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Vita nel sottosuolo a Milano

Non solo M4. Sotto la città c’è un mondo di acque, tecniche e arte. Ora si pensa a come valorizzarlo

16 Dicembre 2018 alle 06:00

Vita nel sottosuolo a Milano

(Foto LaPresse)

Il fascino di quel che non si vede, di quel “paesaggio sotterraneo” che calpestiamo ogni giorno e vive tanto quanto il sopra. Se ne è fatto un convegno, “Il sottosuolo della città - Spazi nella Milano nascosta”, per cercare d’individuare quali siano gli spazi fisici potenzialmente utilizzabili del sottosuolo di Milano, “l’altra città”, straordinaria tanto quanto quella che sta sopra, e che in molti non conoscono. L’incontro, organizzato da Aim (associazione no profit nata nel 1987 con lo scopo di sostenere Milano nel suo sviluppo culturale, sociale ed economico attraverso la promozione di progetti, ricerche, iniziative e pubblicazioni e che vede tra i suoi soci soggetti pubblici e privati tra cui MM, Intesa San Paolo, A2A, Fondazione 3M) e MM (Metropolitana Milanese) s’è dato l’obiettivo d’individuare nuovi luoghi e la loro possibile fruizione. “Il sottosuolo di Milano – spiega Carlo Berizzi, presidente di Aim – è ricco di spazi a volte tecnologici e di servizio, a volte artistici monumentali, tema molto interessante da un punto di vista turistico educativo”. MM, impegnata nelle operazioni di scavo per le nuove linee della metropolitana e gestore dell’acquedotto della città, è l’interlocutore preferenziale per parlare di quel che c’è sotto. Archeologi, speleologi, ingegneri e chi segue i lavori dello scavo, ne sono i diretti protagonisti.

 

Che c’è sotto Milano? A quattro metri sotto il sagrato del Duomo esiste il complesso archeologico più antico della città, nucleo della prima cristianità milanese. E poi i resti delle antiche strade romane; quel che rimane del meraviglioso edificio ottagonale che costituiva il Battistero di San Giovanni alle Fonti, costruito nel 378; la cripta di San Giovanni in Conca, in piazza Missori; la cripta di San Sepolcro che sorge sull’antico Foro Romano. E molto di più. Un mondo intricato, fatto di passaggi segreti, un percorso architettonico e storico che conduce ai resti delle mura cittadine e ai progetti urbanistici di Leonardo e di Filarete che teorizzò la nascita della “città fortificata perfetta”. Per non parlare dell’acqua potabile che proveniva dai pozzi che a partire dal 1889 alimentano con acqua di falda il moderno Acquedotto civico. Le infrastrutture sotterranee tracciano il percorso dell’acqua: opere di fognatura, che possono essere considerate vere e proprie architetture. Celati nel sottosuolo rimangono poi chilometri e chilometri d’antichi canali, oggi voltati e non più alla luce del sole. Nel secolo scorso Milano ha dovuto costruire nuove difese, nuovi luoghi sotterranei per proteggere i civili dai bombardamenti aerei.

 

“Non è quantificabile la dimensione dello spazio sotto Milano, ma sicuramente esiste una città parallela che si sviluppa nel sottosuolo. In questo periodo in cui Milano sta densificando il suo centro per la scelta politica di non consumare più suolo e utilizzare flussi di trasporto, occuparsi anche del sottosuolo è una risorsa e un’opportunità”. Si guarda con sempre più attenzione la città sotterranea. “Da un lato Milano sta diventando sempre più turistica, una città attrattiva e che sta vivendo una sorta di Rinascimento nel quale la città vuole conoscere se stessa anche nelle tracce storiche e nelle sue peculiarità. Milano, ad esempio, sta tornando a scoprire la città romana di cui si vede poco in superficie mentre nel sottosuolo molte tracce sono evidenti”.

 

In questo momento tutto questo appare, anche perché si sta costruendo la quarta linea della metropolitana e quindi gli scavi interessano il centro della città proprio nella parte in cui c’era la città romana. “Questo è il primo elemento che ci ha spinto a riflettere sul tema. Non solo di cosa c’è ma anche di come farlo fruire”. Altro tema: tutto il sistema di cunicoli sotto il Castello Sforzesco, “una rete importantissima, enorme, di percorsi di sicurezza, di connessioni rapide, di locali in cui, a seconda del diverso periodo, ci si riuniva si stipavano dei materiali, una ricchezza di uno dei monumenti più visitati della città di Milano”.

 

Il maggiore interesse è nel centro storico, nel cuore delle mura spagnole dove si trovano manufatti storici rimpossessarsi come patrimonio culturale. Però si aprono anche riflessioni su come lo si usa, il sottosuolo. “I nuovi progetti di Porta Nuova e City Life si sviluppano in parte sotto terra. A Porta Nuova, per esempio, non solo passano infrastrutture ma anche servizi commerciali e altri spazi come parcheggi e, perché no, in futuro, anche spazi di incontro sociale o di attività. Una lezione sulla Milano antica che può avere dei risvolti progettuali in chiave moderna. Per questo Paolo Mazzoleni, presidente dell’Ordine degli architetti o Gianni Biondillo, architetto molto curioso dello sviluppo della città, possono dare chiavi di lettura diverse”. Gli scavi della metropolitana hanno dovuto adattare il progetto, senza cambiare percorso. “In particolare le fermate della metropolitana diventano occasione per svelare le stratificazioni della, città e quindi le fermate sono state modificate in base ai ritrovamenti in accordo con le Soprintendenze che ovviamente tutelano questo paesaggio sotterraneo. Un paesaggio particolare, una vita sotto terra, che oltre all’uso architettonico ha pure risvolti psicologici”.

Paola Bulbarelli

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