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Le reazioni dei leader mondiali all'elezione di Trump

Il presidente dell'Ue Tusk parla di "incertezza delle relazioni transatlantiche" dopo la vittoria del repubblicano. L'interesse per i rapporti bilaterali di Russia, Cina e India. Le paure dell'Iran e l'esultanza di Alba Dorata: "Segnale contro l'immigrazione irregolare".

9 Novembre 2016 alle 10:54

Le reazioni dei leader mondiali all'elezione di Trump

Donald Trump (foto laPresse)

Dopo l’annuncio della vittoria di Donald Trump, arrivano anche le congratulazioni e le prese di posizione dei leader mondiali. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg si è detto impaziente di lavorare insieme al neo eletto presidente americano: "Siamo di fronte a un nuovo contesto di sicurezza, tra cui guerra ibrida, attacchi informatici, minaccia del terrorismo. La leadership degli Stati Uniti è più importante che mai”. La Nato, prosegue il segretario generale, "ha risposto con determinazione alla nuova situazione di sicurezza. Ma abbiamo ancora molto lavoro da fare. E non vedo l'ora di incontrare Trump e accoglierlo a Bruxelles per il vertice della Nato del prossimo anno per discutere la via da seguire".

 

E proprio da Bruxelles arrivano sia l’invito da parte dei presidenti Ue Donald Tusk e Jean-Claude Juncker a un vertice bilaterale "appena possibile", sia le dichiarazioni del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz: "Le relazioni tra Unione europea e Stati Uniti sono una componente chiave della stabilità globale. L'Ue è impegnata a mantenere queste relazioni. Speriamo che la stessa cosa sia vera per il presidente". Nel fare le sue congratulazioni al nuovo inquilino della Casa Bianca, Schulz rileva che Trump "è riuscito a diventare il portabandiera dell'angoscia e delle paure di milioni di americani". Adesso "queste preoccupazioni devono ora essere affrontate con politiche e proposte credibili". Anche perché, continua Schulz, "la maggior parte delle questioni relative alla prospettiva estera della futura presidenza Trump sono ancora senza risposta. Dalla Siria all'Iraq, dall'Ucraina alla Libia, il ruolo di Trump nella diplomazia sarà testato fin dal primo giorno e richiederà il giusto mix di responsabilità, moderazione e leadership". "E' stata come la notte della Brexit, noi europei dobbiamo prendere molto sul serio questo risultato e cominciare ad ascoltare quelle persone che non si sentono ascoltate, rispondere alle paure e alle preoccupazioni dei cittadini", ha aggiunto Schulz.

 

Pur nel rispetto del voto popolare che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca, l'Unione europea non nasconde le sue preoccupazioni, e lo fa esplicitamente per bocca del presidente del Consiglio europeo, l'organismo che riunisce i capi di Stato e di governo dei 28 paesi Ue. "Questa mattina ci siamo congratulati con Trump per la sua vittoria - ha detto Donald Tusk, riferendosi alla lettera congiunta con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker - e pur rispettando il risultato della scelta del popolo americano, siamo consapevoli delle nuove sfide che comporta, in particolare dell'incertezza del futuro della nostra relazione transatlantica". Tusk ha ricordato l'origine europea del popolo americano: "Italiani, irlandesi, polacchi, tedeschi e spagnoli, ogni nazione europea ha contribuito a costruire l'America, e gli Stati Uniti hanno fatto sforzi per aiutarci a ricostruire
l'Europa nei drammatici momenti del Ventesimo secolo". E, secondo il presidente del Consiglio europeo, "non ci sono alternative alla cooperazione: ho sentito il discorso del presidente cheha invitato all'unità dell'America, e io invito all'unità europea e transatlantica. Nessun paese può essere grande se resta isolato".

 

Una lettura dei risultati elettorali americani che ritorna anche nelle parole del capogruppo dell'Alde (Liberaldemocratici) al Parlamento Europeo, Guy Verhofstadt, per il quale la vittoria di The Donald fa "suonare la sveglia per i leader Ue”. In un commento su Twitter, aggiunge: “Non possiamo dipendere da Trump come alleato affidabile. L'Europa deve unirsi e lavorare insieme". Un "grande shock”, per il ministro della Difesa tedesco Ursula Von Der Leyen, che nel commentare le notizie provenienti dagli Stati Uniti circa una possibile vittoria di Donald Trump, durante la notte, ha dichiarato: "Io credo che Donald Trump sappia che questo voto non era per lui ma contro Washington, contro l'establishment”.

 

"I legami Ue-Usa sono più profondi di qualsiasi cambiamento politico. Continueremo a lavorare insieme, riscoprendo la forza dell'Europa”, scrive invece su Twitter l'Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini.

