Francesco Paolo Sisto (foto Ansa)
l'intervista
Sisto: "La riforma Nordio ridurrà gli errori giudiziari. L'Anm e Melillo terrorizzano gli elettori"
Il viceministro della Giustizia: "La separazione delle carriere riduce gli errori giudiziari perché rende il giudice libero da contaminazioni con il pm, soprattutto durante le indagini. Dire che con la riforma arriveranno i marziani, i fascisti o i soldati di Trump è un modo scorretto per impaurire l'elettorato"
“Per l’Anm il governo è insofferente allo stato di diritto? Ho l’impressione che sia l’esatto contrario. Volere un giudice terzo e imparziale, come previsto dalla Costituzione, un Csm più trasparente e una giustizia disciplinare per i magistrati autonoma e indipendente è proprio l’affermazione dello stato di diritto”. Così al Foglio il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, commenta le dichiarazioni rilasciate ieri dal segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti. “Ormai il quadro è chiaro – aggiunge Sisto –. C’è una componente politica che aggredisce il governo Meloni qualsiasi cosa faccia, a cui si aggiunge una magistratura correntizia che difende i propri privilegi e vuole continuare a controllare il Csm. Gli italiani devono scegliere se vogliono una giustizia migliore o una giustizia controllata dalle correnti, che è esattamente l’opposto dello stato di diritto”.
A conferma dell’inesistenza di qualsiasi “insofferenza allo stato di diritto”, Sisto (Forza Italia) ricorda che “è stata la maggioranza di centrodestra a raccogliere per prima le firme affinché si tenesse il referendum confermativo, che rappresenta lo strumento più democratico che ci sia”. Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, domenica ha attaccato il governo e il fronte del Sì, dicendo che utilizzano “strumentalmente” i casi di malagiustizia e sostenendo che “la riforma non ha nulla a che fare con questi casi”. “La riforma – replica Sisto – riduce gli errori giudiziari perché rende il giudice libero da qualsivoglia contaminazione con il pubblico ministero: non nascerà nella stessa ‘culla’ del pm, non farà lo stesso concorso, non si formerà insieme a lui, non si scambierà più i giudizi di professionalità, sarà più libero di decidere secondo scienza e coscienza. Con la separazione delle carriere avremo un giudice che mette sullo stesso piano le prove dell’accusa con le prove della difesa, come prevede esattamente l’articolo 111 della Costituzione, che sancisce la parità fra le parti”.
Il condizionamento tra giudice e pm è particolarmente evidente durante le indagini, come dimostrano i dati sul tasso di accoglimento delle richieste dei pm da parte dei gip. “E’ proprio nella fase delle indagini, in cui è previsto un contraddittorio molto limitato con la difesa, che si verifica il maggior numero di errori giudiziari: per questo è fondamentale che il giudice sia davvero e da subito pienamente terzo e imparziale”, afferma Sisto.
L’Anm vi accusa di voler usare i casi di malagiustizia per delegittimare la magistratura. “E’ proprio il contrario. Nessuno più di noi intende valorizzare la magistratura sotto il profilo della terzietà e dell’imparzialità del giudice, dell’autonomia e indipendenza della magistratura tutta, della trasparenza del Csm. Parlare di casi di errori giudiziari è utile, coerente con la riforma, serve a evitare che possano riaccadere”, dice il viceministro della Giustizia. Manca un mese al referendum, su cosa concentrerete la vostra campagna in vista del voto? “Non guardo i sondaggi. Passo le mie giornate in tutti i luoghi possibili (università, scuole, circoli) per spiegare i contenuti della riforma e per respingere tutti i tentativi di una certa magistratura e di una certa politica, in concorso consapevole e necessario, di impaurire l’elettorato”.
A proposito, ieri il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha attaccato duramente la riforma Nordio, dicendo che “mette in discussione più ampi e delicati equilibri istituzionali”, in un contesto in cui ci sarebbero “pressioni politico-mediatiche per condizionare le indagini più difficili e delicate”. “Ho trovato le parole di Melillo molto discutibili – commenta Sisto –. Anche queste dichiarazioni hanno lo scopo, apparentemente autorevole, di fare terrorismo mediatico puro. Si fa balenare all’elettorato ogni tipo di ‘lupo cattivo’, che però, nella realtà, non c’è. Ribadisco: nessuno intende mettere sotto schiaffo la magistratura, né limitare le indagini. Dire che con questa riforma arriveranno i marziani, i fascisti o i soldati di Trump è un modo suggestivo e scorretto per terrorizzare gli elettori, secondo un metodo caro ai giustizialisti. Noi del Sì, non ci stiamo: ci occupiamo di quello che è scritto, del testo, del presente, non dei ‘forse’, del ‘vedrete’. Ripudiamo gli attacchi feroci alla politica, mettiamo all’indice la difesa di retroguardia dei privilegi della magistratura correntizia, sicuri che il Sì consentirà al paese una giustizia giusta e migliore, un salto di qualità a protezione di ciascuno di noi, magistrati di buona volontà compresi”.
L'editoriale del direttore