Le cinque sfide che dovrà affrontare il prossimo governo

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli del Financial Times, Pais, Handelsblatt, Les Echos...

Le cinque sfide che dovrà affrontare il prossimo governo

Foto di Nicolò Lazzati via Flickr

Le cinque sfide che dovrà affrontare il prossimo governo

Londra, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico britannico "The Financial Times" pubblica oggi martedì 6 febbraio un'analisi a firma di Valentina Romei in cui delinea le cinque principali sfide che dovrà affrontare il governo italiano che uscirà dalle elezioni del 4 marzo prossimo. L'economia italiana, nota il giornale, quest'anno è in condizioni assai migliori di quanto fosse prima delle precedenti elezioni politiche, nel 2013: oggigiorno il Pil è in aumento da tre anni di fila, la disoccupazione è in calo e il sistema bancario è più sano; tuttavia l'Italia continua a essere il fanalino di coda della ripresa europea e il disagio economico della sua popolazione è tutt'altro che scomparso. Con il supporto di una serie di dati e grafici, il "Financial Times" sostiene che la prima sfida da affrontare è appunto la lenta crescita e la bassa produttività del sistema economico della Penisola. Poi c'è la palla al piede dell'enorme debito dello Stato, che espone l'Italia a seri rischi in caso di aumento dei tassi di interesse mondiali e lascia pochissimo spazio alle promesse di riduzione delle tasse o di aumento della spesa pubblica che i partiti stano spargendo a piene mani nel corso di questa campagna elettorale. La terza sfida è rappresentata dall'alto tasso di disoccupazione, che benché sia in calo è ancora superiore ai livelli pre-crisi ed è particolarmente grave tra i giovani, costituendo la causa principale della fuga di cervelli. Segue la questione della salute del sistema bancario: nonostante i sostanziali miglioramenti ottenuti, le banche della Penisola sono ancora gravate dal più alto monte di crediti a rischio dell'Unione europea, che ne inficia pesantemente la capacità di prestare denaro e così finanziare le aziende. Infine c'è la questione della capacità dell'Italia di attrarre investimenti finanziari diretti, che sebbene aumentata negli ultimi anni pone il paese ancora all'ultimo posto tra le economie più evolute: per essere competitiva, conclude il "Financial Times", l'Italia ha bisogno di proseguire sulla strada intrapresa per molti anni ancora: gli investitori internazionali infatti non amano l'instabilità.

Leggi l’articolo del Financial Times

Italia: il presidente turco a Roma per incontrare il Papa e le istituzioni

Parigi, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha incontrato ieri a Roma papa Francesco. Lo riporta la stampa transalpina. "Un colloquio centrato principalmente sulla questione della città di Gerusalemme" scrive "Les Echos", sottolineando le "tensioni" che ci sono state in merito al genocidio degli armeni tra i 1915 e i 1916. Il Vaticano ha fatto sapere che l'incontro si è tenuto in un clima "cordiale". Il quotidiano economico ricorda che il Vaticano ha lodato lo sforzo di Ankara nell'accogliere i rifugiati della guerra in Siria e in Iraq, ma si è opposto all'offensiva anti-curda nell'enclave di Afrin. "Lo statuto di Gerusalemme è una questione centrale per i musulmani e per i cristiani, il Papa ed io ci siamo impegnati nella protezione dello status quo" ha affermato il presidente turco. I quotidiani ricordano anche le manifestazioni di protesta che si sono svolte a Roma. Per Erdogan la giornata è continuata con l'incontro del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni.

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Gli investitori temono dure sanzioni a Fiat Chrysler da parte del governo Usa

Berlino, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - Il timore che lo scandalo del dieselgate potesse portare a dure sanzioni pecuniarie a carico del Gruppo Fiat Chrysler (Fca) ha spinto quest'ultimo a negoziare con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Il titolo del produttore italo-americano è sceso considerevolmente tra venerdì e lunedì scorsi nella Borsa di New York, a causa di una indiscrezione diffusa dall’agenzia finanziaria "Bloomberg" secondo cui il dipartimento avrebbe inviato una lettera al Gruppo Fiat a fine gennaio, proponendo una soluzione consensuale in merito ai falsi livelli di emissione dei modelli Jeep Grand Cherokee e Ram 1.500. La Fca dovrebbe controllare meglio le emissioni dei gas di scarico diesel in futuro e richiamare e adattare 104.000 vetture assemblate tra il 2014 e il 2016. La soluzione proposta dal dipartimento, però, prevederebbe anche una consistente sanzione di cui non viene menzionato l'importo. Ed è proprio questo punto che sembra preoccupare i mercati finanziari. Una condanna per violazione del Clean Air Act può costare fino a 4,6 miliardi di dollari. Più probabile potrebbe essere una pena tra i 445 e gli 800 milioni di euro. L’utile operativo della Fiat, come riportato dal suo amministratore delegato Sergio Marchionne, nel 2017 è aumentato del 16 percento, raggiungendo i sette miliardi di euro. Il problema ora è se Fca possa raggiungere i propri obiettivi finanziari per l’anno sotto la pressione delle sanzioni. Sollievo potrebbe arrivare in tal senso dall’uscita della controllata Magneti-Marelli sul mercato azionario di Milano entro la fine dell’anno, dopo quella della Ferrari nel 2016. La guerra sul caso del diesel si è intensificata nel 2016, quando il ministro federale dei Trasporti tedesco, il cristiano sociale Alexander Dobrindt (Csu) ha prima attaccato direttamente la Fiat e poi ha presentato denuncia alla Commissione europea in merito alle autorità di regolamentazione italiane. Secondo le indagini della dell’Autorità federale dei trasporti (Kba), la Fca avrebbe interrotto il filtraggio del diossido di azoto dopo 22 minuti sui modelli 500X, Renegade e Doblò. Gli italiani si sono particolarmente irritati per il fatto che le accuse della Germania fossero diventate pubbliche nel giorno in cui le consultazioni italo-tedesche si stavano svolgendo a Maranello, in contemporanea allo shock dovuto al secondo grave terremoto di pochi giorni prima nell’Italia centrale. L’Italia ha accettato di istituire un comitato di conciliazione a Bruxelles, “perché non abbiamo nulla da nascondere”, ha detto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. “I nostri test dimostrano che non ci sono dispositivi illegali”.

