Grillo e l'involontario (?) vaffa a Di Maio. Follini risponde su Casini

21 Febbraio 2018 alle 06:10

Al direttore - Vaffanpage.

Giuseppe De Filippi

  

A proposito di vaffa. Ieri Beppe Grillo, sul suo nuovo blog, ha fatto un video formidabile e ha messo insieme un po’ di idee per spiegare che cos’è oggi il Movimento 5 stelle. “Siamo i peggiori. Allora, la grande occasione è: basta votare il meno peggio ma votate veramente i peggiori, che siamo noi, quelli dell’onestà, ci siamo finti onesti invece vedi che dentro abbiamo dato meno di quello che dovevamo dare alle piccole imprese. Prendevamo del nero negli anni 80, facevamo delle cose terribili! Quindi, diventate tutti del Movimento 5 stelle, andiamo a governare questo paese e diventeremo i peggiori d’Italia e se state con noi anche i peggiori d’Europa, e se state ancora più con noi i peggiori del mondo”. Grillo era ironico, ma un vaffa così a Di Maio forse neppure il Cav. sarebbe stato capace di farlo.


  

Al direttore - Condivido pienamente l’opinione espressa in un editorialino del Foglio di ieri, secondo il quale l’Italia, alla scadenza del mandato di Mario Draghi, rischia di rimanere senza un rappresentante nel vertice della Bce. Ciò è dovuto all’atarassia con la quale il governo sta seguendo la riallocazione di istituzioni e di posizioni organiche a livello comunitario, omettendo anche quegli interventi per i quali avrebbe tutte le carte in regola per farsi sentire. Si pensi alla “porta girevole” che si sta materializzando con il diretto passaggio del ministro spagnolo Luis de Guindos (se verrà definitivamente approvata dall’Europarlamento e dal Consiglio) dalla politica alla Banca centrale, cosa che in Italia non sarebbe potuta accadere impedendola la pur riduttiva, ma a tal fine efficace, legge Frattini che avrebbe obbligato a una incompatibilità temporale di un anno. Un passaggio che non è una semplice escoriazione per la Bce. Si pensi, poi, a quella che appare una lontananza del governo dalla rete dei “do ut des” che la nomina di De Guindos fa decollare riguardanti, alla scadenza del mandato di Mario Draghi, la futura presidenza della Bce (con Weidmann o Villeroy de Galhau) ma anche la eventuale immissione nell’Esecutivo della francese Sylvie Goulard (da ministro a vice governatore della Banque de France e di qui al vertice dell’Istituto di Francoforte), le decisioni per la successione a madame Danièle Nouy, presidente della Vigilanza unica, alla scadenza del suo mandato, a dicembre prossimo. Per non parlare, poi, del caso Ema. Protestiamo inutilmente ex post, “a babbo morto”, oppure neppure muoviamo una tale critica? Con i più cordiali saluti.

Angelo De Mattia


  

Al direttore - Sono fuori dalla militanza politica per mia scelta da qualche anno e cerco di evitare la tentazione del protagonismo postumo. Ma dato che il suo giornale usa la mia storia per esprimere una sua sottile benevolenza verso la candidatura dell’onorevole Casini, ci tengo a precisare. Primo. Sono stato tra i fondatori del Pd nel 2008 e ho restituito la tessera cinque anni dopo rinunciando a candidarmi. Era un’operazione politica, giusta o sbagliata. Non la pretesa di un seggio come che sia. Secondo. Quando ho avuto la guida dell’Udc ho cercato di costruire un percorso che portasse fuori dalla cinta muraria del centrodestra. Sono lieto che chi all’epoca mi accusava con argomenti “maccartisti” oggi si trovi a suo agio ben oltre quelle colonne d’Ercole. Terzo. Ho evitato ed evito di commentare la candidatura dell’onorevole Casini, poiché credo che anche il silenzio sia un valore e a volte dica qualcosa. Quattro. Sono figlio unico, non ho “gemelli”. Per mia scelta. Grazie della sua ospitalità.

Marco Follini

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