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Uno vale uno? Ritira uno! Conte, l’uomo che sussurra ai cavilli

Le lettere al direttore Claudio Cerasa del 12 marzo 2019

12 Marzo 2019 alle 06:00

Al direttore - Cioè cambiano i fondatori del Movimento 5 stelle e manco un avis de marchés? Un bando?

Giuseppe De Filippi


  

Al direttore - Un’osservazione aggiuntiva sull’analisi di ieri circa la pericolosità “indotta” di Salvini e il fatto che la normalità (sulla Tav) non significhi responsabilità. Aggiungerei che, ragionando nel medio periodo, la pericolosità non è solo sistemica. Il Truce deve iniziare a pensare alle conseguenze del salvinismo anche in termini individuali, personali. La politica contemporanea, schiacciata sul presente e iper radicalizzata è un trionfo di istinti, istanti e immaginario. In questa contesa emotiva, istantanea e narrativa, vince chi polarizza di più, chi sovra-eccita gli animi, chi riesce a catturare la nostra attenzione nello tsunami di informazioni che ci piovono addosso. Il risvolto della medaglia, tuttavia, è che questo volontarismo (impotente) si trasforma sempre in velleitarismo e i leader finiscono per consumare il loro ascendente in tempi sempre più rapidi. Li usiamo come oggetti di consumo: li compriamo perché ci colpiscono e li scartiamo sempre prima, in cerca di novità allettanti. Il problema è che questi eroi individuali, prima di finire “in discarica”, dimenticati, passano sempre per la fase capro espiatorio. E più si eccitano gli animi, radicalizzando lo scontro, più il capro espiatorio rischia un’uscita di scena con una forza “uguale e contraria” alla prepotenza con cui si è preso la scena. Fossi in Salvini, comincerei a ragionare in termini “normali” e possibilmente responsabili più spesso. E forse, la presa di distanze dal manifesto sull’8 marzo della Lega di Crotone può essere visto come un primo indizio di questo tipo. Potrebbe rallentare la corsa nei sondaggi? Forse. Ma di sicuro aiuterebbe ad ammorbidire l’inevitabile caduta.

Luigi Di Gregorio


   

Al direttore - Il tormentone Tav ha origini lontane. Bisogna risalire a una delle catene della sinistra. Infatti, ci sono state (e in alcuni casi rimangono) molte “anime” della gauche politica e sindacale che, nei vent’anni inutilmente trascorsi, hanno a lungo fornicato con i No Tav, ancor prima che i “grillini’’ fossero presi sul serio da qualcuno. Sempre nel suo libro, lei ricorda, infatti, una dichiarazione esplicita di Laura Puppato, candidata al vertice del centrosinistra nel 2013: “Tra il programma del Pd e i temi cari a Grillo ci sono numerose coincidenze tra cui, quelle che riguardano i temi ambientali’’.

Giuliano Cazzola

 

Sul tema della Tav, ci sono molti protagonisti del passato e del presente che meriterebbero di essere raccontati. Ma il personaggio numero uno oggi, sull’alta velocità, è uno e soltanto uno. E’ il nostro presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’uomo che sussurra ai cavilli.


 

Al direttore - L’avvocato Lorenzo Borrè ha detto che l’atto costitutivo del nuovo M5s, che vede Davide Casaleggio e Luigi Di Maio fondatori della nuova associazione “sancisce la fine della narrazione del Movimento partecipato, nato dai cittadini, e ci introduce alla realtà oligarchica di un partito creato da due persone, di cui una viene nominata Capo politico con poteri pressoché assoluti e che poi impone come condizione per la candidatura alle elezioni politiche l’accettazione del nuovo status quo e lo scalzamento della vecchia associazione costituita da Casaleggio sr e Grillo nel 2009 e del Non Statuto, che era ispirato da una concezione di democrazia integrale”. Perfetto. Com’era quella storia? Uno vale uno, giusto?

Luca Martoni

  

Uno vale uno? Ritira uno!

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