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No Tav, no Gronda, no Vax. Il vaccino che manca è contro gli incapaci

18 Agosto 2018 alle 06:20

Al direttore - “I nemici delle vaccinazioni hanno detto che a Vienna non è scoppiato il vaiolo, ma un’epidemia da vaccino. Ora anche loro sanno valutare il valore della profilassi, ma la loro prudenza è un po’ esagerata: si prendono il vaiolo per proteggersi dal vaccino” (Karl Kraus, 1907, in “Aforismi in forma di diario”).

Michele Magno

 

I no Vax, i no Tav, i no Ilva, i no Gronda, i no Tap ci ricordano ogni giorno che tra i tanti vaccini che servirebbero all’Italia ce n’è uno che solo una buona opposizione può regalare al paese: un vaccino contro gli incapaci e gli incompetenti.

 

Al direttore - Il comportamento disonesto di una parte della classe politica che ci ha accompagnato in questi anni (dagli anni 80 in poi) ha contribuito a rafforzare una disaffezione degli italiani verso la politica e allo stesso tempo ha portato a una forte spinta verso gli estremismi. La globalizzazione ha aperto grandi orizzonti: aumento di scambi commerciali, scientifici e informativi in tutto il mondo, mobilità di persone e capitali. Al contempo ha creato tuttavia, una dinamica che si esplicita in minacce per la convivenza democratica dovute alla crescita delle diseguaglianze, nella separazione dell’economia dal controllo politico, nel ruolo sempre più importante assunto dalle multinazionali, nei movimenti migratori. Questa situazione d’indebolimento degli stati ha spinto alcuni gruppi a cercare in movimenti favorevoli all’ultranazionalismo, la protezione che lo stato non è più in grado di offrire e a movimenti populisti di prendere le redini dell’opinione pubblica per accreditare princìpi e idee spesso di comodo in nome di una “facile” lotta contro i poteri costituiti, tentando di delegittimarli in virtù della legalità, della giustizia e di generiche idee di lotta contro i privilegi di una casta. Se siamo arrivati a dare fiducia a un cambiamento del genere, è perché la politica in questi anni non ha ascoltato il malessere. In “Viva la Libertà” un magistrale Toni Servillo ci diceva che per la politica l’unica alleanza necessaria possibile era quella con la coscienza della gente.

Andrea Zirilli

 

Al direttore - Per il crollo di un plurisecolare muro di Pompei il ministro Sandro Bondi si beccò una mozione di sfiducia individuale con tanto di richiesta di dimissioni. Detto questo immagino che in Parlamento sia già stata depositata la richiesta di dimissioni del cittadino ministro Toninelli. A meno che, in nome del cambiamento, non abbia già provveduto di suo… see!

Valerio Gironi

 

Non avrei mai pensato di dover dare ragione ad Antonio Di Pietro: “Toninelli ha detto che il suo ministero si costituirà parte civile. Anche un laureando in legge sa che, se esiste una struttura del ministero che è addetta al controllo e che non controlla, allora il ministero stesso è responsabile civile, non parte civile”. Più ignoranti o più sciacalli?

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    18 Agosto 2018 - 10:10

    Ringraziamento ammirato a Cerasa per le risposte. All’egregio Zirilli mi permetto di proporre una semplice riflessione ispirata al buon senso: il malcontento o malessere popolare nasce spesso quando al popolo si promettono cose irrealizzabili. Per farla semplice, alcuno si chiede se per caso il gigantesco macigno del debito pubblico non sia anche (in che misura e’ da calcolare) conseguenza del fatto che si e’ vissuti al di sopra delle nostre oggettive possibilita’? Posto che l’economia di libero mercato crei diseguaglianze, da noi l’allargamento della forbice che dovrebbe preoccupare e’ quello tra il Nord e il Sud. L’intero territorio nazionale vive in regime di libero mercato capitalistico, ma il Nord produce reddito da Baviera, il Sud da Africa. Non credo proprio che la questione si risolva con il reddito di cittadinanza, inteso come nuova risposta al trascurato malessere popolare.

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