Golem

LRNZ

Bao Publishing 2014, 256 pp., 25 euro

Golem
Leggi “graphic novel” e subito storci il naso, perché pensi a quel fenomeno malriuscito che è il tentativo del vecchio mondo dei fumetti di accreditarsi come cultura alta, e che in Italia ha subìto una declinazione invariabilmente salottiera e festivaliera. Da noi gli autori di graphic novel parlano di Pasolini, ed è per la sua estraneità da questo mondo che “Golem”, fumetto di LRNZ (al secolo Lorenzo Ceccotti) uscito all’inizio del 2015, merita una menzione. “Golem” è facilmente la miglior graphic novel italiana dell’anno, per tutte le ragioni che di solito non piacciono ai cultori della graphic novel. E’ un’opera pensata anzitutto per divertire, con una trama hollywoodiana – un ragazzo e una ragazza si incontrano in un’Italia futuristica e distopica, entrambi scopriranno di essere speciali e diventeranno protagonisti di vicende di portata epocale – che diventa via via più complessa. E’ un fumetto di fantascienza ambientato nell’Italia del futuro, che riesce nell’impresa ardua non solo di risultare credibile, ma di costruire intorno ai personaggi un mondo che si regge in piedi da solo. E’ un’opera ambiziosa, che cerca di realizzare qualcosa di nuovo e grande anziché buttarsi nel passato o nell’intimismo. I disegni sono bellissimi e barocchi, debitori del tratto giapponese ma al tempo stesso originali, e l’immaginario di LRNZ è capace come pochi in Italia di essere innovativo, e questo basta per compensare le pur presenti debolezze e l’eccessiva political correctness della trama. Regalare graphic novel per Natale da qualche tempo è molto chic, chi scrive ha sempre fatto figuroni regalando “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt (Corto Maltese, successo garantito). Chi riceverà “Golem” resterà spiazzato all’inizio, vi richiamerà soddisfatto qualche giorno dopo.

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