Viaggio d'inverno

di Jaume Cabré, la Nuova frontiera, 223 pp., 17 euro

Un concertista improvvisamente in preda al panico alle prese con una musica impossibile. Un vedovo che dopo essere stato al funerale della moglie pensa di aver toccato il colmo della sventura si vede invece riservare una ulteriore amarissima, beffarda sorpresa. Un prigioniero tenta di evadere da un carcere della Catalogna di inizio XVIII secolo. Tutti i destini che si possono incrociare in due minuti. Uno studioso che accumula libri alla ricerca di una sapienza nascosta. Un tagliatore di diamanti nell’Anversa del XVII secolo. Un anziano Bach mette su carta il suo ultimo contrappunto, nato dal sogno di un innocente. Un reduce delle guerre di Israele alle prese con il ricordo orribile di come da ragazzino riuscì a sopravvivere a Treblinka. Pulp Fiction a Barcellona, tra birre e ricordi di Seminario. Una donna dal nome slavo durante una guerra che potrebbe essere quella della ex Yugoslavia, ma anche un conflitto di secoli fa. Ancora Pulp Fiction: stavolta però tra Barcellona e Parigi. Un catalano in Norvegia ruba “per arte”, “per capire bene i norvegesi, che hanno il cervello semi-congelato a forza di vivere al nord”. La Pulp Fiction di Barcellona, Parigi e Oslo si trasforma in una sporca trattativa su quadri rubati in Vaticano. La “musica impossibile” torna nella vicenda di un uomo e di una donna che si danno appuntamento tra 25 anni davanti alla tomba di Schubert a Vienna. Sono quattordici racconti scritti tra 1982 e 2000, in cui si intersecano non solo i luoghi e le epoche, ma perfino certi oggetti che questi diversi luoghi ed epoche attraversano: quasi a suggerire che tutta la realtà è legata da certi legami misteriosi, che solo un osservatore esterno come uno scrittore o un lettore può decifrare. Nel contempo anche la letteratura si incrocia con la musica e la pittura, quasi a voler suggerire che le stesse distinzioni tra le arti non sono che una finzione. Scrittore, sceneggiatore, professore di scrittura audiovisiva all’Università di Lleida e membro della Sezione filologica dell’Institut d’Estudis Catalans, classe 1947, Jaume Cabré è considerato uno dei più importanti scrittori in catalano viventi, se non il maggiore. Questi racconti appaiono nella loro prima traduzione italiana, a cura di Stefania Maria Ciminelli, proprio mentre Cabré è in prima linea tra gli intellettuali che hanno manifestato appoggio al progetto nazionalista del governo regionale all’originale dell’attuale braccio di ferro. Il tema dell’identità catalana è in realtà discreto, ma in qualche modo sempre in sottofondo.

 

VIAGGIO D'INVERNO
Jaume Cabré
la Nuova frontiera, 223 pp., 17 euro

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