IL GGG - IL GRANDE GIGANTE GENTILE

di Steven Spielberg, con Mark Rylance, Ruby Barnhill, Mark Rylance

Mariarosa Mancuso

C’era il vampiro vegetariano in “Twilight” (solo animale, a temperatura corporea). Ecco il gigante vegetariano: a differenza dei compagnucci spaventosi già dal nome – Inghiotticicciaviva, San Guinario, Ciucciabudella, Vomitoso – non mangia piccini (né piccine, per pari opportunità, mentre non sembra di aver scorto gigantesse). Parentesi: la dieta vegetariana bene non fa, nell’universo di Road Dahl messo in scena da Steven Spielberg: il mostro mangiatore di cetrioli quasi rachitico rispetto al resto della compagnia. La bambina da sgranocchiare sarebbe Sofia, che vive all’orfanotrofio e invece di dormire vede cose non autorizzate. Il gigante – si annuncia dal cuore tenero (ma neppure gli incalliti reggerebbero l’interrogatorio della petulante mocciosa) – la porta via con sé. Sostiene il critico collettivo che il settantenne Steven Spielberg riscopre il suo lato infantile: non qualcosa di cui andar fiero, se a 25 anni hai girato un film come “Duel” e poi una meraviglia come “E. T. l’extraterrestre”.

Altra parentesi: qualche settimana fa, nella fila dietro di noi, un giovane critico si rallegrava per un incarico universitario appena ottenuto, e poi sentenziava: “E. T. era senza effetti speciali, negli anni 80 puntavano tutto sulla narrazione”. Qualcuno, magari uno studente, dovrebbe fargli uno schermino. Senza effetti speciali – solo camion sapientemente inquadrati – era “Duel”. “Telefonocasa” lo aveva disegnato Carlo Rambaldi vincendo un Oscar. Il Grande Gigante Gentile è Mark Rylance, attore britannico che faceva la spia russa nel “Ponte delle spie” (il film di Spielberg con Tom Hanks girato e surgelato durante la Guerra Fredda, come Captain America nel fumetto e nei film, resuscitato nel 2015). Ingigantito dalla “motion capture” che combinata con il fantasy rende il gigante indigesto al nostro palato (sarà gentile, ma con il naso adunco e i lunghi capelli unti pare Fagin di “David Copperfield”). Abbiamo sempre preferito l’animazione – se possibile di oggetti inanimati, o animali, meglio evitare gli umani e le principesse progressiste come Vaiana in “Oceania”.

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