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E’ Cantone il politico dell’anno (e Renzi ora deve usarlo contro la repubblica delle manette)

Il premier potrebbe usare il magistrato come schermo per parare i colpi dell’anti politica. Oppure come gran riformatore per sfidare i moralizzatori.

27 Dicembre 2015 alle 12:55

E’ Cantone il politico dell’anno (e Renzi ora deve usarlo contro la repubblica delle manette)

Raffaele Cantone (foto LaPresse)

Il politico dell’anno che si sta concludendo è, perdonateci il gioco di parole, il più politico tra i non politici utilizzati quest’anno dalla politica per sopravvivere all’era cupa e rissosa dell’anti politica. Il politico dell’anno, per le ragioni che andremo a mettere a fuoco, è senza dubbio Sua Eminenza Illustrissimo Megadirettore Ereditario Dottor Ing. Gran Moralizzator di Gran Croc Visconte Cobram Raffaele Cantone. Nel corso del 2015, tra emergenza corruzione, emergenza Expo, emergenza banche, emergenza Giubileo ed emergenze di ogni tipo, il presidente dell’Autorità anti corruzione, che è un gagliardo magistrato napoletano, è stato utilizzato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi con la stessa modalità con cui la casalinga utilizza uno smacchiatore all’avanguardia: per eliminare con prontezza e con semplice gesto della mano, oplà, tutti i tipi di macchie dai vestiti e dai tessuti bianchi e anche da quelli colorati. 

 

L’Italia soffre terribilmente per un’inchiesta giudiziaria? Il paese è in crisi di identità per un qualche scandalo che colpisce la pancia degli italiani? I sondaggi di Renzi registrano una forte sensibilità dell’elettorato su un qualche tema legato a una qualsiasi ingiustizia subìta da una fetta del paese? Arriva lo smacchiatutto Cantone. Dal punto di vista politico, il politico non politico Raffaele Cantone, di fatto diventato il ministro aggiunto del governo, non solo alla legalità ma anche alla moralità, ha svolto finora con diligenza e con efficacia il ruolo di Gran e perfetto Moralizzator di Gran Croc. E su questo fronte il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha seguito uno schema già adottato, non con molto successo, da alcuni suoi illustri predecessori: quando la politica è in grande difficoltà e non riesce a reagire autonomamente a una grave crisi che si innesca nel paese (e che riguarda anche la politica) di solito un leader di sinistra sceglie di appoggiarsi alla stampella sicura della magistratura. A volte lo fa con magistrati che si prestano interamente alla causa politica (Di Pietro e molti altri). A volte lo fa con magistrati che invece svolgono semplicemente il ruolo di supplenti (e che non sempre poi, politicamente parlando, scendono davvero in campo). Il messaggio di solito risulta chiaro e suona più o meno così: io politico riconosco che la politica non è in grado di risolvere alcuni problemi e per dimostrare la mia diversità, la mia buona fede e la mia purezza antropologica mi metto nelle mani di un magistrato rispettato e lo trasformo nel simbolo puro e genuino della lotta del mio partito e del mio governo contro ogni illegalità. Tiè. 

 

Un politico che si affida alla supplenza di un magistrato è sempre un politico che per un attimo si mostra in mutande di fronte alla telecamera ma ciò che qui ci interessa del rapporto tra Renzi e Cantone è se il presidente del Consiglio si limiterà a utilizzare Cantone come uno scudo, come un semplice schermo per parare i colpi dell’anti politica, o se, una volta conosciuto meglio Cantone, proverà a utilizzarlo anche per andare all’attacco, e per scardinare un fortino che l’Illustrissimo Dottor Ing. Raffaele Cantone nel corso del 2015 ha già mostrato di poter forzare, persino con coraggio. Il tema sul quale ci interroghiamo è questo: ma una volta sfruttato il volto del Cantone moralizzatore, Renzi avrà o no il coraggio di utilizzare il volto del Cantone riformatore per sfidare i moralizzatori che guidano la repubblica delle manette? A metà del 2015, come i lettori di questo giornale ricorderanno, in modo sorprendente, e facendo impazzire di rabbia i compagni dell’Anm, Cantone suggerì con garbo a Renzi una serie di temi sui quali una politica diligente dovrebbe intervenire per combattere l’illegalità non solo con il moralismo e con le procedure emergenziali ma anche in modo strutturale. Disse Cantone, alla festa dell’Unità di Milano, che le correnti sono un cancro della magistratura, che alcune correnti della magistratura (Md) utilizzano le leve della giustizia come se questa fosse una lotta di classe, che l’Anm non rappresenta più come dovrebbe i magistrati, che il Csm è un centro vuoto di potere e che inchieste come quelle portate avanti dalla procura di Palermo, ricordate la trattativa stato mafia?, non sono una grande vetrina per una magistratura che sogna di applicare con coerenza il principio della terzietà. La grande riforma, clamorosamente ciccata finora, che il presidente del Consiglio non può mancare nel 2016 è quella della giustizia penale, si sa. 

 

[**Video_box_2**]Su questo tema, nei primi due anni di governo, la rottamazione si è via via trasformata in una grande mediazione. Il terrore di Renzi è comprensibile, e chiunque abbia cercato in questi anni di sfiorare la giustizia non è mai stato risparmiato dalla stessa giustizia, ma una delle sfide del prossimo anno, per Renzi, è proprio questa: sfidare la repubblica delle manette non a parole ma con una riforma da urlo. Sapendo che su questa partita Sua Eminenza Illustrissimo Megadirettore Ereditario Dottor Ing. Visconte Cobram Raffaele Cantone potrebbe trasformarsi in un Gran Riformatore di Gran Croc. Basta solo volerlo, e basta solo scegliere il lato giusto di Cantone, e il gioco è fatto. Dipende solo da Renzi. Dipende solo da quale dei due Cantone sceglierà per il prossimo anno. Scudo o spada

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