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Viva il Foglio. La politica si schiera in difesa del nostro giornale

Sostegno bipartisan dopo la notizia del taglio dei contributi 

26 Dicembre 2019 alle 14:43

Il Foglio non deve chiudere. La politica si schiera in difesa del nostro giornale

I dettagli della vicenda che ha spinto il governo a decidere di escludere il Foglio dai contributi all’editoria per il 2018 li abbiamo raccontati lo scorso 24 dicembre. 

 

 

Sollecitato a rispondere nel merito, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, il grillino Vito Crimi, ha ribadito di ritenere che “quella prodotta oggi da 'Il Foglio', purtroppo, non è informazione. È letame”. Ma i toni tutt'altro che concilianti di Crimi sono rimasti isolati e dal resto dei partiti di maggioranza e opposizioni, al contrario, sono arrivate manifestazioni di vicinanza e solidarietà in difesa del nostro giornale. “Chi vuole chiudere Il Foglio sappia che noi difenderemo questa voce libera dell’informazione come abbiamo difeso Radio Radicale. Pancia a terra, tutti insieme, Il Foglio deve vivere” ha commentato a caldo in un tweet l'ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva Matteo Renzi. Un altro ex premier, Paolo Gentiloni, attuale commissario europeo agli Affari economici, ha affidato la sua posizione a un commento conciso: “Viva Il Foglio. Viva”. 

  

  

L'ex presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha scritto di essere “con Il Foglio, come ero e sono con Radio Radicale. In un Paese democratico la libera informazione va difesa e vanno difesi i posti di lavoro delle persone che ci collaborano”. Per la vicepresidente della Camera Mara Carfagna la volontà è quella di “difendere le voci libere del nostro paese e Il Foglio è una di queste. Sono al fianco di Claudio Cerasa e della sua redazione, non sarà un cavillo a fermare il loro valido lavoro”. 

  

  

Il presidente dei senatori del Partito democratico Andrea Marcucci ha ricordato di essere “un affezionato lettore del Foglio, un giornale libero, originale, indispensabile. Va difeso in tutti i modi”. Mentre il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, ha presentato un'interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo “di sapere se risponda al vero che Palazzo Chigi, attraverso il dipartimento Editoria, intenda agire per richiedere sei milioni di euro di contributi erogati al quotidiano Il Foglio dieci anni fa e se intenda eliminare i contributi futuri al giornale, di fatto sancendone la chiusura come 'minacciato' un anno fa dal portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino. Quali iniziative il Governo e il presidente del Consiglio intendano intraprendere per tutelare una voce libera della stampa, il cui valore è tutelato dalla Costituzione ed è stato più volte richiamato dal presidente della Repubblica Mattarella”. 

 

 

“Leggo tanti tweet che attaccano Il Foglio e Claudio Cerasa, dicendo che sono liberisti e devono vivere di mercato. Il tema però non sono loro o altri. Il tema è: esiste una legge? Hanno diritto ad avere X? Perché trovare il modo di escludere loro per le loro idee?” scrive, sempre su Twitter, il coordinatore di Fratelli d'Italia Guido Crosetto. Carlo Calenda, che ha fondato il movimento Azione! dopo essere fuoriuscito dal Pd, sollecita l'ex compagno di partito e attuale sottosegretario con delega all'Editoria Andrea Martella: “Ci fate un bel regalo di Natale e vi ricordate per qualche giorno che vi chiamate Partito Democratico e che non prendere ordini dal Movimento cinque stelle sulla chiusura dei giornali”, le sue parole. 

   

  

Proprio il sottosegretario Martella ha risposto sottolineando che “sul tema dei contributi al Foglio penso sia necessario e utile evitare polveroni e strumentalizzazioni che non servono a nessuno e lasciare parlare solo i fatti. È in corso da parte del dipartimento per l'Informazione e l'Editoria un'istruttoria tecnica a seguito delle risultanze di una verifica effettuata dalla Guardia di Finanza. Tale istruttoria ovviamente acquisirà le contro deduzioni da parte della testata e si concluderà per legge entro il prossimo febbraio”.

   

Secondo Andrea Romano, deputato del Pd ed esponente dell'area Base Riformista, “Il Foglio è una voce libera e assolutamente indispensabile al dibattito pubblico italiano. Anche per questo ci impegneremo in Parlamento e al Governo per trovare al più presto una soluzione che garantisca la continuità del giornale e del contributo pubblico previsto dalla legge”. 

  

“Diventa un Paese pericoloso ed illiberale quello dove i giornali non graditi sono minacciati dai potenti di turno. Senza pluralità di informazione viene meno la democrazia, un valore che appartiene a ciascuno di noi. Oggi, ieri e domani continuo a comprare Il Foglio” ha scritto su Twitter il capogruppo al Senato di Italia Viva Davide Faraone. Sempre dalle file di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, sottosegretario agli Affari esteri, scrive “giù le mani dal Foglio e basta con questa fissazione di chiudere i giornali. Non va bene”. 

   

   

Il segretario di Più Europa Benedetto della Vedova scrive che il suo movimento “ama intensamente e unilateralmente Il Foglio. Impediamo che sia vittima di un sacrificio postumo sull'altare di Rousseau e soprattutto dei suoi tristi epigoni a Cinque stelle”. Per il deputato forzista Renato Brunetta ci si può schierare da una sola parte: “dalla parte del pluralismo, dalla parte della stampa libera. Come per Radio Radicale, così oggi sono dalla parte del Foglio. Un abbraccio al direttore Claudio Cerasa e a tutti i redattori. Sono con loro. Siamo con loro”. 

