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Occhi puntati sulle elezioni italiane

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Guardian, New York Times, Economist e Bloomberg

2 Marzo 2018 alle 10:15

Occhi puntati sulle elezioni italiane

La disoccupazione torna a salire e mette sotto pressione sul Partito democratico

Londra, 2 mar 08:45 - (Agenzia Nova) - A pochissimi giorni dalle cruciali elezioni di domenica 4 marzo, in Italia il governo di centro-sinistra difende il suo operato in materia economica proprio mentre gli ultimi dati mostrano che la disoccupazione ha rialzato la testa : James Politi, il corrispondente da Roma del quotidiano britannico "The Financial Times", riporta le dichiarazioni con cui il premier Paolo Gentiloni ha cercato di spiegare che molti indicatori economici sono decisamente migliorati negli ultimi tempi; ma sottolinea anche come lo scontento sociale sia la ragione principale del crollo di popolarità del Partito democratico.

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Steve Bannon a Roma "in aiuto ai candidati di estrema destra" 

Londra, 2 mar 08:45 - (Agenzia Nova) - Steve Bannon, l'ex stratega del presidente Usa Donald Trump, ieri giovedì 1° marzo è partito alla volta di Roma per esprimere il suo appoggio al partito di estrema destra Lega nord in vista delle elezioni che si terranno in Italia domenica prossima 4 marzo: non è previsto un incontro con il leader Matteo Salvini ma, secondo fonti del partito, Bannon spera comunque di poter contribuire all'ascesa dei movimenti populisti che in Europa lottano contro l'influenza esercitata sull'Ue dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron.

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Dagli Stati Uniti nuovi avvertimenti sulle "influenze russe" alla vigilia del voto

New York, 2 mar 08:45 - (Agenzia Nova) - La stampa Usa dà ampio spazio alle ipotesi di una influenza indebita della Russia nella campagna elettorale alla vigilia del voto del 4 marzo. Il "New York Times" afferma che in vista delle elezioni politiche l'Italia "è riemerso il timore che le false informazioni possano fuorviare gli elettori". In un secondo articolo pubblicato dal quotidiano, il giornalista Jason Horowitz ribadisce l'accusa a Mosca di aver utilizzato i social media per esercitare una influenza indebita sulle elezioni "negli Stati Uniti, e poi nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania". L'autore dell'articolo si chiede però se la Russia abbia davvero bisogno di intervenire davvero nelle elezioni italiane, dal momento che "i partiti che appaiono meglio posizionati in vista del voto godrebbero probabilmente tutti del favore della Russia". "Bloomberg", infine, accusa Mosca di aver "alimentato l'ossessione italiana dei migranti su Twitter": analisi condotte dalla società Alto Data Analytics, afferma il sito statunitense, avrebbero rilevato "tentativi della Russia di alimentare l'allarme sull'immigrazione in Italia" lo scorso anno. Tra i principali "responsabili" della presunta campagna di influenza dell'opinione pubblica, "Bloomberg" cita l'agenzia di stampa russa "Sputnik"; stando all'articolo, più che a influenzare l'opinione pubblica italiana, la Russia punta a orientare le decisioni della classe politica di quel paese.

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L'Italia rischia la confusione politica con il voto del 4 marzo

Londra, 2 mar 08:45 - (Agenzia Nova) - E' molto improbabile che dalle elezioni che si terranno in Italia domenica prossima 4 marzo emerga una maggioranza stabile: ne è convinto il settimanale britannico "The Economist" che al tema dedica un lungo articolo nella sua ultima edizione. Il giornale sottolinea la particolarità, tutta italiana, per cui diversi leader di partito negli ultimi giorni della campagna elettorale si sono presentati agli elettori come se fossero già investiti nell'incarico di primo ministro: è il caso di Matteo Salvini, leader del partito di estrema destra euroscettico della Lega; e di Luigi Di Maio, candidato premier del populista ed euroscettico Movimento 5 stelle (M5s). Non lo ha fatto invece l'anziano e più volte ex primo ministro Silvio Berlusconi, che pur essendo tornato inaspettatamente al centro della vita politica italiana non potrebbe in alcun caso ricoprire l'incarico di capo del governo a causa di una condanna penale: si è dovuto limitare ad indicare in sua vece l'attuale presidente del Parlamento europeo, il pacifico Antonio Tajani. Questo proliferare di auto-candidature e di candidature per interposta persona, secondo "The Economist", è giustificato dal fatto che in base agli ultimi sondaggi d'opinione permessi dalla legge l'esito di queste elezioni è quantomai incerto ed all'indomani del voto l'Italia si potrebbe trovare nella scomoda posizione di non avere una maggioranza parlamentare in grado di governare. Con ogni probabilità il centro-sinistra guidato dal Partito democratico (Pd) non sarà in grado di riconquistare il governo che ha retto negli ultimi anni; altrettanto improbabile è una vittoria del M5s, nonostante il fatto che potrebbe uscire dalle urne come il partito più votato: i Cinquestelle infatti aborrono l'idea stessa del compromesso e dei negoziati con le forze politiche tradizionali. La coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi sarebbe vicina a conquistare da sola la maggioranza assoluta dei seggi nel prossimo Parlamento: ma una volta arrivata al potere emergerebbero comunque le profonde differenze esistenti tra il partito berlusconiano Forza Italia e gli alleati di estrema destra, appunto la Lega di Salvini e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni; divergenze che finora sono state a stento messe da parte dalle necessità della campagna elettorale. Persino l'ipotesi di una coalizione tra il centro-destra ed il centro-sinistra, che la maggior parte degli osservatori ritiene come la più plausibile e che sarebbe vista con favore dai mercati e dal mondo degli affari, darebbe in ogni caso vita ad un governo debole e diviso sul da farsi. Gli italiani, ricorda "The Economist", hanno 70 anni di esperienza su come risolvere i nodi politici all'apparenza più intrattabili: ma questa volta, più della minaccia di non riuscire a garantire la governabilità del paese, sull'Italia grava la minaccia di non riuscire ad avere un buon governo in grado di affrontare efficacemente i problemi economici strutturali del paese. 

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Dopo la campagna elettorale arriverà il momento del confronto con la realtà

New York, 2 mar 08:45 - (Agenzia Nova) - Le promesse formulate dai partiti italiani in vista delle elezioni politiche del 4 marzo sono lontanissime da quanto la politica potrà effettivamente realizzare all'indomani del voto. A scriverlo, in un editoriale su "Bloomberg", è Ferdinando Giugliano, che per descrivere il quadro italiano cita una nota frase di Ennio Flaiano: "La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria". La campagna elettorale delle scorse settimane, afferma Giugliano, è stato un mix di buffonaggine e totale noncuranza per lo stato delle finanze del paese. Tutto questo dovrebbe preoccupare gli italiani, afferma l'autore dell'editoriale, se non fosse che non ha importanza: la campagna elettorale, infatti, "sarà rapidamente dimenticata nel momento stesso in cui chiuderanno i seggi elettorali", anche a causa del disfunzionale sistema elettorale italiano, che costringendo a complesse alchimie e alleanze di governo, fornisce ai politici l'alibi perfetto per giustificare l'infrangimento delle promesse rivolte ai cittadini. 


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