Lettere

Lavoro femminile e soprattutto crescita contro la denatalità

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Ora che l’orsa Jj4 è tra noi, apro una sottoscrizione con un euro affinché il Tar di Trento possa acquistare una cuccia  per custodire presso di sé in ambiente familiare e competente la povera orsacchiotta.
Massimo Teodori


 

Al direttore - Ha detto ieri Meloni: “Non servono più migranti ma più figli e lavoro femminile”. Non si può dire, caro Cerasa, che servono più migranti, più figli e più lavoro femminile?
Lucia Gorini

Vero. Ma associare i temi demografici ai temi del lavoro femminile è giusto. E su questo Meloni ha ragione. L’esperienza internazionale, come ha scritto più volte Veronica De Romanis sul nostro giornale, dimostra che nei paesi dove le donne lavorano si fanno più figli. Ma se si vuole combattere il crollo delle nascite anche attraverso la leva del lavoro il nostro paese ha solo una strada davanti: crescere, crescere, crescere. 


 

Al direttore - Corre voce che gli staff di Calenda e Renzi stiano organizzando un confronto televisivo tra i due leader. Per adesso hanno solo individuato la sede più adatta: una puntata di “Forum”.
Giuliano Cazzola

Nota interessante. Ieri, un sondaggio Swg per La7 ha scorporato il consenso per i due partiti fratricidi del centro: Azione e Italia viva. Secondo Swg, Azione da sola è al 4,6 per cento. Italia viva, invece, è al 2,6 per cento. In tutto fa 7,2 per cento (aggiungendo +Europa siamo a 9,4). Nell’ultimo sondaggio Swg (10 aprile), i due partiti insieme avevano poco di più: il 7,7 per cento (aggiungendo +Europa siamo a 9,9). Il passo indietro c’è, ma la domanda è legittima: ma se dopo tutto quello che si sono detti Renzi e Calenda il calo nei sondaggi è stato così basso non sarà mica che non sia una pazzia il riorganizzarsi per club per ripresentarsi magari uniti quando sarà?


 

Al direttore - Quanto a me attribuito nell’articolo “Il caso Giletti. Ascolti dimezzati in cinque anni e raccolta pubblicitaria ai minimi. L’offerta di Baiardo” pubblicato ieri mattina sul suo quotidiano è frutto della pura fantasia dell’estensore del pezzo. Il passaggio nel quale si fa riferimento a un mio incontro riservato con il giornalista Massimo Giletti è privo di ogni fondamento. Così come è falso il virgolettato “era solo per un caffè” che mi viene attribuito. Spiace che a distanza di pochi giorni debba tornare su un tema per il quale pensavo di aver già ampiamente chiarito e che, invece, mi vedo ancora una volta costretto a smentire: ho avuto solo un breve scambio di saluti con il giornalista di La7 nel pomeriggio del 10 gennaio 2023 in occasione della conferenza stampa di presentazione del programma “Mixer” tenutasi presso la sala A di via Asiago, sede di Rai Radio.
Cordiali saluti

Roberto Sergio

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