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Il garantismo dei 5 stelle e la "gara a chi è più puro"

Secondo Di Maio chi è indagato per abuso d’ufficio deve dimettersi cinque minuti dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. Ma nessun tweet sul caso Pizzarotti.

13 Maggio 2016 alle 15:12

Il garantismo dei 5 stelle e la "gara a chi è più puro"

Federico Pizzarotti (foto LaPresse)

Al direttore - Pizzarotti indagato per abuso d’ufficio. Va bene il garantismo, ma se continua così i 5 stelle ci costano più di manette che di stipendi.

Jori Diego Cherubini

 

Sostiene Luigi Di Maio, in un tweet del 25 febbraio 2016 a commento di un avviso di garanzia ricevuto da Alfano, che, testuale, chi è indagato per abuso d’ufficio deve dimettersi cinque minuti dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. Ieri pomeriggio, comprensibilmente, Luigi Di Maio, l’Alfano dei 5 stelle, a lungo, fino a tarda sera, non ha twittato sul caso Pizzarotti. I garantisti a 5 stelle sono uno spettacolo degno di un tour di Beppe Grillo. E proprio mentre pensavamo che la comicità di Di Maio fosse insuperabile, oplà, ecco Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 manganelli a Roma, che sul caso Pizzarotti, a caldo, la mette così: “Contro di noi gli avvisi di garanzia sono usati come manganelli”. Cabaret puro. D’altronde, come diceva Pietro Nenni, “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura”.

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