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La guerra delle sciure. Le due associazioni che si spartiscono l’arte in città

Amichae e Off. Parte culturale ma anche quella social. Mostre sì, visite guidate okay, ma la cena o il cocktail in una delle meravigliose case delle associate è quasi d’obbligo.

25 Febbraio 2018 alle 06:10

La guerra delle  sciure. Le due associazioni che si spartiscono l’arte in città

Foto @sciuragram (Instagram)

Non sono pettegole, né tantomeno invidiose e non ne avrebbero motivo. Appartengono ad una élite, a una sorta di clan cultural-intellettuale un po’ snob che, non a caso, si occupa di arte e di patrimoni artistici. Si scelgono e si ritrovano, unite da alti ideali. Belle mentre vanno a un vernissage o nell’atelier di un artista, eleganti in paletot cammello o piumino, al massimo un cappottino bordato di pelliccia di Tivioli, qualche gioiello di Pederzani o di Vhernier.

 

Sono divise in due “squadre”, prima erano un tutt’uno nell’unica sigla che le radunava tutte. Poi le associazioni milanesi che si contendono i bei nomi delle signore milanesi che contano sono diventate due. La prima si chiama Amichae (Associazione Milano Cultura Heritage Arte ed Educazione) ed è stata fondata per il sostegno delle Civiche Raccolte Storiche milanesi ed in particolare per valorizzare Palazzo Morando Costume Moda Immagine e Palazzo Moriggia Museo del Risorgimento - Laboratorio di Storia Moderna e Contemporanea. Ci sono i membri onorari: Letizia Moratti, Giuliano Pisapia e Giuseppe Sala (uomini, nessuno è perfetto). Il consiglio direttivo: Rita Rovelli Caltagirone (presidente), Floriana Mentasti Granelli (vice), Cecilia Colussi Rossi (segretario), Chiara Trussoni (tesoriere). Il comitato con i rispettivi settori: Giuliana Clerici (restauri) , Laura Colnaghi Calissoni (arte), Cecilia Pirelli (giardini e botanica), Sonia Raule Tatò (filmati & proiezioni), Madelyn Renée (musica & concerti), Cristiana Versace (abiti costumi & tessuti). C’è pure il comitato scientifico, con Marina Messina. Tutte signore ben maritate o ben nate che si propongono “di far conoscere in Italia e anche a livello internazionale, il grande patrimonio artistico e culturale del capoluogo lombardo e di promuovere nuove acquisizioni, restauri e interventi specifici sulla base delle necessità dei due musei”. Insomma, intenti che più nobili non si potrebbe. Tanto che “ai membri dell’Associazione è consentito di instaurare un fervido colloquio e confronto con le istituzioni, gli artisti, i critici e gli storici, galleristi e curatori, direttori di musei italiani ed internazionali”. E ci tengono a precisare che “il Comitato Amichae… agisce concretamente con proposte di restauri di giardini, opere o abiti e costumi, acquisizioni di lavori, interventi musicali, proiezioni cinematografiche in relazione ai due musei”. Mille euro per iscriversi. E sono già quasi in cento.

 

Ne servono invece 700 (euri) per far parte di Off, l’altra associazione nata un anno fa da una costola di Amichae, dopo che ne è uscita sbattendo la porta Simona Pandozy di Gresy, ora chief Associazione Off. Non le bastava un evento al mese visto quel che offre Milano. I suoi ritmi sono frenetici, appuntamenti uno ogni dieci giorni quando non sono uno alla settimana. Tante l’hanno seguita facendo una scelta definitiva, altre sono iscritte a entrambe le associazioni. Antonella Camerana, Antonella Bernocchi, Maria Elena Aprea, Elisabetta Fontana Gancia, Clara Catelli, Nicoletta e Margherita Colnaghi, Cristina Corrado, Juanita Sabbadini, Marina Sordillo, Luciana Colombo, Giuliana Dompè, Isabella Del Bono, Cinzia Brandimante, Beatrice Bonelli, Cesarina Ferruzzi, Manuela Galtrucco, Fiorenza Locatelli fino ad arrivare a sessanta. Sono le signore di Off. Tutte più coinvolte ma con meno impegni istituzionali. Qui c’è la parte culturale ma anche quella social, altrettanto importante. Mostre sì , visite guidate okay, ma la cena o il cocktail in una delle meravigliose case delle associate (a rotazione) è quasi d’obbligo. Interessante la proiezione di filmati di Toulouse Lautrec nella sala cinema della casa di Chiara Peruzzo, bella la serata con l’artista Velasco. E ora tutte in attesa di partire per Firenze a vedere Marina Abramovich dopo la visita a Nina Yashar, famosa gallerista fondatrice della galleria di design Nilufar. Prossimo incontro, il più ravvicinato, la mostra di Frida Kahlo e poi aperitivo offerto da Chiara Solbiati.

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