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IL BI E IL BA

Il problema dei politici di oggi con gli insulti

Guido Vitiello

All'epoca del pentapartito, per lanciarsi ingiurie i parlamentari citavano Cechov e parlavano di "esorbitanza goliardica". Oggi molti di quegli epiteti non saprebbero nemmeno capirli

Vedo che si torna a parlare degli insulti che volano in Parlamento. Marco Follini, sulla Stampa, invoca un galateo per il litigio politico, e io credo di avere proprio il libro che fa per lui, e per noi tutti. Ne traggo qualche citazione, rispettando per quanto possibile il vecchio Cencelli: “I socialisti si comportano come le tre sorelle di Cechov” (Ciriaco De Mita, Dc); “La vita è un sogno, e qualche volta il presidente del Consiglio può immaginare sé stesso come il Cancelliere di un sistema bipartito” (Paolo Cabras, Dc, su Bettino Craxi); “È un caso di esorbitanza goliardica” (Mino Martinazzoli, Dc, su Claudio Martelli); “Un commercialista di Bari esperto di fallimenti e bancarotte” (Beniamino Andreatta, Dc, su Rino Formica); “Se un professore che ha studiato a Cambridge e si è specializzato in India perde le staffe e usa un linguaggio da ballatoio, vuol dire che abbiamo una comare come Lord dello Scacchiere” (Formica, Psi, in replica ad Andreatta); “Le grida di uccellacci e uccellini del malaugurio che hanno già preso il volo” (Craxi, Psi); “Spadolini non va difeso per il tono dreyfusiano in cui è caduto, né per la reazione mammista ai problemi dei soldati di leva” (Martelli, Psi); “Ricordo un libro di Papini giovane che si intitolava ‘Il pilota cieco’” (Giovanni Spadolini, Pri, a proposito di una crisi pilotata); “C’è nell’aria la tetraggine di una riconciliazione senza amore” (Valerio Zanone, Pli); “Purtroppo il caldo di ferragosto fa brutti scherzi, e l’onorevole Martelli deve aver preso un colpo di sole” (Pietro Longo, Psdi).

I comunisti mancano all’appello, come pure tutti gli altri, perché il libricino in questione, Parole paroline parolacce, curato da Tullio De Mauro e uscito come supplemento all’Unità nel 1987, era tutto dedicato al pentapartito. Ed era, incredibile a dirsi, un’antologia di ingiurie. Ebbene, il problema non è che i politici di oggi non siano più in grado di insultarsi così; il problema è che molti di quegli epiteti non saprebbero nemmeno capirli, se qualcuno glieli rivolgesse.

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