lettere rubate

L'autunno in dodici racconti

Annalena Benini

Sono quelli scelti dalla Scuola Holden di Torino per spingere lo sguardo più in là

La signora Greed era sposata da quarant’anni, suo marito il cornuto del secolo. Un uomo bruttino dal patrimonio ragguardevole, che l’accompagnava a fare commissioni nel quartiere. La signora Greed faceva un punto d’onore di affermare che non l’avrebbe mai lasciato. Poco importava se il suo affetto per lui era superato dall’attaccamento ad altri. Tra cui, per esempio, mio marito.
Amy Hempel, “Greed”, Da “PlaylistAutumn” (Feltrinelli)



Dodici racconti per questa stagione. Dodici racconti in cui, a un certo punto, c’è una foglia che cade o un po’ di pioggia o la nebbia che sale o “tre giorni di vento”, come il titolo del racconto di Ernest Hemingway. Dodici storie scelte come si scelgono le canzoni per un viaggio in auto, con l’attenzione allo stato d’animo dell’autostrada, in questo caso l’autunno. 

 

Il racconto di Margaret Atwood è formidabile, “Quando succederà”, e si apre con Ms Burridge che sta mettendo sottaceto i pomodori verdi, come ogni anno, prima dell’ondata di gelo. I pomodori sottaceto, sempre troppi, ventiquattro chili per due persone sono decisamente troppi, suo marito Frank li avrebbe comunque mangiati tutti, sul pane e formaggio quando guarda le partite di hockey, durante la pubblicità. “Lasciando una scia di briciole e pezzi di sottaceti dal bancone su tutto il pavimento e dal tappetino del salotto fino alla poltrona. Ms Burridge lo trovava molto seccante, specialmente le briciole, ma adesso lo guarda con una specie di tristezza; una volta pensava che la loro vita sarebbe durata per sempre ma ormai ha capito che non sarà questo il caso”. L’autunno è anche questo, l’attimo in cui capisci che non durerà per sempre. 

 

Ma questi dodici racconti, scelti dai maestri della Scuola Holden (sono uscite già altre due raccolte, primavera e estate), prima che autunnali sono belli, e viene voglia di leggere tutto di Amy Hempel, per chi non la conoscesse già, e tutto di Guadalupe Nettel, scrittrice messicana che adesso è in libreria per la Nuova Frontiera con “La figlia unica”, e che in questo racconto, “Bezoar”, diario per il proprio psichiatra, racconta con grande precisione, ironia e sfrontatezza (gli scrittori possono essere sfrontati, che gioia) la dipendenza di una giovane donna da un tic che la porta in clinica psichiatrica: strapparsi i capelli con un paio di pinzette, a volte con le dita. Passare ore e ore in bagno e scovare zone della testa da far diventare calve, e allo stesso tempo nasconderle sotto altri capelli, e passare la sera al ristorante con un amica senza che lei né nessun altro percepisse i suoi movimenti con i capelli. “Soltanto alla fine della serata il cameriere, portando via i piatti e spazzando sotto il tavolo, avrebbe scoperto la scia rossiccia, simile a quella che si forma sotto il sedile di un parrucchiere, ma a questo punto non me ne importava più. Uscivo dal ristorante felice, pensando soltanto al momento in cui avrei continuato il festino”. Bisogna essere ciechi e sordi per non sentire quanto è sottile la distanza che separa una paziente con manie compulsive (non dirò come va a finire) da tutti noi che nascondiamo le nostre manie in qualche posto sicuro e crediamo di controllarle, soprattutto in questo autunno che ci smarrisce più di quelli passati: il miraggio di un paio di pinzette dorate (o di qualunque altra cosa, o persona) a cui affidare tutto quello che non va, è una tentazione, una voluttà, ed ecco che qualcuno ha saputo dirlo così bene.

 

E poi c’è lei, la grande Grace Paley, con uno dei suoi racconti più belli, “Amore”, un grandioso battibecco fra uomo e donna, marito e moglie, la gelosia e la “stupidità dei nostri cari”. Divertimento anche in autunno. Ma chi come me associa l’autunno e tutto quel che c’è di più malinconico e magnifico nel mondo all’Emilia Romagna a al suo golfo di paludi, sarà grato alla scelta di “Condizioni di luce sulla via Emilia”, di Gianni Celati. Adesso il viaggio può cominciare.

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.