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Sui ponti e i loro vuoti

L’inizio e la fine sono tenuti insieme da qualcosa che non c’è

29 Agosto 2018 alle 06:07

Sui ponti e i loro vuoti

Foto Pixabay

Sui ponti e i loro vuoti. Musil, Törless, dopo la scoperta dei numeri immaginari: “…l’inizio e la fine sono tenuti insieme da qualcosa che non c’è. Non è un po’ come un ponte che consti soltanto dei piloni iniziali e finali, e sul quale tuttavia si cammina sicuri come se fosse intero? Un calcolo del genere mi dà il capogiro; come se un pezzo del cammino andasse Dio sa dove. Ma la cosa davvero inquietante per me è la forza insita in questi calcoli, una forza capace di sorreggerti fino a farti arrivare felicemente dall’altra parte”.

 

Piero Calamandrei, fondando nel 1945 la rivista “Il Ponte”, fece disegnare sulla copertina un ponte crollato, con una trave lanciata tra i due pilastri restati in piedi, “per permettere agli uomini che vanno al lavoro di ricominciare a passare”.

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