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Cosa hanno detto i politici italiani sul nuovo inquilino della Casa Bianca

Le congratulazioni del presidente del Consiglio, "al netto delle diffidenze". I dubbi di Napolitano e Gentiloni, gli attacchi di Brunetta e Salvini: "Renzi a casa". E Grillo: "Questo è un Vaffa... generale".

9 Novembre 2016 alle 11:34

Cosa hanno detto i politici italiani sul nuovo inquilino della Casa Bianca

Matteo Renzi durante l'incontro con Obama nel 2014 (foto LaPresse)

"A nome dell'Italia mi congratulo con Donald Trump e gli auguro buon lavoro, convinto che l'amicizia tra Italia e Usa continuerà a essere forte e solida", ha commentato il presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico della Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia. La vittoria di Trump, ha sottolineato il capo del governo, rappresenta "un punto di partenza per la comunità internazionale, al netto delle differenze e delle diffidenze che una certa campagna elettorale ha suscitato. Siamo in una stagione nuova", in cui va riconsiderato il senso  di concetti quali "comunità, consenso e della stessa idea di organizzazione statale".

 

"Indipendentemente dal risultato di queste elezioni, l'Italia resta per gli Stati Uniti un alleato molto importante, sia per i rapporti economici, sia per gli scambi culturali”, ha risposto il console generale americano a Milano, l'ambasciatore Philip T. Reeker, nel quartier generale del consolato allestito all'Hotel Gallia. "I nostri rapporti, le partnership e i contatti durano da 70 anni e continueranno insieme alla nostra amicizia che inizia con la nascita degli Stati Uniti".

 

"La vittoria di Trump è un fatto importantissimo, che cambierà molte cose nel mondo ed era un fatto inatteso. La prima cosa per il governo ovviamente è quella di esprimere rispetto per gli elettori, per il risultato elettorale”, ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ai microfoni di radio Anch’io, seguito dall’intervento del presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napoletano: "Le preoccupazioni rimangono e rimane l'imperativo della riflessione su questo risultato". Le prime parole del nuovo presidente americano, ha aggiunto Napolitano, "sembrano indicare una consapevolezza delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle. C'è da augurarsi che questa consapevolezza sia effettiva e che queste parole siano seguite dai fatti".

 

Ma la pioggia di reazioni alle parole di Renzi arriva immediata dall’opposizione. "Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da oggi è politicamente finito, è un dead man walking”, ha attaccato Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, che aggiunge: “Ci ha isolato in Europa contando sull'appoggio forte della presidenza Usa, che ora non avrà più, e in maniera grave e irrituale ha schierato, sbagliando totalmente strategia, l'Italia al fianco della Clinton, creando un danno grave di credibilità e di immagine per le istituzioni del nostro Paese. Ora saremo isolati non solo in Europa ma anche nei confronti della nuova amministrazione americana. Renzi ne tragga le conseguenze e si assuma la responsabilità delle sue scelte sbagliate. Per il bene di tutti, per il bene dell'Italia, Renzi rimetta il suo mandato nelle mani di Mattarella quanto prima".

 

"E' pazzesco. Questa è la deflagrazione di un'epoca”, ha esultato sul suo blog Beppe Grillo. “E' l'apocalisse dell'informazione, della Tv, dei grandi giornali, degli intellettuali, dei giornalisti. Questo è un Vaffa... generale. Trump ha dato un VDay pazzesco". Il leader del Movimento 5 stelle legge nell’elezione del tycoon americano un’analogia con il suo partito. Di lui “i grandi media hanno detto molte cose simili a quelle che dicono del Movimento. Dicevano che noi eravamo sessisti, omofobi, demagoghi, populisti. Non si rendono conto che ormai milioni di persone i loro giornali non li leggono più e non guardano la loro tv. Trump ha cavalcato questa roba qua. E' arrivato a milioni e milioni di persone.”. "I veri eroi - sottolinea Grillo - siamo noi! Eroi che sperimentano, che mettono insieme i disadattati e i falliti. Perché il fallimento é poesia”. E rincara: “Sono quelli che osano, gli ostinati, i barbari, che porteranno avanti il mondo. E noi siamo barbari! E i veri imbecilli, populisti e demagoghi sono i giornalisti e gli intellettuali di regime, completamente asserviti ai grandi poteri. Trump ha mandato a fanculo tutti: massoni, grandi gruppi bancari, cinesi”.

 

Anche per Matteo Salvini la vittoria di The Donald è una buona notizia: "E’ la rivincita del popolo, del coraggio dell'orgoglio dei temi del lavoro e della sicurezza, alla faccia dei banchieri e degli speculatori, dei cantanti, dei giornalisti e dei sondaggisti”, ha dichiarato il leader del carroccio ai microfoni di radio Padania. “Il popolo batte i poteri forti 3 a 0. Mi spiace che in Italia in pochi si siano schierati a favore del popolo". Il segretario federale della Lega Nord lamenta "anche il silenzio di Berlusconi” e la posizione a favore di Clinton espressa da Renzi, che, "per fortuna dura appena un mese: non possiamo permetterci pessimi rapporti con gli Stati Uniti".

 

“Ci credevamo in pochi! Gli americani hanno scelto Trump”. Tweet entusiasti anche dall’account di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi, che annuncia: “il 4 dicembre tocca a noi...! Il vento sta cambiando".

 

"Valanga Trump oltre ogni previsione e vittoria piena del Gop anche in Congresso e in Senato, ma ora 'esperti' ed establishment vadano a nascondersi. Dopo Brexit, anche stavolta non hanno capito nulla”, dice Daniele Capezzone, deputato dei Conservatori e riformisti. "Con rare eccezioni, media e poteri costituiti – aggiunge - hanno per mesi raccontato un altro mondo, lontano dalla realtà. Ricordate la gaffe di Hillary di due mesi fa sui 'deplorables', cioe' sugli elettori di Trump definiti 'miserabili'? Quella frase resta come epitaffio di un'intera classe dirigente. Anche qui in Italia, auspicabili dimissioni e silenzio di una cinquantina tra direttori, commentatori-commendatori, ciambellani del potere. Durante i dibattiti, twittavano pro-Hillary come 'bimbiminkia', anzichè provare a capire. Non leggeteli più, non credetegli più, con i loro giornali potete al massimo incartare le uova”. “E ora - conclude Capezzone - dove va a nascondersi Renzi, che, rompendo ogni galateo istituzionale, aveva fatto scomposte e sguaiate dichiarazioni pro-Hillary?”.

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