piccola posta

Ma davvero Netanyahu voleva sostenere Hamas per vanificare la possibilità di uno stato palestinese?

Adriano Sofri

Un articolo di Nicholas Kristof sul Nyt e una frase pesante del premier israeliano. Quella che dal giorno dopo il pogrom contro gli inermi israeliani era sembrata una irragionevolezza, sembra ora una pazzia

Dall’articolo di Nicholas Kristof per il New York Times tradotto ieri dalla Stampa vorrei estrarre due passi peculiari. Kristof, 64 anni, democratico, due volte premio Pulitzer, è soprattutto impegnato in quella che si definisce difesa dei diritti umani. Ha una lunga consuetudine di inviato anche in Israele, in Cisgiordania e a Gaza, rinnovata in questi giorni. A più riprese, ma soprattutto nel 2021, la sua posizione a favore di negoziati con Hamas gli ha procurato l’accusa di anti-israelismo e di cedimento al terrore. Già nel corso di quelle polemiche, Kristof aveva chiamato in causa il sostegno del governo israeliano a Hamas, col proposito di indebolire l’Autorità palestinese e archiviare i due stati, e con l’illusione di far passare il tempo dei palestinesi di Gaza nelle moschee piuttosto che a preparare la guerra.

 

Che un calcolo del genere abbia guidato la destra israeliana e personalmente Netanyahu, col risultato di trascurare (delegare ai sauditi!) la sorveglianza su Hamas e sguarnire il confine di Gaza per concentrarsi sulle imprese dei coloni di Ben Gvir (ministro della Sicurezza, in carica) in Cisgiordania, è ormai noto e documentato.

  

Nell’articolo però Kristof va oltre – almeno per quello che io sappia – e scrive che “nel 2019”, non dunque “agli albori di Hamas”, “secondo quanto è stato riferito, Netanyahu ha detto: ‘Coloro che vogliono vanificare la possibilità di uno stato palestinese dovrebbero sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di fondi a Hamas’”. Ho letto due volte. Non mi piace, tanto meno da Kristof, che una citazione testuale di questa fatta sia introdotta dal generico “secondo quanto è stato riferito” (da chi? dove? quando?). Ma la frase resta, e dubito che venga smentita: aggiungerebbe dunque un carico schiacciante sulla reputazione con la quale Netanyahu sta dirigendo una guerra contro Hamas che ha per posta la sopravvivenza di Israele e per costo la distruzione di Gaza e della sua gente. Quella che dal giorno dopo il pogrom contro gli inermi israeliani era sembrata una irragionevolezza, sembra ora una pazzia.

   
L’altro dettaglio estratto dal pezzo di Kristof non ha alcuna importanza politica e militare. E’ solo da tenere a mente, con tante altre storie simili di tutti i tempi, e soprattutto dei peggiori. Un cittadino gazawi, dipendente di una ong, ha raccontato ai suoi bambini terrorizzati dalle bombe che non dovevano avere paura delle esplosioni, perché “le bombe che ti uccidono sono quelle che non fanno rumore”, solo che poi, quando finalmente è venuto il silenzio, i bambini ne erano terrorizzati. Ecco, è una storia da non dimenticare.

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