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Milanord2, un’idea per trasformare in bello un luogo arrugginito

Un investimento da oltre 700 milioni di euro che sarà pronto nel 2022 tra Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni e Monza

7 Marzo 2019 alle 12:05

Milanord2, un’idea per trasformare in bello un luogo arrugginito

La città infinita che cambia e si espande, verso nord – verso Monza e la Brianza, l’area più produttiva e popolata – ha sempre avuto uno strappo, un vuoto urbanistico e infrastrutturale, che con i decenni della deindustrializzazione si è arrugginito, si è popolato in modo disordinato di nuovi insediamenti, di molta logistica e di aree commerciali. Ma senza un’anima, senza un perché che fosse anche attrattivo, bello, e non solo obbligato. Le cose cominciano a cambiare, e c’è come sempre la mano dei privati. Oltre che la mano pubblica: tra Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni e Monza stanno per arrivare il prolungamento della Metro 1 e poi, se tutto sarà confermato, anche la Metro lilla.

 

Ma poi ci sono i privati, servono inventiva e investimenti per ricucire uno strappo urbanistico che invece può diventare uno snodo della città futura, sempre più una megalopoli diffusa. Si chiama Milanord2, è il nuovo progetto – un investimento da oltre 700 milioni di euro che sarà pronto nel 2022 – presentato ieri da Lsgi Italia, società immobiliare che ha già all’attivo la realizzazione di molti centri commerciali in Italia e all’estero. Ma Milano è un’altra cosa, e Milanord2 ha l’ambizione di essere molto più, qualcosa nell’essenza diverso, da un nuovo centro commerciale, per quanto di nuova generazione. Un hub, che coniuga servizi e aree sportive e ludiche, insomma un “luogo” attrattivo per le persone laddove, in questa enorme zono “strappata” del tessuto metropolitano, nel territorio di Cinisello e al confine con Monza, ora non esiste nulla di questo. Come spiega Birger Strom, norvegese di nascita, presidente di Lsgi Italia, con la sua gentilezza nordica non priva di fantasia italiana: “Non è semplicemente un centro commerciale, ma qualcosa che al momento non esiste in nessuna parte d’Europa ed è il primo esempio di una nuova generazione di aree. Non semplicemente un sito commerciale, ma un sito in grado di rispondere alle esigenze di un bacino urbano, comprese le aspirazioni e i desideri delle persone che ci abitano nella zona”. Insomma, un progetto che prevede 41 mila mq di aree all’aperto – in gran parte sopraelevate – per attività ludiche, sportive, aree giochi per bambini eventi culturali. Il tutto in grandissima parte con accesso gratuito. Poi ovviamente ci sarà la parte commerciale, ma per i costruttori di grandi centri oggi è diventata anche una sfida progettuale sul futuro, come spiega sempre Strom: “In passato andare a fare shopping era una necessità: ti serviva qualcosa, andavi a cercarla. Ora si compra anche online, andare a fare shopping diventerà sempre più una scelta, un luogo di attrattiva, una possibilità di fare attività integrate, diverse. Per questo abbiamo pensato un luogo che sia pubblico, per il pubblico, le famiglie, il tempo che liberamente si sceglie di impiegare”.

 

E anche un luogo di raccordo, di interscambio, ovviamente. E qui si torna alla Metro, alla rete della città estesa. Milanonord2 sorgerà sopra il nuovo capolinea della M1, perfettamente integrato, e sarà dotato di un parcheggio di interscambio sotterraneo da 1.500 posti. La sua posizione è il naturale collegamento alle linee di superficie interurbane, la Metro lilla arriverà nella stessa area di prossimità. Inoltre il progetto di piste ciclabili di collegamento con i centri vicini, fino a Monza, sarà la ragnatela green di una nuova mobilità. Là dove c’era uno strappo arrugginito nel tessuto della megalopoli, sorgerà una cerniera naturale, polifunzionale. Milano che cambia.

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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