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Provaci ancora Forza Italia. La convention tra rilancio e addii

Daniele Bonecchi

Venerdì 5 e sabato 6 il convegno a Milano per cercare di pianificare il futuro del partito in vista delle elezioni europee

Un partito terremotato, che cerca uno spazio per sopravvivere a sé stesso e si aggrappa con ottimismo ai bollettini del San Raffaele. Ma che dopo aver segnato in profondità, proprio qui, da Milano, la Seconda Repubblica deve cercare una sua strada autonoma. Domani e sabato Forza Italia si darà convegno proprio sotto la Madonnina per tentare l’impossibile: riconquistare (almeno in parte) il consenso perduto, guardando con un certo timore alle prossime europee. Ci proverà, ancora una volta, Silvio Berlusconi, probabilmente con un video registrato per l’occasione, perché senza il Cav. Forza Italia non c’è.

 

Gli addii ormai non si contano, motivati o opportunistici che siano. L’addio più sonante e pesante, un anno fa, quello di Mariastella Gelmini, che oggi preferisce non commentare le vicissitudini del suo ex partito ma – nonostante la bufera che attraversa il terzo polo – è pronta a riconfermare la sua scelta al fianco di Carlo Calenda, come interprete autentica dell’area popolare. Per lei, liberal riformista con radici cattoliche, l’incompatibilità col duo Salvini-Ronzulli era stata fatale. Stefano Maullu (lontane origini socialiste) ha lasciato cinque anni fa FI per approdare, prima del boom elettorale, tra le fila di Giorgia Meloni, oggi è un eurodeputato col filo diretto con la premier. Conosce bene la Lombardia e forse è per questo che se ne tiene lontano. I danni combinati da Ronzulli, succeduta con un colpo di mano a Salini nel coordinamento lombardo, hanno portato gran parte del gruppo dirigente di Forza Italia a scegliere Salvini o Meloni. La lista è lunghissima.

   

Primo, tempo fa, l’addio di Paolo Romani, poi Silvia Sardone (oggi europarlamentare della Lega) e ancora Fermi (oggi assessore), Piazza e l’ex presidente della provincia di Lecco Nava hanno lasciano Berlusconi per il Carroccio. Marco Bestetti, giovane astro nascente di FI a Milano, ha scelto FdI ma assicura: “Il centrodestra è una garanzia, con partiti diversi ma con un orizzonte condiviso”. Poi “la scelta che ho fatto è stata ponderata e convinta ma ogni giorno che passa la rifarei in modo più convinto perché ho trovato una comunità politica seria, che vive le esperienze di governo con serietà. E’ un partito con regole che rispetta (per me una novità), valorizza chi lavora e chi s’impegna e cerca le formule migliori per valorizzare l’esperienza a beneficio di tutti. Voglio aggiungere il buon lavoro di Meloni anche nella evoluzione di Fratelli d’Italia”, conclude Bestetti.

   

Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, che con grande dignità aveva evitato di commentare, da coordinatore uscente, l’assalto alla diligenza lombarda di Licia Ronzulli, oggi parla di “modello Lombardia” anche per il prossimo governo europeo. “Lo stato di salute di Forza Italia e del centrodestra è legato a quello del paese. Il criterio per valutarlo – ancor prima dei voti – è la coerenza della coalizione verso il futuro dell’Italia. Quanto si è disposti a mettere sul tavolo per il bene di tutti? Non parlo di compromesso ma di cosa si è disposti a sacrificare per il bene del paese. Se è così il centrodestra sta facendo un ottimo lavoro”, insiste. Ma il futuro della Commissione europea è segnato? “Lo slittamento a destra – spiega Salini – è una esigenza dovuta alla esagerata rincorsa verso la retorica ambientalista (e non solo), che ha messo sotto processo la maggioranza Ursula. Col mondo economico (Amazon, Apple, SpaceX di Elon Musk) che ha obiettivi smisurati a livello globale”. “Il centrodestra oggi, tra sovranità nazionale e futuro dell’Ue sta mostrando grande maturità”, chiarisce in conclusione Salini.

   

Alessandro Sorte, parlamentare di Forza Italia e neo coordinatore regionale non ha dubbi: “I voti di Forza Italia sono determinanti per il centrodestra. Non avrebbe vinto le elezioni senza Forza Italia. Il paradigma non è cambiato: anzi, mi permetta la battuta, siamo contagiosi perché come vede lo stile e il modo di agire della premier Meloni, che noi apprezziamo, è simile al nostro. Uno stile di governo pragmatico che coniuga l’ideale con il reale. Noi rappresentiamo il centrodestra moderato e liberale, atlantista ed europeista, siamo distinti dalla destra sovranista e dalla destra nazionalista e alternativi alla sinistra. Abbiamo un grande spazio politico soprattutto dopo la fine dell’illusione del terzo polo. I sondaggi ci danno in crescita e non vediamo l’ora di riabbracciare il presidente Berlusconi. L’Italia ha bisogno della sua autorevolezza e saggezza. Sul futuro di Forza Italia in terra padana Sorte spiega: “E’ in atto una forte riorganizzazione. Punto ad avere entro la fine del 2023 oltre 800 presidenti di circolo in Lombardia. A giorni varerò l’organigramma regionale e, a cascata, arriveranno gli organigrammi provinciali. Forza Italia vi stupirà tra pochi giorni alla Convention di Milano: la Lombardia azzurra è mobilitata e in fermento”. E sulle europee: “Prevedo una FI a doppia cifra. Molte decisioni importanti si prendono in Europa: facciamo parte del gruppo europeo più importante all’Europarlamento. Sono molto ottimista. Noi siamo il centro della politica italiana”.

   

Nel frattempo si è mossa la macchina organizzativa per le europee – in perfetto stile Cav. – a caccia di qualche specchietto elettorale. E vista la vocazione (e i risultati del Monza) calcistica di Berlusconi, già si parla di Daniele Massaro, Fabio Capello, Arrigo Sacchi in lista. Perché non è la Champions ma le elezioni sono pur sempre una sfida popolare e il Cav. ne ha vinte tante. Anche se oggi i campioni forse non bastano, serve il miracolo.

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