E' stato arrestato Capristo, procuratore capo di Taranto

Insieme a tre imprenditori e a un ispettore della Polizia, avrebbe esercitato pressioni per indirizzare alcune indagini. In passato aveva diretto la procura di Trani, con inchieste-fuffa su vaccini e agenzie di rating

In un'inchiesta della procura di Potenza per reati contro la Pubblica amministrazione, la Guardia di Finanza ha messo agli arresti domiciliari il procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo, un ispettore della Polizia di Stato in servizio presso la questura di Taranto e distaccato presso gli uffici della Procura e tre imprenditori operanti nella provincia di Bari. L'accusa è di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo l'accusa, in concorso, gli arrestati avrebbero operato per indurre un sostituto procuratore di Trani a procedere in sede penale contro un'altra persona senza che ne ricorressero i presupposti, ma l'azione non è andata in porto per l'opposizione del magistrato.

 

Le pressioni, secondo la ricostruzione, hanno riguardato una persona denunciata dai tre imprenditori per usura a loro danno. L'obiettivo dell'azione penale, secondo il procuratore di Potenza Francesco Curcio, era di ''ottenere indebitamente i vantaggi economici e i benefici di legge conseguenti allo status di soggetti usurati''. Per l'accusa tutti e cinque, compreso Capristo, procuratore capo di Taranto e già procuratore della Repubblica a Trani, ''compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad indurre un giovane sostituto procuratore della Repubblica in servizio nella Procura di Trani a perseguire in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti di fatto e diritto, la persona'' denunciata ''infondatamente'' per usura. E' stato lo stesso giovane pm a denunciare i fatti. La vicenda inizialmente fu archiviata dalla procura di Trani ma è stata avocata da quella generale di Bari che ha trasmesso il fascicolo per competenza funzionale alla procura di Potenza e questa, un anno fa, ha
avviato le investigazioni, giunte oggi alle misure cautelari.  

 

Prima di andare a Taranto, Capristo è stato a capo della procura di Trani che, sotto la sua guida, ha condotto negli scorsi anni indagini che hanno destato molto clamore ma che erano viziate da una totale mancanza di prove. Tra queste, quella contro le agenzie di rating e quella sulla presunta correlazione tra autismo e vaccini, che hanno alimentato le teorie del complotto ma che si sono risolte in un nulla di fatto.

  

 

 

 

 

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