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L'Indicibile secondo Massimo Bordin

Una categoria che ha qualcosa di mistico e non a caso si adatta alla categoria dei misteri di mafia

8 Agosto 2019 alle 06:14

L'Indicibile secondo Massimo Bordin

La strage di via d'Amelio a Palermo (foto LaPresse)

Ricordando T.W.Adorno a cinquant’anni dalla morte, il prezioso Matteo Marchesini ha scritto, a proposito del trapasso ai “francesi”: “La loro sofistica ipostatizza con troppa facilità l’Indicibile, e dietro la maschera della raffinatezza cataloga vasti orizzonti storici o epistemologici sotto grossolane etichette positivistiche”. Giudizio impervio, che ho banalmente collegato agli ammonimenti a guardarsi dall’Indicibile ripetuti su queste pagine da Massimo Bordin.

 

Bordin non pensava a certi filosofi “francesi” ma a certi procuratori siciliani. La nozione di indicibile ha qualcosa di mistico e non a caso si adatta alla categoria dei misteri di mafia. Anche noi, che non siamo né filosofi né pubblici ministeri – che è comunque un’attenuante - siamo tentati di chiamare indicibile ciò di cui intendiamo parlare senza provarlo. Indicibile serve alle cose losche, ineffabile a quelle estatiche, o solo beffarde. Serve a eludere l’avvertimento di Wittgenstein, che di ciò di cui non si può parlate si debba tacere. L’Indicibile inoltre ha a che fare con la voga della percezione. Non può essere la verità, ma la verità percepita, e alla fine l’unica verità è quella percepita. L’unica verità è quella indicibile. Così si scriverà sulla tomba dell’epoca.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    08 Agosto 2019 - 20:08

    indicibile,il lutto. indicibile la Sua mancanza ; che pesa come un macigno sulla mia quotidianità.

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  • fabriziocelliforli

    08 Agosto 2019 - 20:08

    Caro, CariSSSSimo, mi sono ridotto al punto che come sento nominare a qualunque titolo l'Eccelso Inarrivabile Massimo Bordin, taumaturgo mio personale ma come per me per centinaia di migliaia di disgraziati disadattati ancorché dotati di un po' di cervello e anche di normodotati normoviventi, m'illumino d'immenso. L'occasione mi è gradita per dire-ammesso e già messo in conto che interesserà a nessuno ed è per questo che lo dico- che NON riuscirò MAI MAI e poi MAI ad abituarmi alla sua Partenza. Giammai elaborerò un Lutto che è talmente incommensurabile che preferisco passare per matto. Un abnorme abbraccio, assolutamente non pertinente.

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