Il lato B dei boss

B come Berlusconi. Perché le chiacchiere di due mafiosi stragisti servono ai magistrati per tenere sulla graticola l’ex premier

6 Novembre 2017 alle 11:23

Il lato B dei boss

Foto LaPresse

C’è un calderone a Palermo, che ribolle senza soluzione di continuità. E’ il fascicolo “Trattativa bis”. Mentre si celebra il primo processo sul presunto patto fra i boss e i politici, mediato dai carabinieri a cavallo delle stragi di mafia, si lavora già all’ipotesi che a condurre il dialogo segreto con i mafiosi non furono soltanto gli imputati giudicati in Corte d’assise, ma anche alcuni agenti dei servizi segreti. Nel calderone c’è una lista segretissima con un numero imprecisato di...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    06 Novembre 2017 - 17:05

    Credo che ormai Berlusconi e il popolo italiano siano talmente abituati alla persecutio maniacale dei vari PM nei confronti del Cavaliere da non curarsene affatto.

    Report

    Rispondi

    • guido.valota

      06 Novembre 2017 - 23:11

      Sì, rimangono solo alcuni paranoici ossessivi compulsivi, che si aggirano per le strade e per i forum ragliando tra i suoni. Ne teniamo uno anche qua dentro, come animale da compagnia e per farlo sfogare un po'.

      Report

      Rispondi

Servizi