  

  

Solidarietà e vicinanza anche da parte del segretario generale dei metalmeccanici Fim Cisl, Marco Bentivogli, che se la prende con il Movimento cinque stelle: “Un tempo erano per lo streaming, la partecipazione popolare... Arrivati al Governo, fanno monologhi in tv, minacciano redazioni e vogliono chiudere radio e giornali. E chi governa insieme a loro è sempre più distratto... Sostegno agli amici del Foglio”.

  

 

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    27 Dicembre 2019 - 10:48

    A questa solidarietà dei politici devono seguire i fatti e cioè chiarire la vicenda del blocco del contributo. Quanto poi alle agevolazioni per l'editoria sarebbe ora che si passasse dalle parole ai fatti: scandalose infatti gli aumenti smisurati delle spese postali per gli abbonamenti, settore boicottato dalle poste italiane, sia per i quotidiani che per le riviste, con consegne con notevoli ritardi..

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  • romamor

    27 Dicembre 2019 - 10:24

    Vorrei conoscere l'elenco dei giornali NON finanziati.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    26 Dicembre 2019 - 22:48

    Caro direttore - Fogliofilo dal primo numero e tale resto. Ma una cosa è certa: tu, Giuliano e la vostra creatura siete totalmente incompatibili col concetto di DemDireretta che è il nocciolo della costruzione ideologica/politica/sociale dei "vaffa". In ogni senso: legislativo e morale. Razzismo culturale all'ennesima potenza. Ma il Parlamento ... già, quell'incrostazione che vorrebbero far scomparire. Intanto come domini della coalizione impongono le loro bandierine. Più durano più interessi concreti aggregheranno.

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  • Carlo A. Rossi

    26 Dicembre 2019 - 18:30

    Perdonatemi, forse la logica mi sfugge, ma una cosa di questi interventi a favore del Foglio, a cui, ribadisco per chiarezza, sono abbonato da anni, credo spicchi a chi non sia ottenebrato: nessuno è completamente disinteressato. Sono tutti di politici a cui, perdonatemi, il Foglio liscia il pelo. Quindi, con tutta onestà, ribadire che la politica sia a favore del Foglio è quantomeno ipocrita: si schiera con il Foglio chi ne ha ricevuto un beneficio, e, spiace dirlo, non sempre meritatamente. Qui lo scrivo: l'unica ragione per abbonarsi al Foglio sono gli articoli di cultura. Per quanto concerne la politica, onestamente, ne potrei fare a meno, e non perché sia a favore di Salvini, ma poiché è troppo evidente che il Foglio sia schierato e non sia obbiettivo come vorrebbe ammannire.

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    • lucafum

      26 Dicembre 2019 - 21:25

      Seguo il Foglio dai lontanissimi anni 90; il Foglio non ha mai ammannito nulla di politico a nessuno; è sempre stato apertamente, francamente schierato e non si è nascosto mai dietro l'obiettività presunta del giornalista/scienziato. Ha sempre portato argomentazioni, schierandosi; anche sull'indifendibile B, tanto da rendercelo simpatico. Nel passaggio dall'Emerito al Vigente Direttore, non mi sembra che questa attitudine sia mutata. I giornalisti del Foglio sono tra i non molti a conoscere la grammatica, il periodare ed a sapere rendere la scrittura esercizio del pensiero. Lisciano il pelo a questo ed a quello, magari immeritatamente? Sarà anche, ma sono tra i pochissimi che non hanno mai richiesto la Santità per l'esercizio della Politica. Sinora le stroncature "definitive" sono state riservate ai grillini ed a Borghi, ma siamo d'accordo che entrambi i soggetti non abbiano tuttora dato frutti così preziosi all'umanità. Ricordatevi il giudizio di Bordin su Crimi: un gerarca minore.

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    • branzanti

      26 Dicembre 2019 - 20:17

      Mi permetto di rilevare che il Foglio, che seguo quotidianamente da quattro anni (prima più sporadicamente) ha saputo connotare la sua posizione nei confronti della politica con il sostegno alle proposte (ed ai loro promotori) che fossero mirate, oggettivamente, ad affrontare, in modo concreto e responsabile, senza connotati ideologici, i problemi del paese. La contrapposizione con i 5s é stata costante e motivata dal vuoto pneumatico e dell'estremismo ideologico che li ha sempre contraddistinti. Nei confronti della Lega la critica non era preconcetta, ma si è sviluppata sulla base delle posizioni che Salvini e la Lega assumevano progressivamente. Una critica che, inevitabilmente, si è accompagnata al sostegno per le proposte di alcuni politici (non per la linea del PD) che sono apparse più ragionevoli. Questo ha inevitabilmente creato ostilità. Lunga vita al Foglio (ho appena sottoscritto un abbonamento annuale).

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      • starfight

        26 Dicembre 2019 - 21:03

        La nozione di "senza connotati ideologici', come sappiamo, non è priva di ambiguità (proprio perchè le ideologie sono ambigue). Piuttosto che dire che Il Foglio non ha un'ideologia, sarebbe meglio riabilitare le ideologie e dire che ce ne sono alcune che, per loro natura, sono meno monolitiche e siderali di altre. Io sono un ammiratore de Il Foglio perchè la sua ideologia ha dentro di sè degli importanti anticorpi intellettuali (come Ferrara sia stato 'contro' alcuni movimenti spontanei come i 'girotondini' e sia a favore delle 'sardine' è un esempio, tra i tanti che potrei citare, di ciò che intendo dire). Per questo è una voce imprescindibile nel dibattito italiano. Se mi si permette una battuta finale, il quotidiano attualmente più finanziato in Italia è Dolomiten...

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