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Poesia e amore sono legati stretti insieme

Fare tutto significa amare, lasciarsi andare a queste intimità provvisorie. Leggere questo libro di Franco Arminio è già un inizio

9 Novembre 2019 alle 06:00

Poesia e amore sono legati stretti insieme

Guardami ancora.

Sorridi se mi pensi.

Pensami con le mani

anche se non mi tocchi.

Fino a quando siamo nel mondo

possiamo parlarci.

Diamoci parole,

io faccio parole per te

e tu le fai per me.

Io spavento

tu malinconia.

Le parole come piccoli inciampi

per frenare il tempo

che va via.

Franco Arminio, L’infinito senza farci caso, poesie d’amore(Bompiani)

 

La poesia, scrive Franco Arminio nella postfazione di questo libro, è l’arte di cantare la bellezza e il terrore di essere al mondo, e l’amore è il contributo che diamo alla festa (bella e spaventosa) di essere al mondo. La poesia e l’amore sono legati stretti insieme, quindi, e entrambi attraversati da un anelito che va oltre l’umano, o che lo compie nella sua forma più alta. Leggere le poesie d’amore di Franco Arminio significa camminare sulla terra guardando il cielo, sentendo il vento sulla faccia, e la carezza delle mani sulle mani. “Il tuo corpo è l’unico posto / dove c’è spazio per noi due. / Di notte il tuo corpo si fa più grande, / è reso perfetto dalle tenebre. / E’ come stare / nell’infinito senza farci caso”. Franco Arminio, poeta, scrittore e per sua stessa definizione “paesologo” (è nato e vive a Bisaccia, in provincia di Avellino), è abitato dal paesaggio che abita, ed è come se il mondo esterno gli fosse interno, e viceversa. C’è continuità tra i rami degli alberi e il suo cervello, e quindi il corpo non è mai soltanto corpo, ma sempre qualcosa di più, che ha a che fare con l’infinito, con il divino.

 

“La prima volta non fu quando ci spogliammo, / ma qualche giorno prima, / mentre parlavi sotto un albero. / Sentivo zone lontane del mio corpo / che tornavano a casa”. Questa poesia è tratta da “Cedi la strada agli alberi”, raccolta del 2017, e definisce questa unione di terra, corpo e infinito. E spaventata dolcezza. Ma adesso il manifesto di Franco Arminio è compiuto, e lui stesso lo scrive: “Non siamo fatti per essere in coppia, non siamo fatti per tradire e neppure per essere fedeli. Semplicemente non siamo fatti una volta per sempre. L’amore costituisce il dio che ci guida, non è già pronto, non è una forma in cui entrare e poi magari stare tutto il tempo a pensare come uscirne. L’amore è una dimensione intimamente locale, si svolge sempre in un luogo ed è sempre inedito ogni suo gesto. Bisogna lasciar correre tutta la vita dove vuole, seguire solo il volo imprevedibile dell’amore”.

 

La vita è un continuo movimento, e ci si può però aggrappare ai rami, ai marciapiedi, alle strade. Toccarli davvero, ma anche sentirli interiormente. Amarli come si può amare una donna, forse “E poi aprire le braccia, / sorridere, camminare / nell’aria secca di gennaio. / Mi dà fiducia che oltre a te / ci sono cose nel mondo, / un albero, una strada / un tavolo, / un cucchiaio”. Mi dà fiducia che oltre a te ci sono cose nel mondo, è un sollievo perché in ogni cosa c’è “un vago amore”. E allora accarezziamo il muro della nostra stanza, salutiamo il marciapiede su cui stiamo camminando. “Io non so che cosa sia l’amore. So cosa sono le intimità provvisorie”, ha scritto Franco Arminio che crede a parti di sé sempre in amore e altre sempre in fuga dall’amore, o sepolte, ma è certo che non dobbiamo mai aspettare le mosse degli altri: dobbiamo fare tutto noi e farlo subito. Fare tutto significa amare, lasciarsi andare a queste intimità provvisorie. Leggere questo libro è già un inizio. “E pensa al prossimo bacio / come a una grande festa / che porta la terra / in gita al mare”.

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