Un centro rifugiati in Germania (foto LaPresse)

Guerre mondiali in miniatura

Adriano Sofri
Voglio segnalare un episodio apparentemente minore, che in realtà offre un compendio delle tragedie e delle infamie della storia contemporanea. E’ successo sabato sera in Germania, a Bielefeld, in un centro per richiedenti asilo. 

Voglio segnalare un episodio apparentemente minore, che in realtà offre un compendio delle tragedie e delle infamie della storia contemporanea. E’ successo sabato sera in Germania, a Bielefeld, in un centro per richiedenti asilo che ospitava incautamente, gli uni accanto agli altri nello stesso edificio, rifugiati ceceni ed ezidi. Fra loro sarebbe scoppiata una rissa per motivi ancora da accertare, secondo alcune fonti. Secondo altre, sono ricorrenti le aggressioni di ceceni musulmani contro rifugiati ezidi e cristiani. Nell’ottobre 2014 un analogo scontro aveva coinvolto un centinaio di ezidi e ceceni a Celle, in Bassa Sassonia. Però in quella circostanza si disse che gli aggressori fossero ezidi, desiderosi di vendicare i crimini dei jihadisti ceceni nelle file dell’Isis nell’Iraq di Ninive.

 

Allora centinaia di ceceni accorsero nella cittadina per spalleggiare i propri connazionali, e ci fu un intervento “dissuasore” delle stesse forze armate tedesche. Gli ezidi, come ormai saprete, sono odiati e perseguitati dai fanatici islamisti come “adoratori di Satana”, sciocchezza che, per essere antica di secoli, non è meno imbecille e criminale. Nello scontro di Bielefeld, che ha coinvolto alcune decine di persone, sono stati usati coltelli e bastoni, e cinque persone sono state ferite in modo grave prima dell’intervento della polizia. Tutti i feriti sono ezidi, riferisce il Westfalen-Blatt. I rifugiati sono stati poi trasferiti in altre località. C’è, come ricreata in laboratorio, una doppia lezione. Quella del destino di piccole persone scampate a una guerra immane per vedersene braccati fin nel rifugio straniero e remoto cui sono finalmente arrivati. E quella delle guerre mondiali in miniatura che si riaccendono in tanti punti del mondo: fra aggressori e vittime, e fra vittime e vittime.

Di più su questi argomenti: