Vladimir Putin e Xi Jinping (Ansa)  

Lettere

Con la Russia o con noi? Per la Cina non sarebbe difficile scegliere

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

 Al direttore - All’ Associazione nazionale dei comuni italiani, perché se ne faccia portavoce e vettore; si tratta di gesti simbolici, ma hanno anche questi un valore, un significato. Marina Ovsyannikova, Anna Nemzer, Anna Derusova, Svetlana Gannushkina, Elena Chernenko, Elena Kovalskaya… e quante altre e altri che non conosciamo, e i cui nomi andrebbero resi noti, comunicati: forse Amnesty International e altre simili organizzazioni umanitarie li conoscono; in prima persona dicono No alla guerra scatenata da Putin contro il popolo ucraino. Man mano che i nomi di queste persone vengono resi noti, si dia loro la cittadinanza onoraria di Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino… E in parallelo: i comuni italiani si gemellino con le città di Kyiv, Kharkiv, Kherson, Donetsk, Lviv, Mariupol, Odessa, Zaporizhzhia…
Valter Vecellio

A proposito di gemellaggi. Ieri le reti elettriche dell’Ucraina e della Moldavia sono state collegate a quella dell’Unione europea e la decisione è stata presa per una ragione semplice: aiutare l’Ucraina a mantenere il proprio sistema elettrico stabile a prescindere da quello che succederà con la Russia. L’Ucraina, da ieri, pur non essendo parte dell’Unione europea, fa parte energeticamente dell’Europa, e nell’oceano di notizie cattive questa è sicuramente una notizia positiva, da custodire e coccolare.


 

Al direttore - L’ufficio stampa di “Non è l’Arena” ha comunicato che domenica prossima, dopo Povia, sarà ospite della trasmissione un altro illustre geostratega: Pippo Franco.
Michele Magno

Mi stupisce che nessuno abbia ancora chiesto all’uomo con il braccio di silicone se Zelensky debba arrendersi oppure no.


 

Al direttore - Bellissimo il suo scritto del 15 marzo sulla Russia che perderà la guerra, con cui concordo in pieno. Vorrei solo aggiungere il “fattore Cina”: anche la Cina ha fame di espansionismo e l’occasione che la Russia le sta presentando non se la lascerà sfuggire. Ne faranno (della Russia) il loro nuovo vassallo, povero e straccione ma anche con risorse interessanti e soprattutto scontatissimo e a chilometro zero. Conosco la Cina per averci vissuto per diversi anni (passati e presenti) e conosco il loro odio verso il nostro occidente debole e strampalato (secondo loro): ci hanno succhiato sapere e tecnologie e adesso non serviamo più. Xi Jinping non è diverso da Putin, i suoi  fedelissimi sono solo più intelligenti e preparati di quelli del suo futuro socio russo. Xi ha sviluppato e arricchito il suo popolo ma sa anche che avrà il suo consenso fino al perdurare del proprio benessere economico, che si sta affievolendo (in termini eufemistici). La nuova classe media (alta e bassa) cinese ha bisogno impellente e continuo di soldi e non può permettersi incertezze economiche: il potere conosce bene la questione (da buoni comunisti studiano in continuazione) e si sta inventando alternative e distrazioni per il suo popolo (Xinjiang, Tibet, Hong Kong, Taiwan, Nordafrica, Croazia, Via della seta più tutto il non detto) e adesso capita in aggiunta anche la Russia con le pezze  ma piena di gas che sarà venduto ai cinesi a prezzi ridicoli ma che i russi non potranno certo rifiutare. Quindi una Russia socio di ultra-minoranza, India e altre frattaglie senza diritto di voto e una Cina che si atteggerà a direttore generale del mondo: questo è il progetto. Noi europei e americani dobbiamo smetterla di farci terrorizzare dal pericolo della bomba atomica (che solo i russi avrebbero la sconsideratezza di usare) e capire finalmente che questa deterrenza è a senso unico e se continua a paralizzare solo noi ci rovina. La Russia e la Cina non potranno mai andare d’accordo ma Lei sa bene che i matrimoni di interesse sono i più tenaci e duraturi (e pericolosi) che esistano. Apprezzo quasi incondizionatamente il suo giornale, che ho comprato dal primo numero e vorrei vederlo comparire abusivamente dietro ai mezzibusti televisivi a difendere l’Ucraina, come ha fatto quella meravigliosa giornalista russa. A voi tutta la mia stima e riconoscenza.
Stefano Galanti

Grazie. Un dettaglio ulteriore, per capire la difficoltà che potrebbe avere Pechino nello scegliere di mettersi dalla parte della Russia. Interscambio commerciale della Cina con la Russia: 147 miliardi di dollari. Interscambio commerciale della Cina con gli Stati Uniti: 750 miliardi di dollari. Interscambio commerciale della Cina con l’Unione europea: 820 miliardi di dollari. Scegliere da che parte stare, per chi la globalizzazione più che cancellarla la vuole governare, non dovrebbe essere così difficile.

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