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Sul terrorismo, più prove e meno conferenze stampa

Rilasciati gli afghani arrestati la settimana scorsa, sono integralisti ma un video nel cellulare non li rende terroristi. Poi i contrasti tra Gip di Bari e Milano sulla base delle stesse prove. Insomma, alla magistratura si chiede – anche su questo fronte – calma, gesso e fermezza.

13 Maggio 2016 alle 15:21

Sul terrorismo, più prove e meno conferenze stampa

Bari, la conferenza dopo l'operazione antiterrorismo (foto LaPresse)

Era stata annunciata come una grande operazione antiterrorismo, con tanto di conferenza stampa in cui i magistrati hanno parlato di indagine “inquietante". E invece dopo un paio di giorni tutto sembra sgonfiarsi, non erano terroristi internazionali quelli arrestati a Bari e Milano e non formavano una cellula jihadista che preparava attentati in Italia e Inghilterra. Secondo il gip di Bari, Francesco Agnino, che ha scarcerato i tre cittadini afghani indicati come presunti terroristi, sono “insussistenti gli indizi di colpevolezza”.

 

Agnino smonta le accuse dei pm dicendo che sulla base delle prove raccolte dagli inquirenti “è totalmente assente l'espressione di reiterate manifestazioni di disponibilità a fare jihad”, l’indagine “ha evidenziato al più l’appartenenza al mondo dell’integralismo islamico”, ma niente propositi terroristici: il mitra in mano a un indagato in una foto probabilmente è un giocattolo e i video e foto di monumenti, porti e centri commerciali sono neutri e brevi, tali da non poter essere ritenuti prove della volontà di progettare attacchi. Cadono le accuse di terrorismo ma restano in piedi quelle di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche se pure su questo argomento ci sono opinioni opposte tra il gip di Milano che ha scarcerato un pachistano indagato e fermato in Lombardia e il gip di Bari da dove è partita l’inchiesta che lo ha fatto riarrestare, sulla base degli stessi elementi.

 

La lotta al terrorismo è un terreno complicato, dove contano molto la prevenzione e la capacità di intervenire prima che si compiano gli attentati che abbiamo visto manifestarsi con i loro devastanti effetti in tutta Europa. Condurre questa lotta  con indagini e inchieste che durano il tempo di una conferenza stampa non è utile.

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