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Italia: polemiche sull'introduzione del braccialetto elettronico per i dipendenti Amazon

Parigi, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - Polemiche in Italia in merito all'introduzione dei braccialetti elettronici per i dipendenti di Amazon. Lo riporta "Les Echos", spiegando che l'iniziativa ha provocato "un'opposizione unanime". I sindacati denunciano una "vergogna internazionale" e un "attacco alla dignità del lavoro", mentre il premier Paolo Gentiloni afferma che "la sfida consiste in un lavoro di qualità e non di un lavoro con un braccialetto". Dal canto suo, il colosso statunitense si difende sottolineando l'aumento di produttività e il miglioramento delle prestazioni legate all'introduzione di questo nuovo metodo. Nonostante le difficoltà, l'Italia rimane per Amazon un "paese chiave" dove investire, visto che l'anno scorso il settore dell'e-commerce è salito del 17 per cento.

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L’editoria italiana sarà l’ospite d’onore della Fiera del libro di Francoforte nel 2023

Berlino, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - L’Italia sarà l’ospite d’onere della Fiera del libro di Francoforte nel 2023, 35 anni dopo l'ultima volta. Il ministro della cultura italiano Dario Franceschini e il capo della Fiera del libro, Juergen Boos, hanno firmato il contratto onorario lunedì scorso. Il ministro italiano ha twittato: “Un grande tributo per l’editoria italiana”. È stata una testimonianza della creatività italiana e della sua importanza economica, ha affermato il ministero. “C’è un senso di ottimismo nella scena culturale in Italia al momento”, ha dichiarato il direttore della Fiere del libro Boos. Dopo una fase di “sconvolgimenti dinamici e cambiamenti drastici, l’energia positiva si sente dappertutto”. “Siamo molto orgogliosi dell’importante ruolo svolto dagli editori italiani sulla scena internazionale della Fiera del libro di Francoforte del 2023”, ha commentato Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori. Fino all’anno 2022, gli ospiti d’onore per le sei prossime Fiere del libro saranno: nel 2018 la Georgia, nel 2019 la Norvegia, nel 2020 il Canada, nel 2021 la Spagna e quello del 2022 sarà annunciato a febbraio.

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Il film "Sono tornato" divide l'Italia

Madrid, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - E se qualcuno dovesse riportare in vita Mussolini? Gli italiani capirebbero che in realtà non se n'è mai andato, che è stato presente per tutto questo tempo? Se lo chiede il quotidiano spagnolo "El Pais" in occasione dell'uscita di "Sono tornato", il film che sta catturando l'interesse del pubblico italiano e che prospetta, in chiave umoristica, il ritorno del dittatore Benito Mussolini nella Roma multietnica del 2017, in un paese che negli ultimi 70 anni ha cambiato 63 volte il proprio governo.

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PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Il presidente della Bce Mario Draghi è scettico sull’apprezzamento dell’euro

Berlino, 6 feb 08:42 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, è preoccupato per le fluttuazioni dei prezzi dell’euro. “Ciò crea nuovi ostacoli”, ha detto l’italiano lunedì al Parlamento europeo a Strasburgo. La banca centrale deve monitorare da vicino le conseguenze per la stabilità dei prezzi. L’euro ha raggiunto di recente il cambio con il dollaro a 1,2536. Un euro forte tende a rallentare l’inflazione, poiché le importazioni diventano più economiche. Inoltre, i prodotti dell’area dell’euro stanno diventando più costosi, rendendoli meno competitivi sul mercato mondiale. La Bce è più fiduciosa in merito alle prospettive di raggiungere l'obiettivo dell'inflazione al 2 per cento, tuttavia, ha detto Draghi, “non possiamo annunciare alcuna vittoria su questo fronte”. Nonostante massicce iniezioni di liquidità da parte della Bce, l’inflazione si è allontanata ulteriormente dall’obiettivo dell’inizio dell’anno. Il tasso di inflazione è sceso all’1,3 percento a gennaio, rispetto all’1,4 percento di dicembre.

Leggi l’articolo dell’Handelsblatt

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