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Renzi alla Camera: "Contro gli sbarchi serve la politica, non la demagogia da talk show"

Il premier interviene in Parlamento alla vigilia del vertice straordinario Ue di Bruxelles. "L'Europa deve essere presente nella sponda sud del Mediterraneo per fermare le partenze dei migranti".

22 Aprile 2015 alle 09:37

Renzi alla Camera: "Contro gli sbarchi serve la politica, non la demagogia da talk show"

Il premier Matteo Renzi (foto LaPresse)

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è intervenuto alla Camera per le comunicazioni del governo in vista del Consiglio straordinario dell'Ue in programma giovedì a Bruxelles. Prima di prendere la parola, i deputati (pochi i presenti) e i ministri (quasi tutti presenti) hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare le 850 vittime del naufragio.

 

Poi, nel suo discorso, il premier ha rivendicato spazi e doveri della politica perché, ha detto all'Aula, "è di politica che ha bisogno l'Ue" spiegando la posizione dell'Italia a proposito delle stragi dei migranti. Il presidente del Consiglio ha parlato della "necessità politica di dare una risposta che non sia solo una reazione emotiva alla strage" e ricorda che "o c'è la politica, come capacità di risposta complessa a un mondo articolato, o - ha ammonito - non si va da nessuna parte".

 

La battaglia contro la compravendita di uomini "l'Europa non può lasciarla a noi solamente. Si tratta di una forma di moderno schiavismo. E' una battaglia di assoluta civiltà", ha aggiunto il premier chiedendo una condivisione delle responsabilità tra l'Italia e gli altri stati membri dell'Ue. "Dobbiamo scoraggiare alla radice la partenza di questi uomini e donne dai loro paesi. Si deve avere una forte presenza delle organizzazioni internazionali nell'area sud della Libia. E' fondamentale - ha spiegato Renzi - che l'Ue nel suo complesso tenti di andare in quelle zone grazie al coinvolgimento dell'Onu".

 

Renzi ha anche criticato quella che definisce "la retorica del mai più", perché  "funziona solo per uno spot tv, chi dice il contrario spera di svuotare il mare con un cucchiaino". La questione immigrazione "non si risolve parlando alla pancia della gente, perchè gli italiani non votano con la pancia". "Si dice che così si vincono le elezioni, ma noi non abbiamo paura. Quando si vota siamo sempre pronti a spiegare le nostre ragioni", ha aggiunto il premier ricordando il successo del Pd alle europee proprio nel periodo degli sbarchi.

 

[**Video_box_2**]Renzi ha replicato, inoltre, a una parte delle opposizioni per il taglio preso dal dibattito, specie mediatico, quando si parla della tragedia immigrazione. "Ho un sorriso amaro - ha detto - quando sento dire certe cose in tv, perché non è che possiamo scoraggiare chi mette a rischio la propria vita pur di sfuggire da chi taglia le teste, guardando Ballarò e Agorà e sentendo qualche autorevole parlamentare europeo o italiano che minaccia fuoco e fiamme". "Quando uno è in grado di rischiare la propria vita per salvarsi da chi taglia la testa agli altri", ha continuato Renzi, "non lo si scoraggia con dichiarazioni ma mettendo l'Alto commissario Onu per i Rifugiati in  Niger, in Sudan e - qui il tono di voto si alza progressivamente, mentre l'Aula si divide tra consensi e critiche - mantendendosi umani e evitando di inseguire la demagogia, come fa larga parte delle opposizioni in questi giorni". "Anche allo sciacallaggio c'è un limite", ha concluso Renzi.

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