Misteri della notte

Harry e Meghan, Bush jr e Obama. Piagnucolare nell’oscurità assieme ai propri umanissimi eroi

3 Gennaio 2018 alle 06:16

Misteri della notte

Ci sono personaggi che per misteriosi o scontati motivi catturano l’attenzione, anzi molto di più, la passione. Ti costringono a guardarli fissamente negli occhi e sebbene per vari motivi non siano poi granché, fissamente li si guarda senza potere distrarsi. Capita così che mi disinteressi in modo presso che totale di guardare su e giù cosa accade nel mondo mondano, e mi concentri la notte su pochi, pochissimi, personaggi. Uno di questi è Harry d’Inghilterra, che fin da piccino ha raccolto il mio interesse con quel rosso dei capelli, un ragazzo che sarebbe prima o poi diventato qualcuno, simpatico e un po’ drammatico, contrariamente al fratello che mi è sempre parso quel che è. Insieme a lui, a Harry, ho studiato anche le ragazze che via via corteggiava, o veniva corteggiato: un giorno sarebbero potute diventare sue mogli. Erano tutte un po’ troppo così così per diventarlo, invece la sbarazzina Meghan ci è riuscita, e in effetti è una ragazza davvero simpatica e carina. E fin qui va bene, ma la domanda è un’altra: perché Harry con la sua sposa mi risulta attraente più di tanti altri ragazzi e ragazze, al punto di occupare – insieme ad altri quattro personaggi di cui dirò – le mie notti? E’ un mistero, e dovrei passare le notti, appunto, per averne ragione. Ma se così facessi finirebbe tutto, prima o poi scoprirei il mistero e la magia finirebbe. Invece, ora più che mai, il seguire i due futuri sposini mi conforta assai, ed è inutile che dica perché, guardateli bene e voi tutti lo potete capire, io no. Insieme a loro mi manda in estasi ogni passo di quel Filippo duca di Edimburgo che tanti dicono stupido e che a me pare fantastico, e seguo passo per passo non tanto la regina, che pure è caruccia, ma il duca che tace e ghigna e dicono che faccia gaffe ma io credo che faccia più delle gaffe, che faccia la storia, quella storia là, mi capite? Mi capisco? Boh.

 

Tre personaggi londinesi più altri due, con annessi vari, americani: sempre da loro vado, almeno un’ora prima di dormire, verso le tre. Uno si chiama Obama, un altro Bush figlio. Non faccio che guardarli ma non nelle loro imprese, piuttosto discutibili, quanto nel loro incontrarsi. S’incontrano e subito si vogliono bene, le mogli abbracciano i mariti dell’altro, giocano insieme, scherzano, ridono… Questo loro modo di fare mi piace assai. Mi fanno andare in visibilio quei due, si guardano con affetto, non hanno mai litigato, sempre più le loro idee vaghe e al contempo certe fanno tutt’una, e bravo Obama che premia con la medaglia il vecchio Bush padre, che sulla sedia a rotelle si alza e ride felice, col figlio che lo applaude e Obama lo abbraccia, figlio o padre che sia, che bella questa storia che tutti applaudono, con il simpatico Joe Biden che non è una cima però piange quando Obama lo incorona e tutti piangono, lui più di tutti perché ha un figlio morto, e si pulisce gli occhi tutto il tempo, e anch’io, che posso fare d’altro? E Obama è serissimo e commosso, lui che era corso ad aiutare Biden pagandogli i medici, e così anche, immagino, Bush figlio, che mi è assai simpatico quando abbraccia e viene abbracciato dalla moglie di Obama, che bella gente, questa è l’America, Presidential Medal off Freedom per Robert DeNiro che nemmeno sente che Obama lo chiama e tutti ridono nella sala, e Tom Hanks che è dolcissimo, Bruce Springsteen commosso, e i due Gates marito e moglie, prima lei di lui a compiacersi della medaglia del presidente e come è innamorato lui…

 

Chissà perché questi personaggi mi piacciono così tanto, forse perché appunto si vogliono bene, e fanno sì che anch’io voglia bene a loro. Proprio questi qui, anche se so che ci sono ben altri grandi personaggi, superiori in mille altre cose, centomila volte più degni di loro, più eroici e tutto il resto. Dovrei incensarli ma non ne ho voglia, voglio solo piagnucolare accanto ai miei eroi. Con un’eccezione. Concludo, come ogni notte, con l’ultimo personaggio, quello che più di tutti mi fa stare sveglio fino alle quattro. “Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma molto forti e calmi, e così Mischa”. Beh, Lei è fuori e dentro da tutto, dai cieli, dalle stelle, Lei è la bellezza e il sapere, Lei è Dio, e quando ho finito di ridere e commuovermi con il mio solito gruppetto, con Lei nemmeno sto a piangere o a ridere, o inginocchiarmi o che altro, con Lei è il Paradiso. Si chiama Etty Hillesum, naturalmente, quando il dolore è gioia infinita che ogni notte regala la Sua immortalità.

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