Silvio Berlusconi ospite a "Virus" qualche settimana fa (LaPresse)

La strategia di Berlusconi per rosolare i due Matteo

Claudio Cerasa
Meglio il modello Venezia che il modello Pontida. Far durare il più a lungo possibile la legislatura per far rinascere il centrodestra. Il Cav. alla prova della rinascita della coalizione.

La formula è quella tradizionale – la “tripla” – e l’intervista rilasciata da Silvio Berlusconi al Giornale dice ancora una volta che, nel caos ordinato del centrodestra, il Cav. sa che per preparare l’alternativa non bisogna tenere chiuse le gabbie ma bisogna giocare a tutto campo e su più campi: stare un po’ fuori e un po’ dentro, un po’ al centro e un po’ a lato, mettere in campo la strategia dell’1X2: la tripla, appunto. Un centrodestra di governo, dunque, più un centrodestra di lotta, anche, e un centrodestra a metà, infine, per far durare la legislatura più a lungo possibile.

 

Sapendo perfettamente che più Renzi si avvicinerà al 2018 e più saranno alte le possibilità che Forza Italia torni centrale, nella coalizione, come punto di incontro naturale tra le due ali del contenitore che sarà. I dettagli sulla legge elettorale poco importano, in fondo. Che l’Italicum mantenga la formula che ha oggi (premio alla lista) o che venga modificato con un dettaglio non indifferente (premio alla coalizione) il risultato non cambia e paradossalmente domani per il centrodestra potrebbe essere meno difficile riuscire a fare ciò che oggi risulta invece complicato per il Pd: tenere tutti dentro.

 

Se è vero che il Pd è il più grande partito d’Italia (lo è, ed è probabile che riprenda a crescere) è anche vero che il Pd a vocazione maggioritaria è un monolite che si muove potenzialmente senza alleati. Diversamente il centrodestra, nonostante tutto e da sempre, è una coalizione, e domani potrebbe beneficiare della divisione profonda che esiste nel centrosinistra. Per fare questo, per mettere insieme i pezzi, bisogna muoversi con cautela, puntare alle prossime amministrative per far maturare una nuova classe dirigente, far crescere sul territorio i molti piccoli talenti che meritano di essere coltivati ma soprattutto, prima ancora di un nuovo leader candidabile e capace di tenere tutti insieme, serve tempo. Molto tempo. E sarà anche questa la ragione per cui Forza Italia, anche se non darà vita a nuovo Nazareno, proverà a dare a Renzi tutti gli strumenti per governare il più a lungo possibile. Dice Berlusconi: “Nessuno in questo Parlamento vuole andare a casa prima del 2018, perché sa che difficilmente tornerà in Parlamento la prossima volta”.

 

[**Video_box_2**]Il ragionamento non fa una piega ma a questo ne va aggiunto un altro, centrale per capire come si muoverà il centrodestra del futuro. Tutti sanno che oggi il leader in rampa di lancio del centrodestra è Matteo Salvini, ma tutti sanno, nel centrodestra, che Salvini non potrà mai essere il vero leader di una coalizione vincente. E far durare il più a lungo possibile la legislatura servirà non soltanto a logorare Renzi, ma anche a logorare l’altro Matteo. Il centrodestra sa che non può fare a meno del leader della Lega come motore della nuova coalizione, ma sa anche che per tornare a essere vincente sarà importante non permettergli di essere il leader della coalizione. Berlusconi oggi non può dirlo ma sa perfettamente che per essere competitivi (e l’Italicum lo permette, eccome) il modello che funziona è più quello di Venezia che quello di Pontida. Cheers.

  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.