A Bologna il centrodestra si raduna solo per difendersi. Serve di più

Redazione
Il raduno bolognese del centrodestra oggi come oggi ha un senso puramente difensivo, punta a far rientrare nel gioco politico un’area divisa e litigiosa, che in realtà non è unita neppure nell’opposizione al governo di Matteo Renzi, che una parte cerca di gestire in modo “responsabile” e l’altra con toni “demonizzanti”.

Il raduno bolognese del centrodestra oggi come oggi ha un senso puramente difensivo, punta a far rientrare nel gioco politico un’area divisa e litigiosa, che in realtà non è unita neppure nell’opposizione al governo di Matteo Renzi, che una parte cerca di gestire in modo “responsabile” e l’altra con toni “demonizzanti”.

 

Non è ancora il momento di una sintesi, quindi si assisterà solo a una sommatoria ancora priva di spessore politico. Lo spazio della contestazione a Renzi è di fatto egemonizzato dai grillini, quello del condizionamento viene esercitato, più o meno efficacemente, dai settori fuorusciti da Forza Italia, il che rende striminzito il sentiero per affermare qualcosa che somigli a una alternativa comprensibile.

 

[**Video_box_2**]Eppure ci sono spazi reali per esercitare una funzione che corrisponda all’area di ceto medio rappresentabile: si tratta della battaglia per una effettiva riduzione del carico fiscale che può scaturire solo da una seria sforbiciata alla spesa pubblica e di quella per liberare le imprese e la società dalla tutela burocratica e dalle pastoie giudiziarie che intralciano la crescita in modo evidente. Può darsi che questo non basti, ma è comunque meglio puntare sulle poche ma rilevanti tematiche condivise che separarsi su questioni identitarie prevalentemente nostalgiche.

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