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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Gli investimenti europei in Asia e la ripresa che rallenta: la "sveglia" per Obama

La carta italiana riposa (in pace). Non restano che le letture estere quotidiane. Varoufakis paga la rata al Fmi e domani il governo discute il def. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi.

6 Aprile 2015 alle 10:02

Gli investimenti europei in Asia e la ripresa che rallenta: la "sveglia" per Obama

Gli auguri di Pasqua della first lady Michelle Obama dal suo profilo Twitter (foto LaPresse)

Lunedì 6 aprile 2015. Santa Galla, alla morte del marito attese per molti anni presso la chiesa di San Pietro alla preghiera, alle elemosine, ai digiuni e ad altre opere sante.

 

Titoli. La carta italiana riposa (in pace). Passo alle mie tre letture estere quotidiane: New York Times, Financial Times, Wall Street Journal. La prima pagina del New York Times (International) offre una foto splash sulla siccità in California, Cathedral City: a sinistra le case, a destra il deserto. Un bel servizio sui musei costretti a vendersi i gioielli d’arte per ripianare i deficit (in Italia non se ne salverebbe uno, dovrebbero vendersi tutto). Il Financial Times apre con il magnate russo Mikhail Fridman pronto a investire 16 miliardi di dollari nell’acquisto di aziende hi-tech in Europa e Stati Uniti. Cash. Commento di Lawrence Summers: “Gli Stati Uniti hanno perso la leadership economica globale?”. “Larry” è da leggere, era al Tesoro con Clinton, già rettore di Harvard, è uno dei migliori economisti su piazza. Vede lungo. E che dice? Che gli Stati Uniti non sono riusciti a impedire agli alleati di entrare nella Banca asiatica di investimento per le infrastrutture promossa dalla Cina e questo equivale alla fine di un’era o, se si prende atto di quello che è successo, a una sveglia salutare. Dice che si è arrivati a questo esito per la mancata riforma del Fondo monetario internazionale. Dice che la destra e la sinistra americana si sono ostacolate al punto da andare contro gli interessi degli Stati Uniti e una politica bipartisan su questi temi è necessaria. Dice che non si può pretendere la supremazia del dollaro e poi limitarne l’uso per ragioni di sicurezza. Dice che gli interessi della middle class sono stati dimenticati. Dice che il futuro prevede investimenti, non austerità. C’è qualcuno in ascolto? Chissà… Ecco la prima pagina del Wall Street Journal: grande foto del Papa a Piazza San Pietro, titolo principale sui compensi dei manager delle banche: guadagnano 124 volte lo stipendio di un loro dipendente. Ma le cose vanno male rispetto al passato: nel 2006 incassavano 273 volte di più. Attenzione al titolo di spalla: Obama sull’accordo con l’Iran avrà vita dura dai repubblicani. E anche da non pochi democratici.

 

Com’è piccola l’Italia vista da lontano.

 

La ripresa? Rallenta. I mercati si preparano a ripartire con gli occhi puntati sugli Stati Uniti. I dati dell’Employment Situation non sono buoni. In marzo i nuovi posti di lavoro sono stati 126 mila, le stime degli analisti erano di 245 mila, il tasso di disoccupazione è rimasto al 5,5 per cento. E’ una brusca frenata che ha subito rafforzato l’euro. Il primo segnale di allarme rosso viene dalla Borsa di Tokyo che stamattina ha chiuso in negativo: l’indice Nikkei ha segnato – 0,19 per cento. E’ uno scenario incerto che consiglia prudenza alla Federal Reserve. L’aumento dei tassi può attendere. Conseguenze in Europa? Il Quantitative Easing della Bce rischia di essere meno efficace di quanto sperato. Bisogna tenere d’occhio le prossime riunioni del board della Banca centrale europea. E il dibattito in Germania con la Bundesbank e il suo capo, Jens Weidman, pronto a lanciare saette contro Mario Draghi. Allacciate le cinture, il decollo è lento e la caduta sempre dietro l’angolo.

 

Varoufakis paga la rata. Il ministro dall’estrosa camicia ha incontrato Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario, e assicurato: “La Grecia onorerà il pagamento del suo debito con il Fondo il 9 aprile". La rata è pari a 460 milioni di euro.

 

Governo alla prova del Def. E’ in questo scenario che l’esecutivo di Matteo Renzi inizierà in consiglio dei ministri l’esame del documento di Economia e Finanza per il 2015. Appuntamento a Palazzo Chigi domani alle 13.30.

 

Expo e Turismo. E’ una corsa contro il tempo per finire i lavori dell’Expo. Dario Franceschini sarà il ministro più esposto. Domani, alle ore 16, andrà in Commissione Attività produttive per spiegare cosa ne farà il governo di Enit, l’Agenzia nazionale del turismo. Così non serve a niente. #carrozzone.

 

Senato e Burocrazia. Finite le vacanze, il Senato mercoledì 8 aprile vota la legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione. Il Servizio Studi di Palazzo Madama ha appena pubblicato un dossier molto istruttivo. Per ogni articolo c’è una scheda di lettura. E’ un calvario di scrittura, riscrittura, codici e materie che costituiscono un ginepraio. Un esempio? Articolo 1 (Carta della Cittadinanza Digitale): “Il concorso di questi molteplici elementi induce a raffigurare la codificazione, in questa come in altre materie, come un work in progress”. Preparate l’aspirina prima di cominciare.

 

Camera, Terzo Settore e Legge elettorale. Anche a Montecitorio i lavori riprendono mercoledì 8 aprile. In agenda c’è la riforma del Terzo Settore, ma la vera battaglia è in Commissione Affari Costituzionali dove riprende l’esame della legge elettorale. Andrà in aula il 27 aprile. Sul fronte del Pd e dello scontro con la minoranza, è la partita più importante per il governo di Matteo Renzi.

 

La Pasquetta della Boldrini. Infaticabile. Oggi la Presidente della Camera lunedì 6 aprile sarà in visita a Recanati al Museo Leopardi e al Centro Nazionale Studi Leopardiani (Ore 16), sempre a Recanati, andrà a Villa Colloredo Mels, al Museo dell'Emigrazione Marchigiana (Ore 17.30, Recanati).

 

6 Aprile. Il 6 aprile 1968 usciva nelle sale cinematografiche 2001, Odissea nello spazio, capolavoro di Stanley Kubrick. Strauss, lo spazio. Geniale.

Volare su Marte in 39 giorni. Ci sta provando la Nasa che ha varato un programma per sviluppare un nuovo motore per la missione spaziale sul pianeta rosso. Il progetto è in partnership con i privati e il motore è un’idea di Astra Rocket, un’azienda che ha sede in Texas. Buon viaggio.

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