali di Massimo D'Alema

Massimo D'Alema (foto LaPresse)

Scorpione, gli dicono. D’Alema, tu sei lo scorpione che vuole farsi portare dalla rana sull’altra riva del fiume ma a metà strada la punge, perché non può fare a meno di farlo e affoga con lei. C’è anche la variante psicanalitica: “D’Alema è un ludopatico della politica, sempre costretto dalla sua dipendenza compulsiva a intrigare, a giocare d’azzardo e a vincere”, ha detto Francesco Merlo a “Otto e Mezzo”, su La7 – ma in generale, da quasi due decenni, ogni...

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Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    03 Dicembre 2017 - 18:06

    D’Alema? come dire una cosa e interpretare il contrario. Perché non vi è il simbolo della sinistra sul logo liberi e uguali? Perché ci rivolgiamo a tutti. Ma sul palco con la contrufigura Grasso siedono Spearanza, Fratoianni e Civati mica, anche, politici di centro. Li vi è la sinistra sinistra non delle mammolette. E con quelli vorrebbero acchiappare voti di ingenui moderati deficienti? Suvvia siamo alle comiche di Fini e del suo Farefuturo finito al passato. E del rigurgito cosiddetto nero che ne pensa il D’Alema libero e bello? Colpa di Renzi e della sua politica non di sinistra. Ma questi ci fanno o ci sono? È sempre stata la loro inconcludenza e utopia comunista che ha portato al fascismo. Mai un concetto di libero mercato liberale e di conti in nero e non in rosso. Le loro divisioni di rosiconi hanno portaro al fascismo, basti guardare al passato e rendersene conto. Se siamo il fanalino di coda d’Europa lo dobbiamo a loro. Ora sono liberi e uguali. Fantasia? No realtà. Purtroppo.

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  • umilemichele.cosenza

    03 Dicembre 2017 - 14:02

    Si sente uno Stalin fallito, da li tutto il livore,

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  • luigi.desa

    03 Dicembre 2017 - 13:01

    D'Alema era un ragazzotto del 68 che finita la revolusciòn studentesca si trovò senza arte e ne parte così i big del Pci lo nominarono segretario generale della FIGC ( fed.ita.gio.comunisti) .Da lì la discesa per salire nel cursus honorum,.luigi de santis

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