cerca

Piccoli esempi di populismo penale

La preside che usava l’auto della scuola si è fatta 4 giorni di carcere per niente

16 Aprile 2019 alle 21:11

Piccoli esempi di populismo penale

Foto Imagoeconomica

Il gip di Imperia non ha convalidato l’arresto della preside della scuola arrestata sabato scorso con l’accusa di aver utilizzato l’auto di servizio per fini personali. La donna è tornata così in libertà dopo quattro giorni passati ingiustamente nel carcere di Genova, dove era stata trasferita in seguito all’arresto in flagranza avvenuto mentre rientrava dalla Francia con l’auto di servizio (il reato contestato è di peculato).

 

Fin dall’inizio non si erano ben comprese le ragioni di una così feroce misura pre-cautelare. Non si era di fronte a un fatto di sangue, né a un reato così grave da comportare un danno erariale per le casse pubbliche. Alla donna veniva contestato di aver utilizzato l’auto di servizio per scopi privati e lei, in risposta, si difendeva sostenendo di averlo fatto solo perché la sua era fuori uso a causa di un incidente: il carcere era proprio necessario? Come se non bastasse, un articolo del codice di procedura penale (il 386) avrebbe consentito al pm, pur in presenza di una flagranza di reato, di concedere i domiciliari. Eppure la donna è finita in carcere per ben quattro giorni.

 

L’udienza di convalida ha dunque confermato che la preside ha subìto una privazione ingiustificata della propria libertà, ma non è tutto. Secondo quanto dichiarato dal suo avvocato, infatti, la donna era andata in Francia con l’auto di servizio proprio per motivi professionali. Doveva incontrare la segretaria scolastica, che abita a Mentone, per compilare i moduli per chiedere un finanziamento comunitario di quattrocentomila euro per la scuola, in scadenza due giorni dopo. Domenica, inoltre, avrebbe dovuto incontrare a casa propria la vicepreside per ricevere altra documentazione. La domanda doveva essere consegnata entro lunedì scorso, ma sabato la preside è stata arrestata. Così, il finanziamento sarebbe andato in fumo: l’unico vero danno erariale di tutta la vicenda.

Redazione

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    17 Aprile 2019 - 10:10

    Il senso comune intravede nel pm una sorta di Zorro un re Salomone che ristabilisce una giustizia violata ma sempre più accade che sia un principe dispensatore di torti.In fondo chi è il piemme ,un uomo qualunque al quale è affidato dallo stato un compito superiore alle sue forze.Forze intese come cultura preparazione equilibrio psicologico onestà in tutte le sue declinazioni. La statistica racconta che milgiaia sono i casi di ingiusta detenzione e peggio sono decine di milgiiaia i casi un giudice di Berlino respinge le loro pretese . Ma ahinoi , nella realtà l'uomo non è di legno.in ogni senso.

    Report

    Rispondi

Servizi