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Lettere

L'“Arresistenza” di Schlein sarebbe impopolare, dice un sondaggio

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Da “‘Madame Bovary’ di Baudelaire” (un imbarazzato Rocco Casalino) a “i carri armati russi hanno sventrato il Donbas” (un soddisfatto Alessandro Orsini): posso essere depresso?
Michele Magno

Tra Casalino e Orsini, tutta la vita la “Madame Bovary” di Baudelaire.

 


 

Al direttore - Con l’elezione di Elly Schlein il Pd ha trovato nel Manifesto del Festival di Sanremo i suoi nuovi valori.
Giuliano Cazzola

A proposito di Schlein. Ho letto ieri un magnifico sondaggio Ispi che smentisce una serie di luoghi comuni sull’impatto della guerra in Ucraina sulla nostra opinione pubblica. Lo ha segnalato ieri l’ottimo ricercatore dell’Ispi Matteo Villa. Sulle questioni fondamentali della guerra gli italiani, nonostante l’incessante propaganda di quei media che da mesi cercano di convincerci che lavorare a una resa in Ucraina equivarrebbe a lavorare per avere una pace giusta, sono allineati agli altri paesi europei. Fornire assistenza umanitaria all’Ucraina: Ue 91 per cento sì, Italia 89.  Accogliere i profughi in fuga: Ue 88 per cento sì, Italia 88. Fornire sostegno finanziario all’Ucraina: Ue 77 per cento sì, Italia 76. Imporre sanzioni economiche alla Russia: Ue 74 per cento sì, Italia 74. Fornire armi all’Ucraina: Ue 65 per cento sì, Italia 56. Sintesi. Malgrado gli sforzi di molti, dunque, in Italia la propaganda filorussa non ha sfondato. E se la sinistra italiana, in versione Schlein, dovesse scegliere di virare verso il pacifismo arrendevole, verso l’“Arresistenza” come direbbe Andrea Marcenaro, oltre che essere una scelta sbagliata, e drammatica, sarebbe anche una scelta impopolare. 

 


 

Al direttore - Davanti alla morte ragionare è particolarmente difficile. Al cospetto di una tragedia che colpisce gli ultimi della terra, ponendo istantaneamente nel nulla ogni moderna teorizzazione sui diritti umani, ogni logica finisce poi per perdere il passo. Ma dopo aver dovuto ascoltare le parole del ministro dell’Interno sullo “scarso senso di responsabilità dei disperati”, non ci aspettavamo davvero di dovere anche apprendere di un provvedimento di convalida del fermo degli scafisti nel quale si evoca in premessa “l’atteso e osannato turismo crocieristico” e si denunciano “opulenti organizzazioni criminali turche” che “brindano al disastroso terremoto” come in uno dei numerosi sproloqui da talk-show che animano talvolta le nostre serate domestiche. Insieme al dolore, e alla rabbia, sopraggiunge allora anche un grande senso di confusione su ciò che rimane dello stato, almeno per come lo avevamo sinora immaginato.
Francesco Compagna

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