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Chi c'è, chi non c'è, vizi e virtù del "cerchietto magico" di Fontana

Mentre il candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Lombardia sta limando il programma di governo, in caso di probabile vittoria, si fa più decifrabile il gruppo che lo segue, lo circonda, lo consiglia o in qualche caso lo tira per la giacca

4 Febbraio 2018 alle 06:00

attilio fontana

IL candidato presidente della regione Lombardia Attilio Fontana (foto LaPresse)

La campagna elettorale per la guida alla Regione, dopo la furiosa polemica sulla “razza bianca”, procede per ora senza sussulti né guizzi. Gli assessori forti della giunta guidata da Roberto Maroni, eccetto Gianni Fava, sono stati inseriti nelle liste dei partenti per Roma e dentro la Lega in Lombardia l’atmosfera ufficiale non quella della resa dei conti fra i maroniani e i salvianani; è piuttosto una guerra senza quartiere, con le modalità tribali che appartengono ai codici genetici del movimento. E mentre Attilio Fontana sta limando il programma di governo, in caso di probabile vittoria, si fa più decifrabile il gruppo che lo segue, lo circonda, lo consiglia o in qualche caso lo tira per la giacca. Il suo “cerchietto magico”, per di così.

 

Il coordinatore della campagna è il bresciano Davide Caparini: ex maroniano di ferro, sebbene interista, già parlamentare per tre legislature, maratoneta e chitarrista della band Senso Unico. Non è stato ricandidato alla Camera e si è messo a disposizione, allineato e coperto, probabilmente in cambio di un incarico nella prossima giunta. Nella squadra di Fontana è stato infilato Lucio Brignoli, ex membro dei giovani padani emarginato per volontà di Bobo dalla segreteria dell’ex assessore all’Ambiente Claudia Terzi: punito per aver incalzato in modo eccessivo il governatore sul referendum sull’autonomia, per conto di Salvini. Ora è rientrato in squadra, destando qualche malumore. Nel cerchietto è entrato senza far rumore Fabrizio Carcano, storico portavoce di Calderoli, autore di libri noir esoterici, spesso ambientati a Milano.

 

Infine la sorpresa, per molti conoscitori di via Bellerio, è stata la scelta di Max Ferrari per lo staff addetto alla comunicazione. Storico leghista duro e puro, ex direttore di Telepadania, spesso in rotta con i vertici come quando fece irruzione negli studi di via Bellerio dopo le elezioni del 2006 per contestare Rosi Mauro, la storica leader del fu Sindacato Padano. Ferrari fu espulso e nel 2007 lanciò persino un suo partito a Varese, il Fronte Indipendentista Lombardia per disturbare la Lega. Ora è rientrato a pieno titolo sul Carroccio di Salvini, con cui andò in Russia in cerca di finanziamenti quando era membro dell’associazione culturale Lombardia-Russa. L’ideologo Stefano Bruno Galli – dopo il golpe del suo gruppo di consiglieri regionali che lo hanno destituito dal ruolo di capogruppo della Lista civica per Maroni – ha deciso di non ricandidarsi per tutelare la propria autonomia, ma ha acconsentito alla richiesta dell’ex sindaco di Varese per formare la lista civica che sosterrà Fontana e sarà guidata dall’assessore uscente allo Sport, Antonio Rossi.

 

Contando sulla sua solidità acquisita come amministratore pubblico, nella squadra di Fontana si trova con ruolo di regista il suo amico di sempre, l’avvocato Andrea Mascetti, animatore dei simposi identitari e sovranisti dell’associazione Terra Insubre al Circolo Ra Ca’ dur Barlich di Varese, acerrimo avversario di Bobo e ora membro del Consiglio federale. Infine, a distanza, c’è anche Giacomo Stucchi, presidente uscente del Copasir, presidente della Lega lombarda, che potrebbe avere un incarico come assessore, in caso di vittoria. Senza mai dimenticare il terzo occhio della Lega, storico amico di Fontana, il potente Giancarlo Giorgetti, candidato alla Camera a Varese.

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