 

Con la  vittoria di Donald Trump "c'è la speranza che si superi la crisi nelle relazioni bilaterali Usa-Russia" e "si lavori insieme per la sicurezza globale e le questioni internazionali", ha dichiarato poi il presidente russo, Vladimir Putin, che ha inviato mercoledì mattina un telegramma di congratulazioni al neo eletto presidente degli Stati Uniti. Anche il presidente della Duma e stretto collaboratore di Putin, Vyacheslav Volodin, ha detto di sperare in un dialogo più costruttivo tra i due paesi, visto che “le attuali relazioni non possono essere definite amichevoli”. "Il Parlamento russo accoglie con favore e sostiene qualsiasi iniziativa” di distensione”, ha aggiunto Volodin, ribadendo la posizione anche del Cremlino: i rapporti con Washington "devono esse costruiti sulla base del rispetto reciproco e di una partnership paritaria e la cooperazione deve essere vantaggiosa per entrambi".

 

La Santa Sede esprime "rispetto  per la scelta espressa dal popolo americano, caratterizzata da una forte affluenza alle urne". Lo ha detto il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin. "Facciamo gli auguri al nuovo presidente - ha poi aggiunto il primo collaboratore di Papa Francesco - perché il suo servizio possa essere fruttuoso e assicuro anche la nostra preghiera che lo illumini e lo sostenga nel servizio della sua patria ma anche nel servizio del benessere e della pace nel mondo. C'e' bisogno - ha sottolinetao Parolin - di lavorare tutti per cambiare la situazione mondiale che e' di grande lacerazione".

 

"Le più sincere congratulazioni a Donald Trump" dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, che si è detto pronto a "rafforzare le relazioni di cooperazione tra Egitto e Stati Uniti a tutti i livelli, a partire dalla speciale relazione strategica che nei decenni passati ha unito i due paesi". Anche il premier turco Binali Yildirim si è congratulato con Donald Trump per la storica vittoria nella corsa alla Casa Bianca, chiedendo di aprire "un nuovo capitolo delle relazioni con gli Washington” e ribadendo la richiesta turca di estradizione del predicatore Fetullah Gülen, residente negli Stati Uniti e considerato da Ankara il regista del fallito golpe del 15 luglio.

 

La Cina vuole mantenere relazioni bilaterali "solide e stabili" con il nuovo presidente degli Stati Uniti e i legami commerciali sviluppati tra Pechino e Washington sono "di reciproco beneficio ai due Paesi più che causa di problemi" nelle relazioni bilaterali. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, poco prima della vittoria finale del candidato repubblicano, ha riflettuto sul rischio di attriti con gli Stati Uniti sul piano economico, sottolineando che "Cina e Stati Uniti sono entrambi membri della World Trade Organization" e che "ci sono meccanismi in atto per risolvere questo tipo di dispute".

 

Intanto anche il premier indiano Narendra Modi si è congratulato con Trump, salutando la sua "amicizia" per l'India: "Non vediamo l'ora di lavorare con lei per portare le relazioni bilaterali americano-indiane a un nuovo apice". Nel corso della campagna elettorale, Trump aveva lusingato la comunità indù americana realizzando anche uno spot televisivo in hindi per la festa delle luci di Diwali.

 

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha invitato il neo eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump a "rispettare gli accordi" internazionali conclusi dal suo paese, lasciando intendere che l''elezione del candidato del Partito
repubblicano ponga forti incertezze in merito all''accordo sul nucleare iraniano firmato il 14 luglio 2015 a Vienna dai
delegati iraniani e dai membri del gruppo 5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti piu'' la Germania). "Ogni presidente degli Stati Uniti deve comprendere le realtà del mondo di oggi. La più importante é che il futuro presidente degli Stati Uniti rispetti gli accordi ed impegni non assunti a livello bilaterale, ma multilaterale", ha dichiarato Zarif parlando ai media al suo arrivo nella capitale rumena Bucarest, dove si trova oggi in visita.

 

Il partito di estrema destra greco Alba Dorata ha commentato l''affermazione di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi parlando di una vittoria contro "l''immigrazione illegale" e in favore delle nazioni etnicamente "pulite". Il portavoce di Alba dorata, partito che gli ultimi sondaggi danno come terza forza politica della Grecia, ha dichiarato tramite YouTube che "é stata una vittoria delle forze che si oppongono alla globalizzazione, che combattono l'immigrazione illegale e che sono in favore di stati etnicamente puliti, in favore dell'autosufficienza nell'economia nazionale". "Una grande sfida globale sta iniziando, e continuera'' con i nazionalisti prevalenti in Austria, Marie Le Pen in Francia e Alba dorata in Grecia", ha detto il portavoce.

 

Tweet entusiasti di Le Pen e Farage per vittoria Trump. "Felicitazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al popolo americano, libero!", è stato il commento della leader dell'estrema destra francese, Marine Le Pen, mentre per il numero uno del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito "il 2016 è l'anno di due grandi rivoluzioni politiche".

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