Forze alleate a Mosul (foto LaPresse)

Ombrelli e grandine

Adriano Sofri
Poniamo che Trump ora richiami i militari americani da Mosul. Il cielo sopra le infamie dell’Isis

Naturalmente le autorità europee, dell’Unione e degli Stati, hanno dovuto cominciare a interrogarsi sul cambiamento dei rapporti fra Usa ed Europa, sui quali Donald Trump le ha sparate così grosse nel corso della sua campagna. Sulla Nato, per esempio, sui conti da pagare eccetera. Proviamo a fare un esempio concreto e piuttosto urgente. Mettiamo che. Mettiamo che Trump richiami i militari americani da Mosul (operazione già da lui dichiarata un vero disastro) e da Raqqa. E’ abbastanza improbabile, beninteso; qualche generale gli dirà che non è una buona idea. Però mettiamo che. Curdi e iracheni e siriani “della nostra parte” rimarrebbero senza aviazione sulla testa, un po’ come restare senza ombrello durante una grandinata quando ci si è spinti oltre in un deserto che non offre riparo.

 

L’Europa, non l’Unione, ma gli europei, finora erano là di supporto all’ombrello. Francia e Gran Bretagna, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi ecc. bombardavano solo un po’ a loro volta, l’Italia faceva voli di ricognizione, suggeriva dove bombardare, forniva munizioni e armi (non tante), addestrava le truppe sul campo, e lo stesso facevano Germania, Svezia, eccetera. Ritirata di colpo la guida americana delle operazioni aeree, indispensabili alla sconfitta dell’Isis, che cosa farebbero Francia, Regno Unito, Italia, Germania, Svezia, Olanda, Unione Europea eccetera? Sostituirebbero le proprie forze a quelle revocate eventualmente da Trump, o riterrebbero che la loro morale o i loro sondaggi (la morale dei loro sondaggi) fissino un limite insuperabile alle loro regole d’ingaggio? Sono domande stimolanti, sia che a farle siano i curdi e gli iracheni sotto la grandinata, o i governi europei che quando grandina si riparano sotto l’ombrello americano, o le loro opinioni che si rassegnano a insegnare agli altri come ci si batte con l’Isis ma non a battersi con l’Isis, e infine i miliziani dell’Isis, lusingati dalla possibilità che il cielo sopra le loro infamie sia improvvisamente sgombro, e non occorra più incendiare i pozzi per oscurarlo.

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