Quel litigio davanti a Mirafiori con Pierre Carniti

Adriano Sofri

La scomparsa dello storico sindacalista e l'impressione che il sindacato abbia se non altro per ragioni oggettive, vita più lunga dei partiti

Gran bella persona era Pierre Carniti. Sorrido ora al ricordo di un gran litigio alla porta 2 di Mirafiori, 49 anni fa, quando ambedue pensavamo che l’altro avesse torto marcio. Allora la Fiat Mirafiori era la più grande fabbrica di Europa e di porte da presidiare, ciascuno coi suoi mazzi di volantini, ce n’erano 32. Ne avevo appena riparlato, al Salone di Torino, con Adriano Serafino, che allora era il proverbiale responsabile della Fim Cisl e di Carniti era amico stretto, e di tutta quella storia è un diligente archivista. Ho ripensato a un paio di notizie dei giorni scorsi che riguardavano il sindacato. La più importante era quella della piana di Gioia Tauro, dove la mobilitazione dei lavoratori immigrati per la morte di Soumayla Sacko era condotta dalla Unione sindacale di base, di cui lo stesso Soumayla era un militante. C’era da essere riconoscenti alla Usb e da interrogarsi sulla Cgil, sulla Cisl, sulla Uil e sul resto del mondo. Qualche giorno prima, in una conversazione fra amici, mi pareva di aver inteso che la segreteria nazionale della Fiom-Cgil sia oggi composta in gran maggioranza da aderenti o simpatizzanti del Movimento 5 stelle. A me sembra che il sindacato abbia, se non altro per ragioni oggettive, vita più lunga, o consumazione meno svelta, dei partiti. Spero, almeno.

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